Di colpo Lynn capì che era in pericolo, la paura le scese lungo la schiena come una serpe di ghiaccio. Sapeva che sarebbe stata sopraffatta, diede un rapido sguardo alle spalle e vide che alcuni bambini l’avevano aggirata e bloccavano le scale.
Fece ricorso al suo dono ma ancora una volta non riuscì a vedere oltre l’oscurità, la disperazione l’invase.
Estrasse i coltelli che portava fissati agli avambracci, i bambini risero pregustando il combattimento. Lynn decise che avrebbe tentato di salire la scala, si sarebbe girata di scatto e se fosse riuscita ad a aprirsi un varco con i coltelli forse sarebbe riuscita a fuggire. L’adrenalina salì e la Cacciatrice contrasse i muscoli, ma improvvisamente il biondino cominciò ad arretrare, il sorriso sostituito da una smorfia di paura, rinfoderò il coltello, si voltò e fuggì verso l’oscurità del tunnel, seguito dai suoi compagni.
Lynn si girò lentamente rannicchiandosi su se stessa ed alzando i coltelli in posizione di difesa, chi o cosa era riuscito a terrorizzare quei piccoli mostri doveva essere molto pericoloso.
Dalla scala stava scendendo una figura avvolta in un lungo mantello nero, il volto nascosto da un ampio cappuccio. “Chi sei?” chiese la ragazza con la voce arrochita dalla paura e dalla tensione. Una mano coperta da un guanto uscì dal mantello ed abbassò il cappuccio rivelando il volto di un uomo di mezza età. Una sottile cicatrice partiva dal sopracciglio sinistro, attraversava il naso e terminava all’angolo della bocca, rialzandolo e dando l’idea di un sorriso di scherno. I capelli, tagliati corti, forse un tempo erano stati neri ma ora il bianco aveva preso il sopravvento.
Lynn rabbrividì quando incrociò il suo sguardo, l’azzurro cupo degli occhi era freddo e privo di vita.
Con una voce bassa e profonda l’uomo pronunciò il codice, si avvicinò e le porse una busta chiusa col sigillo del Venerabile Capocaccia. La ragazza rinfoderò i coltelli e la prese con mano tremante, l’aprì e lesse il foglio, sbiancò in volto, stette per un lungo momento immobile poi alzò la testa dicendo: “Chi siete voi? Questa lettera è stata scritta dal Venerabile in persona e dice che io vi appartengo. Dice che devo fare tutto quello che mi direte e che anche la mia vita è nelle vostre mani. Questo è impossibile. Io… io non capisco. Nessuno può avere l’autorità di chiedere alla Loggia un tale favore…io…”.
L’uomo la interruppe con una brusca domanda: “Quanto avanti riesci a vedere nel futuro?”.
“Dieci minuti” rispose lei meccanicamente.
Lui annuì, soddisfatto: “Dimmi cosa vedi ora”.
Lei aprì il suo occhio interiore e cercò di vedere la molteplicità dei suoi futuri che si ramificavano dal presente. Vide solo una fitta tenebra. Sussultò impaurita, credette di aver ormai perso il dono, da quando aveva parlato col Venerabile la sua visione si era ridotta sempre più, bloccata da un’ oscurità sempre più vicina sempre più…
La comprensione di quanto stava accadendo le arrivò di colpo e la fece esclamare: “Siete voi! Voi bloccate la mia visione! Solo un Negromante può farlo. Voi siete maledetto, avete venduto la vostra anima al dio dell’ oscurità.”.
La Cacciatrice ricordava ora le prime lezioni dei suoi maestri, quando la mettevano in guardia dal potere degli Stregoni e dei Negromanti. Adesso scopriva che la Loggia l’aveva venduta ad uno di loro, le sembrò che il mondo andasse in frantumi, la gioia che aveva provato quella mattina quando si era svegliata era ormai sostituita da una cupa disperazione.
Sentì la fredda risata dell’ uomo e la sua voce profonda: “Non è un dio che governa l’oscurità, ragazzina. E’ una dea ed è a lei che ho ceduto la mia anima, ad Ashare la crudele. Ma questo non deve interessarti ragazzina. Tu mi servi per portare a termina la mia vendetta. Stanotte ucciderò la regina dei mutaforma.”.
Lynn pensò che quell’uomo era pazzo, nessuno poteva avvicinarsi alla fortezza del nemico e sopravvivere, anche loro avevano veggenti che possedevano il dono.
Sembrò che lui le leggesse nella mente: “Io farò da schermo accecandoli e tu mi indicherai il futuro che mi permetterà di vendicarmi. Ora seguimi, andiamo al mio rifugio.”.
Si girò e cominciò a salire le scale, Lynn lo seguì stancamente, privata del suo dono, venduta come una schiava, ormai si sentiva perduta. Pensò a Eleas, sicura che lui non avrebbe permesso tutto questo, si sarebbe ribellato, avrebbe combattuto, ma lei si sentiva impotente, la schiava di un Negromante senz’anima.
Uscirono dalla metropolitana in una vasta piazza circondata da alti palazzi di pietra grigia. La Cacciatrice si stupì della quantità di persone che la affollavano, aveva sempre creduto che nella vecchia città ci fossero ormai solo mostri e pochi degenerati. Invece ora scopriva un umanità indaffarata e vitale. Notò che alcuni si scostavano al passaggio del suo nuovo padrone, probabilmente sapevano chi era e ne avevano paura. Guardò in alto e non riuscì a vedere altro se non una diffusa luce che sembrava attraversare uno strato di nubi. Sapeva che si trovavano al di sotto della nuova Sanctuary e fu sorpresa dell’ immensa altezza che doveva avere il soffitto di quella città sotterranea.
Attraversarono la piazza ed entrarono in mezzo agli edifici. L’uomo percorse un buon tratto del corso principale, poi svoltò in una strada secondaria, dopo poco risvoltò in uno stretto vicolo scarsamente illuminato. I muri dei palazzi erano così vicini che la luce stentava a penetrare dall’ alto. Si fermarono davanti ad un piccola porta arrugginita. L’uomo la toccò borbottando parole incomprensibili ed essa si aprì, entrarono e quando si richiuse furono avvolti dall’oscurità.
Lynn sentì un secco scatto metallico ed ebbe l’impressione di precipitare, diede un piccolo grido e cercò un appiglio, le sue mani strinsero la stoffa del mantello.
“Siamo su una piattaforma e stiamo scendendo” le disse l’uomo “ I mutaforma vivono in quelle che un tempo furono le fogne di Sanctuary. La Loggia li ha costretti a nascondersi ed essi hanno creato una loro città nelle viscere più profonde della megalopoli.
La piattaforma rallentò e si fermò con un breve stridio metallico, davanti a loro si aprì una piccola porta ed entrarono in un grande salone illuminato.
Lynn capì che quello era il luogo in cui l’uomo viveva, in un angolo scorse un letto sfatto, una parete era letteralmente ricoperta di armi bianche, contro un’altra erano addossati grandi armadi metallici. Su un paio di grandi tavoli erano sistemati libri e strani alambicchi, casse e bauli erano sparsi ovunque. Non ebbe il tempo di osservare ogni cosa perché l’uomo si tolse il mantello, l’afferrò per un braccio e la portò in un angolo della stanza. Sul pavimento era disegnato un grande pentacolo e lui le disse di sistemarsi al centro.
La ragazza obbedì passivamente, per un momento pensò che l’avrebbe sacrificata uccidendola, poiché si era accostato ad un tavolo ed aveva preso un coltello con la lama ricurva.
Si sentì stranamente calma, osservò quasi con distacco il Negromante che rimboccava una manica della veste nera che indossava. Lo vide avvicinarsi e ascoltò le sue parole.
“Scopri l’avambraccio sinistro” le ordinò.
Lei eseguì, slacciò il fodero del coltello e lo lasciò cadere.
L’uomo si avvicinò, le prese il polso e con il coltello le fece un piccolo taglio, fece lo stesso su di sé e disse:”Ora il tuo sangue si unirà al mio, in questo modo la tua visione non sarà più ostacolata. Devo avvertirti che anche alcuni dei nostri ricordi saranno condivisi, non c’è modo di evitarlo.”.
Con mossa rapida fece combaciare la sua ferita con quella della ragazza, nello stesso momento urlò un invocazione.
Vide il suo addestratore invitarla a prendere la spada ed a combattere. Lynn non capiva come mai era tornata indietro nel tempo, quando ancora era una recluta. La spada del sottufficiale la colpì sulla tempia di piatto e le sembrò che la testa le scoppiasse per il dolore. Non capiva. Perchè le facevano del male? Lei era una ragazza speciale. Lei…no, non era lei…quelli erano i ricordi dell’uomo, li stava rivivendo. Era come vedere un film e nello stesso tempo farne parte. Il negromante era appartenuto alla Loggia, ma il suo addestramento era stato molto più duro.
Lui/lei sarebbe diventato un vero cacciatore, un assassino.
Sentì che qualcuno lo/la chiamava, sapeva chi era, un amico, un compagno, la sua voce: “Eleas, lo hai battuto! Hai battuto l’addestratore!”.
Urlò di rabbia…lei/lui non poteva essere il suo eroe, non lui, non poteva essere diventato…
Sprofondò ancora di più nei ricordi.
Sapeva di essere abile con le due spade. Uccideva. Affrontò il suo primo combattimento, l’ essere gli piombò addosso con le fauci spalancate, lo colpì al collo…sentì il gusto del sangue spruzzato sulla sua bocca.
I suoi stessi compagni lo temevano. Uccideva perché era ciò che sapeva fare meglio.
Trafisse la creatura ricoperta di pelliccia, lei cercò di morderlo, disperatamente. La guardò, era simile ad una donna, solo parzialmente mutata. Lo stava pregando, non capiva perché. Afferrò il piccolo nella culla e gli tagliò la gola, la progenie del nemico non doveva sopravvivere. La femmina ululò di dolore, lui la decapitò, non gli piaceva che soffrissero più del dovuto.
Continuò ad uccidere, ebbe il comando, cacciò le bestie fin nelle viscere della città. Il suo potere crebbe e l’odio del nemico divampò.
Un volto, una ragazza. Capelli fulvi, occhi verdi.
Una stanza…l’odore dei corpi dopo l’accoppiamento…le parole…”Per sempre”.
Frammenti di felicità…il pianto di una bambina…una casa in mezzo ad un prato fiorito.
I mostri lo/la trovano, era stato/a tradito/a…la vita lo stava abbandonando…sua figlia…la tigre-donna che ringhiava “Uccidetela!” …il giuramento alla dea dell’ oscurità in cambio della vendetta…..
Lynn riaprì gli occhi ansimando, si accorse di essere in ginocchio, alzò lo sguardo e vide Eleas.
“Hanno ucciso la tua famiglia. ” disse con voce rotta “Ma tu li avevi quasi sterminati…oh dei misericordiosi io non sapevo che la Loggia facesse questo. I bambini che hai ucciso erano innocenti, non avevano colpa. Perché?”.
Non sentì se ci fu una risposta, le forze le mancarono di colpo e svenne.
Si risvegliò sentendo un dolore acuto al braccio, non riusciva a capire perché le coperte erano di colore marrone, lei amava l’azzurro. Si accorse di essere completamente vestita, il dolore stava aumentando, si girò su un fianco e gridò, un uomo completamente nudo stava venendo verso di lei.
“Sei svenuta per lo shock dovuto alla breve unione delle nostre menti.” le disse con tono duro e sbrigativo “TI ho iniettato un cocktail di stimolanti e psicodroghe, non influiranno sul tuo dono e miglioreranno i tuoi riflessi. Alzati e vieni con me, dobbiamo prepararci, sta per cominciare quella che ancora chiamano notte, qui nell’abisso.”:
Al suono di quella voce Lynn ricordò, si alzò da quel letto che non le apparteneva e lo seguì. Le girava un po’ la testa e piccoli frammenti della vita di Eleas emergevano dalla sua memoria, interrompendo i suoi pensieri. Cercò di concentrarsi guardando il suo nuovo padrone, fu un errore perché quello che vide le portò il ricordo del dolore che aveva condiviso. Il corpo del Negromante era asciutto e muscoloso ma lunghe cicatrici frastagliate attraversavano la schiena e il petto. Il braccio sinistro era artificiale, costruito con un metallo che la ragazza non riconobbe. Intanto erano giunti davanti ad uno degli armadi, Eleas lo aprì e prese dal suo interno degli indumenti. “Spogliati e indossa questi” le disse “E’ una tuta tessuta con fibra aramidica e plastacciaio, gli stivali sono rinforzati con innesti metallici. Ti proteggerà dalle lame più sottili e dagli artigli più deboli.”.
Quando vide che la ragazza lo guardava stupita non cambiò tono di voce ma il suo sguardo si indurì maggiormente :” Vedi di sbrigarti ragazzina, credi che mi importi qualcosa di vederti senza vestiti? Dovresti essere abituata a indossare tute da battaglia, o il tuo dono ti ha fatto vivere nel lusso e nella pigrizia?”, detto questo cominciò a vestirsi prendendo dall’armadio un altro completo da combattimento.
Lynn arrossì e per la prima volta sentì la rabbia che l’invadeva, cominciò a spogliarsi e replicò: “Io so combattere! Tu invece cosa sai fare? Sai solo uccidere bambini ed ora vuoi vendicarti perché hanno ucciso tua figlia. Quante figlie hai ucciso tu?”. Si interruppe di colpo vedendo che Eleas si era immobilizzato, un pensiero le attraversò la testa: ‘ora mi ucciderà’.
L’ uomo si girò lentamente verso di lei e le lanciò una penetrante occhiata, poi sorrise ferocemente e disse: “Bene, finalmente un po’ di fuoco, forse potresti anche essermi utile se ci sarà da combattere.”.
Lynn ricordò qual’era la loro missione e una domanda le sfuggì: “Ma quando ti sarai vendicato come faremo a tornare?”. Il Negromante le rispose con una fredda risata.

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Beh io è da due anni ke sto lavorando al mio libro temo dovro kambiarlo perchè senza volerlo val:ci siamo kopiati alcune cosette a parte ke la mia storia è totalmente diversa ma alcune cose pikkole ma sn kopiati!
13 dicembre 2008 @ 15:48
Beh Val… la cosa si fa interessante!
Diciamo che al posto di Eleas anch’io sarei un po’ incazzata, è pur vero che se l’è cercata…
La storia è interessante, facci sapere!
13 dicembre 2008 @ 15:56
Lynn a ben vedere dovrebbe essere contenta, è con il suo grande amore ora xD
E’ dura trovare un “buono” senza sapere di cosa sono colpevoli i mutaforma, e quanto siano umani nei loro pensieri.
Comunque non mi aspettavo affatto che fosse Eleas il contatto
13 dicembre 2008 @ 16:57
Khyber: ma no, non cambiare nulla. Questo è solo un racconto senza alcuna importanza ed io lo condivido liberamente. E poi ormai ci sono pochissime idee originali, è stato praticamente scritto tutto.
Ad es. in un commento alla prima parte ci si riferiva ai bambini malefici paragonadoli a quelli di Pan, invece io ho tratto ispirazione da Herbert…tanto per farti capire quante cose “simili” si trovano nei libri.
J.galbreth: non mancherò
Tanabrus: un “buono” in quello che scrivo non c’è mai.
13 dicembre 2008 @ 18:19
Porca suca! E’ davvero interessante, val! Ti auguro di vincere il concorso!!
13 dicembre 2008 @ 18:44
Aster: io e te ormai viaggiamo su due piani temporali diversi…io credevo che tu fossi già negli states…e tu invece pensi che il concorso deve ancora esserci…
13 dicembre 2008 @ 20:50
-.-”
Se faccio delle figure di *** abbi la premura di non innescare una fuga di notizie…
Almeno hai vinto??
13 dicembre 2008 @ 21:09
Aster: ma quale figura
Comunque ho perso
13 dicembre 2008 @ 21:25
… Noto il tuo dispiacere…
Voglio darti una notizia che ti farà gran piacere: Il regista Del Toro sta girando il film “Lo hobbit”, l’antefatto del signore degli anelli!! Ma non sei contento?? Ancora tolkien prossimamente sul grande schermo!!
13 dicembre 2008 @ 21:39
Aster: ecco…lo Hobbit è l’unico libro che mi piace di Tolkien…quindi direi che sono contento
p.s.: domani vado a Nizza e cercherò il Gladiatore anche li…mi sembra stranissimo che sia così difficile da trovare…mal che vada lo comprerò online…ma non è al solo scopo di farti un favore, il fatto è che ho deciso di regalarne una copia a mio nipote
13 dicembre 2008 @ 21:57
Lo sapevo che c’era qualcos’altro che ti spingeva a questo “spontaneo” atto di carità… -.-”

Be’, se adesso consideriamo obsoleto l’uso della videocassetta, a quei tempi si vendeva ancora
Per cui il dvd sarà stato creato successivamente, e in edizione limitata, dato che il grosso della vendita de Il gladiatore aveva già fatto il suo corso
Grazie mille per quello che stai facendo per me, davvero ti ringrazio di cuore… anche se non è esattamente lo slancio d’affetto per me che ti dà la spinta per quest’epica impresa
13 dicembre 2008 @ 22:10
devo dire che la storia m’intriga assai..ma essendo malata e senza internet non riusciro a leggerne il seguito..argh..
13 dicembre 2008 @ 22:12
cabo: ciao!!
13 dicembre 2008 @ 22:15
ciao tesorone!:)
13 dicembre 2008 @ 22:27
Aster: sento che domani vincerò
Cabo: rimettiti in fretta…il blog ed il racconto son sempre qui che aspettano
13 dicembre 2008 @ 23:46