Tutto sta in questo: è l’unico problema. Per non sentire l’orribile fardello del Tempo che rompe le vostre spalle e vi inclina verso la terra, bisogna che vi ubriachiate senza tregua.
Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro, ma ubriacatevi.
E se qualche volta, sui gradini d’un palazzo, sull’erba verde d’un fossato, nella mesta solitudine della vostra camera vi risvegliate con l’ubriachezza già diminuita o scomparsa, domandate al vento, all’onda, alla stella, all’uccello, all’orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, domandate che ora è; e il vento, l’onda, la stella, l’uccello, l’orologio, vi risponderanno: “È l’ora di ubriacarsi! Per non esser gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi; ubriacatevi senza smettere! Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro.”
“Bisogna esser sempre ubriachi.
Pubblicato il 28 gennaio 2012
Voglio tentare un esperimento
Pubblicato il 25 gennaio 2012
dalla mezzanotte di oggi per 24 ore mi “scollegherò” dalla rete.
Purtroppo per motivi di lavoro non potrò disconnettermi completamente, ma mi limiterò alla lettura delle mail.
Dopo essermi “disconnesso” terrò sempre a portata di mano un ereader, e tutte le volte che mi verrà voglia di andare sul web andrò invece sul lettore e leggerò qualche pagina di un libro.
Se non avrò sintomi di astinenza estenderò l’esperimento e mi asterrò dal web un giorno a settimana.
Nella seconda fase proverò a sostituire la rete con una comunicazione più “tradizionale”, ad esempio una telefonata o la scrittura.
Vorrei poi far seguire una terza fase, ma per ora è prematuro parlarne.
Bene, se domani non mi “vedete” sapete il perchè.
Ieri ho letto un messaggio nel quale
Pubblicato il 24 gennaio 2012
una mia amica mi diceva che aveva ritrovato un racconto fantasy che aveva letto da bambina e che le era piaciuto moltissimo. Così aveva fatto delle ricerche, aveva scoperto che era stato scritto da un’autrice che lei non conosceva, Anne McCaffrey, e mi chiedeva se io avessi mai letto un suo libro.
Devo dire che sono rimasto stupito, la McCaffrey è stata una delle prime autrici fantasy che ho letto e credevo che tutti la conoscessero. Poi ho pensato a Mary Gentle, e mi sono ricordato che pochissimi la conoscono.
Allora ho deciso che ogni tanto avrei fatto un post in cui avrei segnalato un autore del “passato”, un autore che mi era piaciuto quando ero un ragazzo.
Inizio con la succitata McCaffrey e il suo ciclo dei Dragonieri di Pern.
L’ aspetto “piratesco”
Pubblicato il 23 gennaio 2012
della “guerra” tra FBI e Megaupload non mi ha, come già ho detto, appassionato. Oggi però ho letto qualche post qua e là e mi sono accorto che molti usavano Megaupload per “conservare” i loro file, in modo del tutto legale. A dire il vero lo facevo anch’io e con ‘sta chiusura ci ho rimessso circa 4€, però credevo di essere un caso isolato, invece così non è.
Dunque pare proprio che il cloud computing si dimostri assai insicuro, visto che i dati possono essere tranquillamente a disposizione delle forze dell’ ordine. Intendiamoci, niente di male (forse) se ci sono controlli, ma se poi si sospende un servizio e non si può più accedere ai propri dati…
Insomma le cose mie credo proprio che le terrò a casa mia.
Seguo con blando interesse
Pubblicato il 21 gennaio 2012
la “guerra” contro i siti che permettono la visione di opere protette da copyright. Alla fine negli u.s.a. tutto si risolverà con un duro scontro tra potentissime lobby. Da una parte i motori di ricerca e i socialnetwork, dall’altra le mayor dell’ industria discografica e musicale. Credo che sia ovvio chi vincerà, coloro che meglio comprendono le dinamiche della rete e le possibilità di guadagno che essa offre. In pochi anni, sempre che non perduri la crisi del capitalismo e quella dell’ energia, si estingueranno vecchi dinosauri e nuove specie ne prenderanno il posto.
Naturalmente anche i “nuovi” avranno a cuore solo ed unicamente il profitto, e gli utenti avranno pochi motivi per rallegrarsi.
Seguo con un po’ più d’interesse la “rivolta” siciliana e i vari scioperi di categoria anti-liberalizzazioni. Non sto a fare un analisi di quanto succede in trinacria, comunque quando accadono certe cose è sempre indice di debolezza dello stato.
Per il momento non mi pare che Monti abbia conseguito grossi risultati, vedremo in seguito. Quelli che comunque stanno sempre più dimostrandosi inutili e financo stupidi sono i partiti parlamentari, in particolare quelli cosiddetti di sinistra perchè i loro membri popolano la parte sinistra dell’ emiciclo.
Quindi, visto che per ora non c’è ancora nessuna avvisaglia di una rivoluzione, io me ne ritorno a leggere e ad ascoltare musica.
Ma prima vado a vedere che c’è per cena, e mi preparo ad usare strumenti assai più interessanti dei forconi.
Riflettendo sui commenti
Pubblicato il 19 gennaio 2012
al post precedente sono giunto a concludere che l’uomo dei paesi “ricchi” si stia trasformando in un “pollo d’allevamento”.
Siamo abituati ad essere assistiti da una tecnologia sempre più “invasiva” e “sostitutiva”. Non ci si confronta più direttamente con le forze della natura, ma tutto è filtrato da macchine e software. Un uomo ormai può trascorrere tutta la vita senza dover affrontare emergenze. Dipendiamo totalmente da fonti energetiche che si possono utilizzare solo con l’ausilio della tecnologia, perfino buona parte del nostro divertimento dipende da macchine.
Così quando succede un disastro arriva il panico, e l’uomo si trasforma in un balbettante volatile che starnazza frasi senza senso o che infila la testa sottoterra.
“Probabilmente una volta un ufficiale con anni di carriera avrebbe già attraversato molte emergenze, con ruoli man mano crescenti di responsabilità, e sarebbe stato abituato a non perdere la testa. Oggigiorno, pur con tutte le esercitazioni, le emergenze affrontate saranno state del tipo “manca l’acqua nei bagni delle cabine” e “sono quasi finite le trofie, rischiamo di dover dare ai passeggeri gli spaghetti col pesto”. Così, quando all’improvviso l’emergenza diventa “ODDIO STIAMO NAUFRAGANDO!” è troppo fuori dalla realtà per saper reagire” (Sauroneraunbravoartigiano)
Captains Courageous
Pubblicato il 18 gennaio 2012
sarebbe un buon titolo ad effetto in questi giorni, in cui assistiamo all’ennesima “pagliacciata” mediatica.
Non sto a fare ovvie premesse, inutile perdere tempo, passo subito a dirvi che non si sarebbe dovuta divulgare la telefonata tra i due comandanti.
Ma è stato fatto, e come al solito si è sviluppato un intenso e particolarmente stupido dibattito, anzi per meglio dire un coro da stadio in favore di Tizio e insultante nei confronti di Sempronio.
Come al solito tutti pronti a giudicare, nessuno a valutare. Così un uomo che ha vissuto in prima persona un evento drammatico viene “contrapposto” a chi sta semplicemente eseguendo un lavoro.
Io ho avuto la sfortuna di vivere alcuni momenti in cui ho rischiato la vita, e vi assicuro che nessuno può dire a priori come si comporterebbe.
In questi casi solo una lungo addestramento può innescare automatismi, il rifugiarsi in azioni provate e riprovate. Ovviamente occorre anche un minimo di flessibilità e un capitano che possa prendere decisioni, ma qui parliamo dell’ uomo e, come ho già detto, tralascio l’ovvio.
Bene, mi sto arrabbiando, quindi la “faccio corta”. Dico solo un’altra cosa: perchè oggi si parla per giorni di un comandante codardo e quando affondavano barconi di extracomunitari la notizia “teneva” la prima pagina un solo giorno?
Chi parla e discute oggi del campo nomadi bruciato a Torino? E l’ uomo che ha sparato sui senegalesi? E i circoli nazifascisti?
Forse è facile accusare un vigliacco, sentirsi superiori. Molto meno facile discutere di argomenti di cui anche noi potremmo, con i nostri comportamenti quotidiani, essere corresponsabili.
Eppure anche questo naufragio dovrebbe farci riflettere, perchè in ognuno di noi si nasconde un comandante della Concordia, da tenere a bada quando e se verrà il momento in cui vorrà “uscire”.
Non so voi ma io
Pubblicato il 17 gennaio 2012
detesto perdere, odio la sconfitta in un modo probabilmente insano.
Non sto parlando della sconfitta derivante da una normale competizione, in cui magari si perde per uno stupido errore o semplicemente perchè si è “inferiori”.
Io odio perdere quando c’è la matematica certezza della sconfitta, quando è impossibile vincere.
Naturalmente voi mi direte che se si sa già che verremo sconfitti è stupido competere. Vero, e generalmente mi regolo in questo modo, ad esempio non inizierei mai un incontro di lotta contro un orso bianco.
Però ci sono occasioni in cui bisogna partecipare, “costretti” da un ideale, da un calcolo opportunistico o dall’essere con le spalle al muro.
Di questi tempi sto conducendo una lotta politica che non posso vincere, ma che è importante fare perchè occorre un’opposizione, una minoranza. Probabilmente otterrò un ottimo risultato, al di là di ogni aspettativa.
Quando si conosceranno i risultati ci saranno alcuni che vorranno congratularsi con me, persone che mi conoscono da poco. Gli amici e i compagni di vecchia data invece si terranno alla larga perchè sanno che sarò incazzato nero.
Fortuna che poi leggerò un libro e così potrò evadere in un altro mondo.
Si, credo che il termine “letteratura di evasione” dovrebbe essere seriamente rivalutato. A volte ad un libro si chiede solo questo, evadere. E se trovo un libro che mi permette di lasciare la realtà, ecco, per me è un gran bel libro.
Si dice che marito e moglie
Pubblicato il 16 gennaio 2012
debbano avere almeno un “interesse” in comune perchè il matrimonio funzioni.
Non so se sia vero però io e mia moglie ne abbiamo almeno due, la lettura e la visione di serie televisive.
Riguardo alla lettura siamo ambedue “lettori forti”, anche se io riesco a leggere un po’ di più, ma è solo merito della mia velocità di lettura e delle poche ore di sonno che mi necessitano. Comunque preferiamo più o meno gli stessi scrittori, però quasi mai concordiamo su quale sia il loro miglior libro.
L’ unica grande differenza tra la mia classificha 2011 e quella di mia moglie è Murakami, a lei non piace. Primo e secondo posto invece sono identici, King e Petrosjan.
Invece quando si tratta d serie televisive i nostri gusti sono assai diversi. Io preferisco roba un tantino gore, lei “melodrammoni” allucinanti (si, ok, se lo avesse scritto lei il post l’aggettivo allucinanti sarebbe toccato alla mia preferenza
).
Però concordiamo su una serie: Downton Abbey.
In verità sono io che in questo caso convergo sul “melodramma”, però ‘sta storia di nobili e servitù mi piace assai. Beh, se dovessi fare una valutazione marxista-leninista non potrei che inorridire davanti alla rappresentazione di un buon padrone, ma dopotutto anche un rivoluzionario ogni tanto si pappa con soddisfazione una brioche. ![]()
Ok, ora vi lascio che devo cercare la seconda stagione.








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