Questo mese di marzo

è iniziato in modo splendido.
Il termometro mi dice che siamo a -4 e c’è una vera e propria bufera di neve. Persino il mio temerario labrador è entrato in casa e si sta scongelando sulla sua poltrona preferita. L’unico “neo” di questa tempesta giornata perfetta è dovuto all’irrangiungibilità delle librerie.
Oggi esce il nuovo libro di Sandrone e dovrò rimandare la lettura.
Spero che il 6 aprile non nevichi eccessivamente, comunque non dovrebbero esserci problemi per il 13 maggio.

Se tu vedi un dio smembrato
E violenti cincillà
Stai pur certo che hai fumato
Della gran Vaporità.

La Corona è marcia e vecchia
Buckingham è catapecchia
Falli fuori con piacere
La Regina e il giardiniere.

E se vien l’Autorità,
Schiavi bui della Corona,
Fuggi via bella bambina,
Fuggi fuggi via di qua.


Oggi ho avuto un fastidioso

mal di testa, aggravato ogni ora dal suono della campana situata a pochi metri da casa mia.
Probabilmente ieri pomeriggio ho un po’ esagerato con i panini al salame.
Fortunatamente ora mi è passato, così mi potrò dedicare alla lettura.
A voi lettori del blog lascio una citazione che sottoscrivo e apprezzo assai.

“Due italiani su tre scrivono, uno su tre legge. Un italiano su due scrive senza leggere. Un coglione. Vuoi essere tu?”

Credo sappiate tutti di chi è…ma se non lo sapete provate ad indovinare.
Uff, mi sta tornando il mal di testa, devo aver davvero mangiato troppo ieri.

Stamattina mi sono

svegliato, mi sono affacciato  alla finestra e per un po’ sono rimasto a guardare la neve che cadeva.
Per un momento ho pensato anche al “decreto interpretativo” firmato dal presidente della Repubblica, e mi sono accorto che non avevo voglia di sprecare troppo tempo riflettendo sull’operato dei politici.
Non so come finiranno le elezioni regionali e, sinceramente, me ne importa poco o nulla.
Quello che mi preoccupa è l’aumento dei disoccupati, la difficoltà delle famiglie a pagare il mutuo, le fabbriche che chiudono, gli anziani abbandonati…
Ho letto che ci saranno manifestazioni di piazza, non credo che parteciperò.
Non so se la democrazia è in pericolo, se il presidente ha sbagliato, se non ci sono più regole…
Quello che so è che questa settimana voglio andare in una fabbrica occupata, voglio manifestare assieme agli operai, per il diritto al lavoro.
Sono stanco delle parole, non di quelle scritte, ma di quelle dette.

“Perchè hai deciso di andare in Afghanistan?”

“Perchè ero molto triste per quello che stava succedendo agli afgani e volevo aiutarli. I russi torturavano i prigionieri, stupravano le donne, bruciavano vivi i civili, eppure in America non ne parlava nessuno. Così mi licenziai e andai a vedere se potevo fare qualcosa”

William T. Vollmann

Posto un “invito all’ acquisto”.

Prima di presentarvi l’interessante prodotto, che mi è arrivato stamane per posta, vi “imbonisco” con qualche notizia.
Quest’ opera rappresenta il “primo clic” (così direbbe G.L.) di una narratrice.
L’autrice ha “cliccato” una seconda volta e, visto il miglioramento, vi conviene procurarvi l’ “opera prima” di colei che un giorno sarà famosa.
Tutto il guadagno dell’autrice sarà utilizzato per soccorrere creature indifese e bisognose di aiuto.
Se almeno 200 persone lo compreranno l’autrice pubblicherà una sua foto…in cui indossa uno “sconvolgente” pigiama. :D

Oggi ho “consumato”

due batterie del mio smartphone.
Ho fatto 36 telefonate, ne ho ricevute 32, ho spedito 24 sms, 29 mail e 40 pin.
Ora lo spengo…e mi dedico interamente alla lettura. Come ho già detto i libri in lingua originale mi stanno un po’ rallentanto e devo rimettermi in pari.
Però, prima di continuare la lettura di Vollmann (secondo il mio parere uno dei più “grandi” scrittori viventi), impiegherò un po’ di tempo nel tentativo di comprendere la raffinata politica dei partiti italiani.
Confesso che non riesco a capire appieno le astutissime mosse e contromosse elettorali. Queste liste, listini, listoni…sfuggono ormai alla mia comprensione.
Dovrò ripassare i fondamentali. :lol:

Un testo

deve poter essere letto da tutti quelli che sono in possesso degli strumenti adatti.
Un artista ha la capacità di “costruire” la realtà e, così facendo, suscitare reazioni diverse: piacere, irritazione, digusto…
Il “primo livello” di un testo è semplicemente l’ insieme di regole che lo scrittore ha seguito.
Il “secondo livello” è il “margine di univocità” interpretativa del testo.
Cerco di spiegarmi meglio.
Chi scrive non è mai totalmente esplicito, se lo fosse ci troveremmo di fronte a pagine terribilmente noiose, visto che nulla sarebbe lasciato all’immaginazione del lettore.
Infatti ogni cosa, ogni azione, ogni antefatto…tutto sarebbe descritto ed esplicitato in maniera minuziosa. In pratica occorrerebbero centinaia di pagine per dire che una persona ha starnutito. Però uno scrittore desidera comunque che il suo scritto sia “sufficientemente univoco”. Un artista sarebbe ancora più esigente e pretenderebbe un’assoluta univocità, ovvero che il testo abbia una sola possibile interpretazione.
Come fare?
Umberto Eco comincerebbe col dire che “un testo è un prodotto la cui sorte interpretativa deve far parte del proprio meccanismo generativo: generare un testo significa attuare una strategia di cui fan parte le previsioni delle mosse altrui, come d’altra parte in ogni strategia…”
Io la “faccio più semplice”, magari anche troppo, forse.

Secondo me ci sono due modi:
raccontare storie
usare simboli

E non credo che uno escluda l’altro, anche se…

To be continued…

Stasera sono stremato

da ore e ore di “lavoro” sindacale.
Le virgolette le ho messe perchè non so se è un lavoro sentire richieste di “cadreghe” (ovvero di poltrone e poltroncine).
Così non scrivo nulla di mio e faccio un paio di cose.

La prima sono i complimenti a mio figlio per gli ottimi voti che sta prendendo a scuola, gli avevo detto che glieli avrei fatti anche sul blog ed ora adempio alla promessa.
Ovviamente non me la caverò così facilmente ma dovrò anche mantenere la promessa riguardante i libri, i fumetti e i videogiochi. :D

La seconda è una segnalazione: un post che mi è piaciuto particolarmente.

Bene, ora vado a farmi preparare una bella carbonara, me la pappo e dopo affronto una “riunione d’area”. :)

Ci sono cose che è difficile

“mettere per iscritto”.
Ci sono cose che sono difficili da ricordare, cose che non si riesce a “superare”.
Una di queste è la paura, un’altra il dolore.
Per questo provo sempre molto rispetto per quelle persone che riescono a narrarle, a ricostruirle.
E so che ci vuole coraggio ad ammettere che “dopo” non si è più gli stessi.
Ho letto “Quella notte alla Diaz” di Christian Mirra.
Prima della lettura non avrei creduto a chi mi avesse detto che al G8 del 2001 si fosse manifestato il lato oscuro della guerra.
Avrei sorriso con condiscendenza e pensato che quei ragazzi, per loro fortuna, non sapevano cosa significa il dolore e la paura, quelli veri.
Invece l’autore ha conosciuto il loro terribile potere, che mette a nudo quello che siamo realmente.
Potrei parlarvi per ore della sofferenza, di amicizie distrutte dal senso di colpa…e capireste poco o nulla.
Vi basterebbe però leggere questa graphic novel e l’animale uomo si mostrerebbe davanti ai vostri occhi.

Torno da Mantova

assai soddisfatto.
Fumetti, libri, autori, piatti prelibati, bevande squisite…non si può volere di più dalla vita. :)
Anche questa volta non mi sono perso l’incontro con Barbieri e quindi posso dirvi che ci sarà il secondo libro sulle Creature del Mondo Emerso.
La cosa mi rende felice e sono anche soddisfatto dall’ aver sentito Paolo citare diverse volte un grande artista: Frazetta.
Oltre ad una quantità esagerata di fumetti e una bellissima raccolta delle copertine di Sandman, mi sono comprato l’ultimo libro della Santacroce (che mi ha un po’ deluso purtroppo) e mi son letto il libro acquistato da mia moglie, Amabili Resti (che mi ha piacevolmente sorpreso).
Come sempre ho cercato di acquistare il Rat-Man gigante che sovrasta lo stand della Panini e come sempre non me lo hanno voluto vendere. :D
Mi sono anche comprato un po’ di torte sbrisolone che conto di affogare a breve nella mia grappa. :)
Ora vado a leggere l ‘ultimo libro dei Wu Ming…che non credo mi deluderà.

p.s.: la foto allegata quest’anno non è dedicata ai miei acquisti. :D