del racconto che ho scritto per il concorso Sanctuary.
Il titolo è:
Primo incarico
La luce dell’ alba entrava dalla finestra mostrando particelle di polvere intente a danzare al ritmo di una musica ignota.
Lynn era già sveglia quando il trillo del suo computer riempì il silenzio della sua camera, seguito da una morbida voce cibernetica: “Buongiorno Lynn, oggi ti ricordo l’appuntamento col tuo supervisore alle otto punto zero”.
La ragazza sorrise pensando che non avrebbe certo potuto dimenticarselo, finalmente avrebbe avuto il suo primo incarico e, cosa più importante, lo avrebbe avuto prima di compiere diciassette anni.
Si alzò da letto stiracchiandosi ed entrò nel piccolo bagno annesso alla stanza. Aprì il rubinetto del minuscolo lavandino e si lavò la faccia, poi si osservò nello specchio. Vide una ragazza con una gran massa di capelli rosso cupo arruffati, un paio di occhi color verde scuro ed un naso forse un po’ troppo grande. Fece una smorfia arricciando le labbra e cominciò a domare la sua chioma. Lottò per qualche minuto ma riuscì a raccogliere i capelli in una treccia, si lavò i denti, meditò per qualche minuto seduta sul gabinetto ed infine iniziò a vestirsi.
Mentre sceglieva la sua uniforme migliore pensò ancora una volta a quanto fosse stata fortunata ad essere scelta dalla Loggia ed a vivere nella grande megalopoli.
Un tempo la città di Sanctuary era solo un immenso agglomerato di case e palazzi, la Loggia era una piccola setta ed il nemico viveva apertamente in mezzo agli uomini, ma le cose erano a poco a poco cambiate.
La vecchia cittadina si era trasformata nelle fondamenta della nuova megalopoli, immense ziggurat erano sorte e le grandi corporazioni ne avevano preso possesso. Su tutte le costruzioni svettava la grande Torre, un immenso monolite che ospitava al suo interno la Loggia. La base era costituita da una tozza piramide esagonale larga centinaia di chilometri, al suo interno erano ospitate le truppe di basso rango, gli inservienti, i grandi generatori al plasma e il complesso dei magazzini e delle serre idroponiche. Su di essa si ergeva una torre pentagonale che pareva toccare il cielo, la residenza delle truppe d’elite e dei Cacciatori. In cima risiedeva il Venerabile Capocaccia, supremo comandante della Loggia.
Lynn era fiera di appartenere a chi difendeva la purezza della razza e combatteva il nemico.
Abbottonò il rigido colletto della giacca color vinaccia che, abbinata a pantaloni dello stesso colore ed ad alti stivali neri, costituiva la divisa del Cacciatore.
Normalmente la ragazza avrebbe dovuto dormire in una delle grandi camerate assieme ai suoi compagni Cacciatori, una stanza singola era un privilegio degli ufficiali superiori.
Ma lei era speciale: possedeva il dono.
Un sottufficiale lo aveva scoperto dopo il primo anno del durissimo addestramento.
Lynn era felice di poter essere ancora più utile alla causa ma, allo stesso tempo, si rammaricava di aver dovuto abbandonare i suoi compagni. Capiva di essere un bene prezioso, che non poteva correre rischi, però sapeva che le sarebbe per sempre stata vietata la prima linea.
Una come lei non avrebbe mai combattuto direttamente col nemico, non avrebbe sostenuto epici scontri nelle viscere della megalopoli contro i mutaforma, i mutantropi e le altre progenie del demonio.
Prima di uscire Lynn guardò l’ologramma accanto al letto, rappresentava un giovane dai capelli neri e penetranti occhi azzurro cupo. Quello era l’uomo che lei ammirava, il comandante Eleas, il più grande Cacciatore che fosse mai esistito, un simbolo di coraggio e forza per tutta la Loggia.
Lei conosceva a memoria tutta la sua vita, sapeva che quarant’ anni prima era stato reclutato all’ età di otto anni, dopo che la sua famiglia era stata sterminata da un gruppo di mutaforma.
Fin da subito era stato chiaro che sarebbe diventato uno straordinario guerriero ed ebbe il suo primo incarico a soli sedici anni. Assieme a due compagni anziani fu attirato in un vecchio condotto della fogna, dove vivevano dozzine di mutantropi. Ritornò solo, coperto di sangue, ferito. Si diceva che avesse ucciso un centinaio di mostri e che gli altri fossero fuggiti.
Lynn pensava che quella fosse solo una leggenda ma non lo erano i successi che vennero dopo, la sua quasi sovrumana abilità nell’ usare le due spade che costituivano il suo armamento.
E non era leggenda nemmeno la sua morte, ucciso mentre tentava di difendere la moglie e la figlia, anch’ essi barbaramente trucidati. Si diceva che un traditore avesse permesso alla blasfema regina dei mutaforma di conoscere dove vivesse la sua famiglia.
La ragazza si sentì commuovere ripensando alla terribile morte di Eleas, se ci fosse stata lei non avrebbe permesso che lo uccidessero.
Lynn si avvicinò alla scrivania e da un piccolo cassetto estrasse una foto, in essa si vedeva un ragazzo, con un gran ciuffo di capelli neri, che sorrideva.
Era un Eleas diverso, senza l’aria tremendamente seria delle foto ufficiali, sembrava divertirsi, forse era addirittura felice.
Aveva speso molto per quell’ immagine, chi gliela aveva venduta aveva assicurato che era originale, lei ogni tanto ne dubitava tuttavia le piaceva lo stesso guardarla.
Non l’ avrebbe mai confessato a nessuno ma era innamorata di quel ragazzo, morto ormai da sedici anni.
Sospirò, ripose la foto, uscì, si diresse verso la fine del lungo corridoio e prese l’ascensore che la portò una ventina di piani più in alto.
Dirigendosi verso l’ufficio del suo supervisore rimase sorpresa quando lo vide venirle incontro, per un momento temette di essere in ritardo, ma quando notò che l’anziano ufficiale era pallido e sconvolto capì che era successo qualcosa di straordinario. Pensò di servirsi del suo dono per scoprire di cosa si trattasse ma la disciplina ebbe la meglio e si limitò a fermarsi ed ad ascoltare il capitano Paulson che le diceva: “Cacciatrice Lynn, il Venerabile Capocaccia intende assegnarle personalmente l’incarico. Deve seguirmi immediatamente, non dobbiamo assolutamente farlo attendere.”.
La ragazza non ebbe il tempo di replicare perché il suo supervisore si stava già dirigendo a grandi passi verso l’ascensore, lo seguì, eccitata e preoccupata al tempo stesso.
Mentre salivano riflettè che probabilmente si sarebbe trattato di un incarico molto importante, forse l’avrebbero assegnata allo stato maggiore, forse avrebbe servito lo stesso Venerabile Capocaccia.
Si ritrovò a sperare che ci fosse in programma una Grande Caccia e che le fosse ordinato di prendervi parte, utilizzando il suo talento per dirigere le truppe.
Fu riscossa dal suo sogno ad occhi aperti dal secco richiamo del capitano che la invitava a seguirlo.
Erano all’ultimo piano servito dall’ ascensore, la sommità della Torre poteva essere raggiunta solo utilizzando una stretta scala presidiata da alcuni soldati pesantemente armati.
Il suo supervisore si fermò e la invitò a salire dicendo: “Il Venerabile vuole vederti da sola, ti dirà lui cosa devi fare. Ti auguro buona fortuna, è un grande onore iniziare in questo modo.”, poi si girò e se ne andò lasciandola in compagnia delle guardie, una di loro gli fece cenno di salire.
In cima alla scala una stretta porta le permise di entrare in una stanza che per un attimo le tolse il fiato. Si trovava sulla sommità della Torre, in un grande salone dalle pareti trasparenti, attraverso le quali si scorgevano piccole nubi e l’intenso azzurro del cielo.
Al centro c’era un grande tavolo rotondo, accanto ad esso un uomo seduto su una sedia munita di un paio di grandi ruote. Avvicinandosi riconobbe l’anziano Venerabile Capocaccia e vide che la sedia era in realtà un piccolo veicolo. Lynn sapeva che l’uomo aveva perso le gambe in uno scontro col nemico.
Quando fu ad un paio di metri la Cacciatrice si irrigidì sull’attenti ed aprì la bocca per presentarsi ma fu interrotta da un benevolo gesto e dalle parole del vecchio: “Non perdiamo tempo in convenevoli. Prendi la busta sul tavolo, in essa c’è scritto quello che dovrai fare. Voglio che tu la apra solo quando sarai uscita dalla Torre.”.
Lynn prese la busta e aspettò di essere congedata, ma il Venerabile la guardò intensamente per alcuni minuti poi disse. “Cacciatrice Lynn, voglio che usi il tuo talento e mi dici quello che vedi, in ogni suo aspetto e possibilità.”.
Lei eseguì l’ordine aprendo il suo “terzo occhio” e rimase a bocca aperta, scossa e spaventata.
“Dunque e vero” sussurrò il vecchio poi alzò la voce e disse “Non importa, non voglio sapere, ora vai ed esegui quanto ti è stato ordinato.”.
Lynn salutò macchinalmente, scese la scala, prese l’ascensore e cominciò la lunga discesa. Cercò di mantenersi calma ma la sua mente era in subbuglio, per la prima volta la sua “visione” era stata bloccata da qualcosa.
Uscì dalla Torre e lacerò la busta, impaziente, iniziando subito a leggere.
Quello che doveva fare era piuttosto semplice, doveva recarsi nella città vecchia, davanti all’antico municipio cittadino. Non doveva portare armi e si sarebbe servita dell’antica linea metropolitana. Una volta arrivata un uomo l’avrebbe avvicinata pronunciando il codice che era scritto in fondo alle istruzioni poi le avrebbe detto cosa doveva fare.
La ragazza salì su un marciapiede mobile, rispettosamente salutata da alcuni cittadini che si scostarono per lasciarle spazio. Era sconcertata, non riusciva a capire che tipo di incarico poteva svolgere nella città vecchia. Comunque ben presto la disciplina e l’addestramento presero il sopravvento, si impose di ragionare con calma e di analizzare la situazione.
Decise che avrebbe tenuto i due sottili coltelli fissati ai suoi avambracci, anche se non credeva di correre rischi. Non aveva seguito il normale addestramento ma sapeva usare bene le armi, si allenava un paio di ore al giorno. Mentre saliva sulla nuova-metro cominciava ad essere più sicura. Probabilmente era un incarico segreto presso una delle Corporazioni, non era insolito che la Loggia prestasse qualcuno dei suoi cacciatori, il commercio andava difeso.
Arrivò all’ultima stazione e si diresse a passo spedito verso l’ingresso della vecchia metropolitana, scese una ripida scalinata e si trovò nella vecchia città.
La stazione era sudicia e male illuminata, un vecchio treno arrivò sferragliando, si fermò con un gran stridio dei freni e le porte si aprirono sbattendo rumorosamente.
Salì in un vagone deserto e riuscì ad afferrare un sedile appena in tempo per evitare di cadere a causa della brusca partenza. Si sedette, osservò la mappa appesa sopra un finestrino e le parve di capire che sarebbe dovuta scendere dopo una decina di fermate.
Rimase sola coi suoi pensieri mentre il treno si immergeva nell’ oscurità delle gallerie, interrotta brevemente dalle soste in stazioni vuote, illuminate da tremolanti luci fluorescenti.
Alla penultima fermata salirono due ragazzini stranamente abbigliati, le parve che avessero indossato vestiti troppo larghi, come se avessero saccheggiato l’armadio dei genitori.
Uno di loro le si avvicinò e le rivolse la parola domandando:” Sei una del popolo di sopra?”.
Lynn non capì bene la domanda e rimase interdetta, stupita dal tono diretto e dalla mancanza di rispetto. Ad una Cacciatrice la gente si rivolgeva sempre con timore ed ossequio, quel ragazzino non doveva aver capito davanti a chi si trovava. Si preparò a spiegargli chi era ma l’altro non attese, si rivolse al suo compagno ridendo: “Ehi Gart, questa deve venire davvero da sopra, non sa nemmeno parlare.”. “Aahah” sghignazzò l’altro ragazzo in risposta “ i cittadini se la mangeranno viva e magari prima si divertiranno un po’. Peccato che abbiamo altro da fare, sarà stupida ma mi piace il colore dei suoi capelli.” . Risero entrambi di gusto, aprirono lo sportello tra i vagoni e se ne andarono.
Lynn ribollì di rabbia e si alzò, rossa in volto, voleva raggiungerli e dire loro chi era ma il treno si fermò e lei si ricordò che doveva scendere.
Anche questa stazione era deserta e la ragazza sentì il rumore dei suoi tacchi rimbombare sotto la volta a botte. Provò uno strano senso di inquietudine mentre si dirigeva verso le scale che conducevano all’ uscita, le sembrava che qualcuno la stesse osservando.
Si guardò intorno, il marciapiede era deserto ma le parve di vedere un luccichio nell’ oscurità della galleria. Affrettò il passo, raggiunse l’inizio della scalinata e si fermò al suono di una voce raschiante: “Sei tu una donna benedetta dal nostro dio Ozimandia? Se lo sei dicci le parole o preparati all’ offerta.”.
Si girò di scatto, impaurita, ma si calmò quando vide che davanti a lei c’era un gruppo di bambini vestiti di stracci colorati. Erano una ventina, alcuni si stavano ancora arrampicando sul marciapiede, la Cacciatrice capì che venivano dal tunnel. Chi aveva parlato era un bimbetto biondo col viso sporco di fuliggine, Lynn pensò che non doveva avere più di otto anni. Decise che sarebbe stata amichevole: “Scusa piccolino ma io non conosco il dio che nomini. Devo raggiungere il municipio, sapresti indicarmi la sstrada.”.
Il biondino sorrise mostrando i denti limati fino ad assomigliare a piccole zanne, mise una mano sotto la giubba lacera ed estrasse un lungo coltello, imitato dai suoi compagni. “Fratelli” disse con voce allegra “ la donna è impura. Preparatevi al sacrificio, stasera banchetteremo con la sua carne e la sua testa mi parlerà con la voce del dio.”.

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A parte il fatto che sto festeggiando perché finalmente ho il tempo di leggermi con calma un tuo racconto…
Secondo me è davvero un bel lavoro, l’idea mi appassiona e voglio proprio vedere come va avanti… però mi sa che ogni tanto hai lasciato a piedi qualche virgola!
12 dicembre 2008 @ 21:43
Lyp: grassie, e riguardo alle virgole hai probabilmente ragione, l’ho scritto di getto senza rileggere, se ho tempo le prossime parti le rivedo e correggo…se ho tempo
12 dicembre 2008 @ 21:57
Biello mamma quant’è biello!a so mi la prima!go karo!ah ah ah
12 dicembre 2008 @ 22:01
Mammamia val… Ti rendi conto che questa prima parte mi é piaciuta cosÍ tanto che l’ho letta tutta sullo schermino del cellulare???? Voglio tutto il resto!!! subito!!! Quindi bravo val! Clap! Clap! Clap!
12 dicembre 2008 @ 22:07
Khyber: il meglio ( o peggio che sia) deve ancora venire
Viola: lo posterò domani….e grazie
12 dicembre 2008 @ 23:07
È difficile ke da te ci sia del peggio ti stimo na cifra!
13 dicembre 2008 @ 00:48
Semmai tu fai sempre il meglio!
13 dicembre 2008 @ 01:07
Stasera sono al celestinos di Drezzo con la neve ke cè in giro prego il signore di tornare a kasa da kantare!
13 dicembre 2008 @ 09:16
Khyber: cerca di non viaggiare da sola, e appena puoi combia le gomme, degli antineve rigenerati non costano tantissimo. Comunque se vai adagio vedrai che non succede nulla di grave
13 dicembre 2008 @ 09:37
Dopo la prima parte quasi obbligatoriamente lenta, visto che ci dava le spiegazioni di rito su chi sia la protagonista, cosa sia, e qualche informazione su Sanctuary e la Loggia, direi che la storia comincia veramente a farsi interessante!
C’è il mistero (cosa succede al dono?), la cospirazione (perchè le hanno detto di usare specificatamente quel mezzo di trasporto?), un po’ di spy story (mi immagino il suo “contatto” con l’impermeabile lungo fino ai piedi, cappello e occhiali da sole xD). E in più dei simpatici pargoli che sembrano usciti da Pan, Cacciatrici che mi fanno tornare alla mente il Buffyverso…
non vedo l’ora di leggere il proseguio!
13 dicembre 2008 @ 11:01
Mah speriamo!no kn me ho il resto del orkestra ma il momento del crucco ce xtt!
13 dicembre 2008 @ 12:17
Khyber sei tornata sana e salva? Ma porca miseria appena mi diventi la nuova celine dion ti compri un fuoristrada ok????
Val: bene la storia, ovvio che è solo l’inizio e ancora non ti si può dare un giudizio sulla trama. Toglimi una curiosità: sbaglio o Lynn assomiglia a Sofia de La ragazza drago?
Su Eleas non dico nulla perchè immagino che ogni riferimento sia puramente casuale.
Alla fine delo discorso diretto il punto va messo sempre fuori dalle virgolette, mai dentro (mi sembra che tu lo metta sia dentro che fuori).
Bon…allora sto dio con i seguaci dai denti appuntiti ce lo fai conoscere postando un altro brano o dobbiamo aspettare ancora molto?
Sono curiosissima…
Devo anche ringraziare Vyovib perchè è stata lei a darmi la dritta di sto concorso…avevo iniziato il racconto ma è diventato un romanzo! La protagonista si chiama Moona e la storia inizia con un bel suicidio… allegro, vero?
13 dicembre 2008 @ 12:43
Tanabrus. non aspettarti niente di spettacolare
Khyber: tu sei proprio il classico caso di chi vede il bicchiere mezzo vuoto
J.Galbreth: sia la somiglianza di Lynn che il nome Eleas sono puramente casuali, in verità Eleas mi ha fatto comodo come nome “pronto” senza perdere tempo a immaginerne uno, tra l’altro mi pare che sia usato in un libro come nome di donna, ma potrei sbagliarmi. Invece la ragazza ha i capelli rossi semplicemente perchè a me piacciono le donne “rosse”
L’eccesso di punti mi piace, anche se non so dirti perchè.
13 dicembre 2008 @ 13:28
Sí hai ragione val sò sfigà,no stiamo andando verso como!maialll!sara dura!j.galbreth vieni domani?
13 dicembre 2008 @ 15:44
Khyber: più che sfigata mi pare che sei pessimista
13 dicembre 2008 @ 18:13