in una città sottomarina.
Vagherò per le vie di un sogno fallito, monumento all’incompletezza dell’ “Oltreuomo” di Nietzsche.
Affronterò le Big Sister create da una scienziata marxista.
E rifletterò sulla qualità in un mondo in cui si lotta per la sopravvivenza.
Fortunatamente 2 + 2 è sempre uguale a 4…o forse 5.
Stanotte mi trasferisco
Pubblicato il 8 febbraio 2010
Posso immaginare
Pubblicato il 7 febbraio 2010
universi che abbiano una matematica e una logica identiche al nostro mondo.
Posso concepire universi che hanno diverse geometrie.
Ma posso gettare uno sguardo su universi impossibili?
Universi in cui non sia possibile affermare:
Esiste un numero naturale, 0
Ogni numero naturale ha un numero naturale successore
Numeri diversi hanno successori diversi
0 non è il successore di alcun numero naturale
Ogni insieme di numeri naturali che contenga lo zero e il successore di ogni proprio elemento coincide con l’intero insieme dei numeri naturali
Forse questa è una risposta che solo i fiammeggianti conoscono.
O forse me la sussurrerà durante la notte la verde fata.
Ma all’alba, quando riattraverserò lo specchio, non rimarrà che uno sbiadito ricordo.
Purtroppo ho le prove
Pubblicato il 6 febbraio 2010
che, in seguito ad uno degli aggiornamenti del mio blog, sono finito, o forse sono stato ricreato, in un universo parallelo.
Lo dimostrano le ricerche del professor X, di cui non posso fare il nome. E’ evidente che in questa realtà siamo ormai vicini al punto Omega e le storie che “filtrano” non sono altro che frammenti di codice macchina quantico.
E’ del tutto possibile che noi non siamo gli “originali” ma siamo stati ricreati dalle macchine dei nostri discendenti.
Dunque quelle che noi chiamiamo storie e che gli scrittori mettono su carta..ops, scusate, volevo dire in formato digitale…sono il riflesso dei pensieri di uomini e donne che stanno per risorgere in altre realtà parallele.
Questo dimostra l’esistenza delle creature fantastiche…chissà se ce ne sono nella realtà in cui vivo?
Ci saranno teschi di unicorni in cui leggere vecchi sogni?
Chissà quali meraviglie mi aspettano.
Nell’attesa bevo un altro sorso di Rimedio Universale, poi esplorerò con la mente i mondi possibili.
Dovrò prima costruirmi una bussola matematica che mi indichi la strada…credo che la chiamerò Alethiometer.
Ed ora
Pubblicato il 5 febbraio 2010
Ieri ho postato
Pubblicato il 4 febbraio 2010
un mio intervento ad una assemblea sindacale in cui si votava per i delegati al congresso,
L’ho trascritto usando la registrazione fatta con uno smartphone, infatti non preparo mai i miei discorsi, preferisco parlare “a braccio”.
Non so quale sia il grado di bellezza, so comunque di non aver mentito.
Però quanta “realtà” c’era nelle mie parole?
Molto poca, il discorso era costruito per incitare i presenti e per invogliarli a votare in un modo ben preciso.
E’ “etico” quanto ho fatto? E’ giusto “manipolare”, seppur senza inganni, le persone?
Non lo so. Ma sono convinto che il mio fine “ammetta” e giustifichi questo mezzo.
Ora torno un attimo alla “realtà”, al vero.
Posso fare un discorso simile a dei soldati che comanderò in una zona di guerra. Ma lo posso fare solo se non hanno ancora conosciuto il combattimento.
Se avessero già visto e conosciuto la “realtà” mi riderebbero in faccia o mi commisererebbero.
Quando si inizia a combattere le parole diventano “scelte di vita o di morte”.
Allora c’è un modo per farsi rispettare e ubbidire: garantire le maggiori possibilità di sopravvivenza.
Non è l’unico modo.
Compagne…compagni.
Pubblicato il 3 febbraio 2010
In questa assemblea congressuale dovrei esporvi le ragioni del secondo documento, dovrei parlarvi delle differenze rispetto al primo, spiegarvi i principali punti…così come ha fatto chi mi ha preceduto, illustrando il primo documento.
Non lo farò.
Non mi interessa discutere oggi di tecnicismi burocratici, non mi interessa perchè vi guardo…e vedo dei volti rassegnati, espressioni di un malessere che posso comprendere, ma che non posso accettare!
In questo momento il nostro sindacato subisce l’attacco del governo…un attacco che mira a smantellare la scuola pubblica…che scientemente distrugge l’istruzione e così facendo impedisce la conoscenza.
Vi hanno chiamati fannulloni, hanno detto che siete degli incapaci, che il vostro numero è esorbitante…e vi hanno licenziati…perchè il non assumere un precario, dopo vent’anni di insegnamento, è un licenziamento!
Vi guardo e so cosa state pensando…voi vedete a questo tavolo dei funzionari sindacali…e vi chiedete cosa ha fatto questa CGIL, cosa sta facendo.
Vi sbagliate compagni…su questo palco, a questo tavolo non c’è la CGIL…la CGIL siete voi!
E questa CGIL non può rassegnarsi…questa CGIL deve lottare!
Io vi chiedo di iniziare con un voto consapevole, io vi chiedo di prendere una decisione, con la vostra testa.
Ci stanno togliendo i posti di lavoro, ci stanno togliendo il salario, ci stanno togliendo la dignità…ma non permetteremo che ci tolgano la libertà di pensare e di agire…non permetteremo che ci tolgano la conoscenza e con essa il nostro futuro!
Compagne…compagni…oggi deve essere il primo giorno di un nuovo sindacato…un sindacato di lotta…e perchè questo succeda voi dovete portare un vento di rinnovamento…che spazzi via vecchie burocrazie e stanchi apparati!
E qui concludo…non serve altro…perchè io so che voi farete la cosa giusta…io so che voi rivendicherete la vostra libertà!
Dunque, mi pare di capire
Pubblicato il 2 febbraio 2010
che un libro è bello se è piacevole, ovvero se la sua lettura aumenta il benessere. Del resto più o meno la stessa cosa si può dire di una donna, di una canzone, ecc…
Naturalmente la bellezza è una qualità, ma un libro puo averne anche altre, siete d’accordo?
Un tempo bello era sinonimo di vero, così pensavano Aristotele e Platone. Poi ci furono altri filosofi, tra i quali un certo Kant. Egli disse che il bello non è intrinseco all’ oggetto che esaminiamo, ma siamo noi che attribuiamo tale qualità attraverso un giudizio estetico.
Io però mi e vi domando: è possibile che un libro sia bello, ovvero piacevole, ed allo stesso tempo falso?
Se la realtà è sinonimo di verità, è possibile che un libro “vero” sia sgradevole?
Se bello è sinonimo di piacevole è lecito dire che vero è sinonimo di sgradevole?
Forse qualcuno ricorda un post in cui mi domandavo se era possibile comunicare con un alieno.
Supponiamo di potergli causare dolore. Credete sia possibile insegnargli che una cosa è vera, è reale, se gli causa dolore?
E finisco lo sproloquio con un’ ultima domanda: l’arte può rappresentare la realtà e raggiungere il sublime rivelando la sofferenza dell’essere ?
Mi sono accorto che
Pubblicato il 1 febbraio 2010
sto conducendo la campagna per il congresso sindacale così come Druss la Leggenda difese Dros Delnoch.
Sono instancabile, pronto ad ogni confronto, sprezzante ed attivo così come lo ero a vent’anni.
Poi ritorno a casa e mi siedo con un lungo sospiro, cercando di piegare il ginocchio sinistro ormai completamente “andato”. Allungo la mano sinistra per prendere la tazzina di caffè , perchè la spalla destra è ormai bloccata, e dico a mia moglie di iniziare a miscelare il muscoril con il feldene. Infine aumento la dimensione dei caratteri sul Kindle perchè anche l’occhio buono è assai affaticato.
Quando tutti i dolori raggiungono un’intensità accettabile comincio a riflettere sul tema che maggiormente mi appassiona: l’avvento dei libri digitali.
A questo proposito vi faccio una domanda: cos’è, secondo voi, la qualità?
Se pensiamo ad un libro non abbiamo problemi a valutarlo in base alla quantità. Possiamo misurare il numero di parole, di pagine, il peso, lo spessore.
Ma posso valutarlo facendo ricorso alla qualità? Posso stabilire il grado di bellezza di un libro senza avere termini di paragone?
Supponiamo di aver letto un solo libro, è possibile dare un giudizio qualitativo? Possiamo dire che è bello oppure brutto?
Stanotte finirò la saga dei Drenai,
Pubblicato il 31 gennaio 2010
composta da undici libri.
Dopo mi guarderò un film di John Woo, non so però se riuscirò a vederlo tutto, visto che dura quasi 5 ore.
Ma voi preferite libri e film piccoli, medi o lunghi?
Io mi sto accorgendo che mi dedico sempre più ad opere di “grandi proporzioni” e che leggo sempre meno “cartaceo”.
Comunque attendo con impazienza l’ e-ink a colori, che mi permetterà di leggere anche i fumetti su di un lettore digitale.
Nell’attesa la carta rimane ancora il supporto migliore per una graphic novel.
Volevo scrivere due
Pubblicato il 30 gennaio 2010
righe sulla mia “cosa”, così come ha suggerito G.L.
Ho riflettuto un po’ è mi sono accorto che di cose ne ho parecchie, e mi sono anche reso conto che molte iniziano con la lettera M: morte, metallo, musica, matematica, marxismo. Sicuramente la morte e la musica sono le “cose” che mi affascinano di più, amo il metallo per la sua durezza e impenetrabilità, ed il marxismo è una “cosa” che mi piace studiare e diffondere.
Insomma, ero indeciso su quale “cosa” scegliere, così ho chiesto consiglio alla mia moglie.
Lei mi ha guardato leggermente divertita e mi ha detto che potevo anche fare a meno di cercare di guardare le cose in modo diverso.
Secondo lei io non riuscirei mai ad adottare un punto di vista “normale”. Mah, sospetto che mi creda un po’ folle.
Dovrò adottare un comportamento “più normale”. Ho iniziato con l’acquistare un bel calendario con donnine svestite.








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