Quando nella serie The Boys un elicottero

viene abbattuto Hughie vorrebbe aiutare eventuali superstiti ma Butcher non si lascia commuovere e inizia la fuga con il motoscafo. Hughie corre a poppa, guarda il relitto dell’elicottero che si inabissa poi sgancia un salvagente e lo tira in mare, un gesto perfettamente inutile se non a poter dire “ho fatto qualcosa”, un gesto di quelli che io chiamo “salva coscienza”.

Ecco, di questi tempi tutte le polemiche e le prese di posizione sui social mi paiono come quel salvagente buttato, inutili e un po’ ipocrite.

Samurai, guerrieri, cavalieri

quando sento parlare di antiche aristocrazie guerriere molto spesso si tratta di ricostruzioni fantasiose che mi ricordano molto quelle di presunte età dell’oro contadine.
Spade sfoderate, eroismi, codici del guerriero, nobiltà d’animo.
Nella realtà nessuno andava in battaglia con la spada nel fodero e c’era un solo imperativo: uccidere l’avversario nel minor tempo possibile, con ogni mezzo a disposizione, possibilmente senza farlo troppo avvicinare, con frecce e lance, altrimenti con la miglior arma a disposizione, che in occidente era sovente la mazza e non la spada.
Non c’era nulla di nobile in una battaglia, solo sangue, sudore e corpi smembrati.

Le ultime “coste”

stanno per cuocere.
Nell'orto ora solo zucche e cavoli in attesa dell'inverno.
Tra non molto i peschi perderanno le foglie e nell'aria ci sarà odore di mosto.
Vino novello e nebbia allieteranno le mie giornate.

Messico e nuvole

La faccia triste dell’America
Il vento soffia la sua armonica
Che voglia di piangere ho

Le nuvole

si diradano e le colline prima in attesa ora risuonano del rumore dei motocoltivatori e delle voci dei contadini.
La vendemmia riprende a poco a poco, l’uva riempie gli “arbi” e stasera i pesi delle cantine riceveranno l’oro delle colline.

Piove

tempo ideale per risollevarmi un po’ dalla mia consueta melancolia.
Non ricordo un periodo della mia vita in cui non fossi a tratti affetto da un profondo senso di inutilità e fatalismo, momenti in cui tutto o quasi perde di interesse.
La pioggia, il suo rumore, l’acqua che scorre, la luce filtrata dalle nubi, riescono a riconnettermi col flusso degli eventi e mi annunciano possibili futuri.
Spero nell’autunno e desidero l’inverno.

Domani inizierà l’ultima

settimana prima dell’inizio della scuola. Praticamente nulla è stato fatto per aumentare il livello di sicurezza nonostante la pandemia sia tutt’altro che finita. Le distanze sono quelle di sempre, i trasporti idem, il personale è invecchiato di un altro anno e come sempre mancano docenti e ATA.
Le mascherine sono solo un feticcio agitato per tranquillizzare, gli alunni le alzeranno e abbasseranno decine di volte e cosippure i docenti, e questo le renderà più pericolose che utili.
Ma il voto è alle porte e si deve comunque aprire senza attendere oltre, del resto abbiamo atteso per mesi e qualche settimana in più non farebbe la differenza.
Andrà tutto bene.

Sono anni che non

aggiorno questo blog. Mi ero quasi dimenticato di averlo ma quando l’ho cercato l’ho trovato ancora funzionante e aggiornato.
Perché scrivere dopo tanto tempo?
Perché facebook mi è venuto a noia, troppe polemiche, troppa aggressività latente e soprattutto troppa velocità e impegno da profondere.
Il tempo è prezioso e facebook me ne stava sottraendo troppo, prima riuscivo a gestirlo senza grossi problemi ma ora non ho la possibilità di esprimere un concetto se non sintetizzandolo e correndo il rischio di essere frainteso senza poter spiegare, cosa da evitare in questo periodo in cui molti sono insofferenti e aggressivi.
Così ripiego sul vecchio blog e sull’altrettanto dimenticato Twitter.
Vedremo se mi appassionerò a questa nuova modalità “lenta”,
nel frattempo mi godo la calma e la probabile assenza di lettori.