Erano usciti dal rifugio e stavano scendendo ad un livello ancora inferiore, Eleas camminava veloce svoltando senza esitazione in tunnel sempre più stretti e male illuminati.
Entrambi indossavano un casco con visore notturno e si erano armati, non portavano provviste o acqua, l’attacco doveva esser rapido e letale, non potevano fermarsi ad aspettare.
Lynn aveva scelto un paio di spade a lama dritta che portava incrociate sulla schiena, fissate magneticamente ad una piccola piastra sorretta da due cinghie che le si incrociavano tra i seni.
Eleas aveva un paio di strane armi che la ragazza non aveva mai visto, erano legate alla cintura e fissate alle cosce, una per gamba.
Sembravano dei picconi in miniatura, interamente in acciaio, con il manico che terminava con un lungo spuntone, lui le aveva chiamate “azze”.
La Cacciatrice aveva chiesto di portare anche laser o armi da fuoco ma lui aveva rifiutato, le aveva spiegato che ormai nel sottosuolo si combatteva solo con armi bianche, c’erano troppi psicocinetici che con la loro mente potevano far inceppare ed esplodere armi complesse.
E non potevano nemmeno usare esplosivi, lì nelle viscere di Sanctuary c’era il rischio di provocare veri e propri terremoti.
Eleas si bloccò di colpo prima di una biforcazione, si tolse il casco invitando anche la ragazza a fare altrettanto: “Dopo un paio di svolte c’ è un avamposto della Loggia, dobbiamo farci riconoscere altrimenti ci attaccheranno.”.
Avanzarono lentamente fino a quando una voce ordinò loro di fermarsi, quando ebbero eseguito una luce li accecò per un breve istante e sentirono esclamare.”Che gli dei mi dannino, la principessina! Venite avanti.”.
Dopo pochi passi il condotto sbucò in una grotta occupata da un piccolo accampamento fortificato.
Due Cacciatori in tenuta da battaglia vennero verso di loro, Lynn ne riconobbe uno, si chiamava Ilias, aveva qualche anno più di lei ed il suo maestro di scherma lo sovente chiamava perché le facesse da avversario. Ora la stava guardando con sospetto, quasi con odio: “Cosa ci fai qui principessina?” le disse con scherno “Hai perduto il tuo dono vero? Bene, farai anche tu un po’ di lavoro sporco.”.
Lynn si rese conto che quel ragazzo, che un tempo le era sembrato gentile, in realtà aveva odiato i suoi privilegi, voleva replicare ma Eleas avanzò e tese al Cacciatore una lettere sigillata.
Lui la lesse e la sua espressione si fece via via più preoccupata, poi scattò sull’attenti e disse: ”Signore, il Venerabile in persona mi ordina di eseguire ogni vostro ordine. Mi si dice anche che volete attaccare il palazzo reale, ecco, se permettete vorrei dirvi che sarebbe impossibile…”.
“Calma ragazzino” lo interruppe l’uomo “Andremo solo io e la “principessina” , mi basta la sua protezione, voi resterete qui e continuerete i vostri turni di guardia.”.
Il ragazzo si rilassò visibilmente e si spostò lasciandoli passare, Lynn lo fissò e vide che ora nei suoi occhi c’era qualcosa di simile al rispetto, si sentì stranamente orgogliosa.
Imboccarono un altro condotto e la loro discesa continuò, in silenzio.
Ad un cenno dell’ uomo la ragazza si fermò e lo ascoltò dire: “Stiamo per uscire nella grande caverna dove hanno costruito la loro città. Andrai avanti tu, saremo in contatto mentale. Ricordati che ognuno di noi percepirà anche le sensazioni dell’altro. Se mi feriscono anche tu sentirai dolore e viceversa. Tu guarderai i futuri e sceglierai quello che ci permetterà di arrivare al palazzo e penetrare nelle stanze della loro regina. Cercherai di evitare i combattimenti ma se ciò non fosse possibile allora ingaggeremo battaglia, sappi che io sono in grado di tenere sicuramente testa ad una mezza dozzina di loro. La posizione dell’obbiettivo la vedrai sul tuo visore, invece nei futuri non vedrai me, anche con il mio sangue non puoi scorgermi, ma questo non ha importanza.
Ricordati che nulla mi importa al di fuori della mia vendetta, se indietreggerai ti ucciderò e continuerò da solo.”.
Non attese la risposta e si scostò lasciandola passare.
La ragazza sbucò in una caverna immensa, davanti a lei stava una grande città fortificata, pareva costruita su una piccola collina. Grandi mura la circondavano ed al centro si elevava una specie di castello con alte torri.
La Cacciatrice abbassò la visiera. Un sottile reticolo rosso si sovrappose alla sua visuale e una piccola freccia iniziò a lampeggiare indicando una direzione.
Lynn aprì il suo occhio interiore, scandagliò il futuro, osservò le possibilità e fece quello per cui era stata addestrata: scelse.
Si mossero veloci, evitando i pochi mutaforma che si dirigevano verso la città. In qualche caso lo fecero passando loro quasi accanto, poiché lei sapeva che non si sarebbero voltati. Arrivarono ad una porta nelle mura ed anche qui riuscirono a scivolare all’interno mentre le guardie discutevano con una bella ragazza. Lynn aveva visto che in nessuno dei futuri avrebbero guardato verso di loro.
Ora erano all’ interno, cominciarono a salire verso il palazzo, la ragazza sentiva la presenza di Eleas all’ interno della sua mente, provò a “chiamarlo” e percepì la brusca risposta che la invitava a non distrarsi.
Riuscirono ad arrivare al palazzo senza essere visti, la cacciatrice si fermò davanti all’ ingresso, due guardie stazionavano ai lati di un imponente portone. Per la prima volta Lynn realizzò che non si trattava di veri uomini, sembrava che due leopardi si fossero evoluti fino a diventare quasi umani. Rimaneva la pelliccia e il viso era più simile ad un muso con le zanne che si intravedevano. Le mani sembravano normali e perfettamente in grado di usare le grandi asce che impugnavano appoggiandole ad una spalla. La ragazza sapeva che i mutaforma si tramutavano parzialmente per avere la forza della belva e poter comunque utilizzare le armi. C’erano anche alcuni che preferivano mutare completamente, specie quelli che potevano diventare belve possenti appartenute al passato. Ripensò a quando avevano attraversato la città, le immagini degli abitanti le tornarono alla mente e si stupì della bellezza di alcune donne anche se parzialmente mutate.
Ricordò anche i ragazzini che si rincorrevano in un vicolo, i genitori che li richiamavano perché l’ora era tarda, le risate che uscivano da una taverna. Per un istante pensò che quella gente era felice poi le giunse dalla mente un ordine rabbioso, Eleas era impaziente di continuare.
Stavolta la sua visione le diceva che avrebbero dovuto combattere, mostrò il futuro all’uomo ed avanzarono. Una delle guardie sussultò mentre la punta di una delle azze gli spaccava il cuore dopo aver forato la cotta di maglia che indossava. Il suo rantolo fece girare il suo compagno, la punta della seconda azza gli perforò un occhio e gli devastò il cervello.
Ora erano dentro, si mossero veloci, Lynn sceglieva un futuro e lo mostrava ad Eleas, poi entrambi lo trasformavano in presente. Si muovevano ripetendo movimenti già visti, uccidendo mentre l’allarme si diffondeva e i mutaforma cercavano di opporsi alla morte che avanzava. Alcuni si armarono in fretta, limitandosi a gettare una cotta sopra alle vesti ed a impugnare le armi, altri mutarono completamente, il loro destino di morte fu comune.
Lynn uccise per la prima volta infilando una spada nel ventre di una donna-lupo, la rigirò come le aveva insegnato il suo maestro e poi la estrasse. Le viscere della sua avversaria uscirono facendola inciampare e lei ne approfittò per tagliarle la gola mentre cadeva.
Eleas combatteva con calma, quasi stesse addestrandosi in una palestra. Le azze colpivano forando di punta e schiantando ossa con la tozza lama a mezzaluna. Un uomo-leone lo ferì alla spalla con un fendente e Lynn gridò di dolore. Lui sembrò invece non far caso alla ferita e colpì la tempia dell’avversario con la lama, il muso bestiale si deformò ancor più e si senti lo schiocco delle ossa del cranio che si frantumavano. Un uomo-lupo guardò sorpreso la punta della spada di Lynn che gli spuntava dal petto, poi vomitò sangue mentre cadeva sulle ginocchia.
Una campana cominciò a suonare a martello, Lynn si guardò mentre assieme ad Eleas saliva uno scalone ed entrava nella sala del trono. L’uomo avanzò mentre lei chiudeva la grande porta e la bloccava usando una delle sue spade. Vicino al trono vide una mutaforma dalla pelliccia nera ed oro, il muso simile a quello di una tigre ed all’ improvviso la visione svanì. Sentì la voce di Eleas: “Hai assolto il tuo compito ragazzina, ora la vendetta è solo mia.”, capì che il negromante aveva esteso anche a lei il suo potere, si tolse il casco ed attese.

La donna-tigre indossava una corta cotta di maglia nera, ampi pantaloni neri e bassi stivali, con la sinistra impugnava una daga e con la destra una spada.
Scese lentamente i gradini davanti al trono e fronteggiò l’uomo che lentamente si levò il casco.
“Tu!” esclamò la regina “credevo fossi morto.”.
“Ho fatto un patto con l’inferno Myriam.” fu la calma risposta “Mi accoglieranno solo dopo che avrò avuto la mia vendetta”.
Il nome pronunciato dall’uomo rimbombò nella mente di Lynn, conosceva quella donna, il ricordo cominciò ad affiorare.
“Come hai fatto a…” iniziò a dire la regina, si interruppe e riprese con un tono triste “Capisco, quella ragazzina è una Veggente e tu hai venduto la tua anima. Ora sei qui per uccidermi, la vendetta è un tuo diritto ma non sarà facile come credi.”.
“Mi hai tolto le due sole persone che amavo,” le rispose “mia moglie, mia figlia. Quando giacevo a terra soffocando nel mio stesso sangue ho giurato che mi sarei vendicato, ho dato la mia anima in cambio della possibilità di incontrarti ancora una volta, faccia a faccia.”.
La regina chinò il capo e Lynn, stupefatta, pensò che si sarebbe fatta uccidere senza combattere.
Ma il momento passò e Myriam alzò le lame dicendo: “Devo combattere, il mio popolo ha bisogno di me.”.
Eleas sorrise e disse: “Il tuo popolo è sempre stato il tuo unico amore Myriam, non mi aspettavo certo che tu fossi cambiata.” e si lanciò all’attacco.
La ragazza li vide scontrasi con ferocia, capì che erano entrambi grandi guerrieri, ma vide che la bilancia pendeva a favore di Eleas. L’uomo sferrava potenti colpi con le sue azze incalzando l’avversaria che si trovò ad indietreggiare, quando alzò la daga per parare un fendente la lama si spezzò.
Lynn pensò che per lei fosse finita quando la vide sbilanciarsi in avanti e tentare un disperato affondo.
Eleas allargò le braccia e la punta della spada gli affondò nel petto, Myriam ruggì sorpresa e tentò di estrarla, ma lui le afferrò il polso e la tirò verso di sé, così facendo la lama lo trapassò spuntando dalla schiena.
Una terribile sofferenza invase la ragazza che cadde carponi urlando, poi il dolore diminuì, vide che l’uomo si era inginocchiato chinando la testa e la donna faceva altrettanto cercando di sorreggerlo e ripetendo con voce rotta:”Perche?”.
Eleas rialzò il capo e parlò con fatica:”Ti ho sempre amata fin dalla prima volta.”.
Myriam singhiozzò e mutò riacquistando la forma umana.
Erano passati più di sedici anni ma Lynn la riconobbe ed il ricordo affiorò potente.

Rivide la sera in cui era tornata a casa, accompagnata da alcuni mutaforma che avevano ritrovato la giovane regina fuggita per amore, svelandole chi era e cosa aveva fatto suo marito. La terribile ira che l’aveva portata a ferirlo mortalmente ed a uccidere la loro figlia appena nata.

“Sei bellissima” sussurrò Eleas e sorrise.
“Non parlare” gli disse lei accarezzandogli una guancia “Chiamerò il mio guaritore e…”.
“La ragazza” la interruppe con la voce che si spegneva “Lo costretta io, non aveva scelta. Se nostra figlia fosse viva avrebbe la sua età.”.
Cercò ancora di parlare ma non ci riuscì, chinò la testa e morì.
La regina lo abbracciò in silenzio.
La porta cadde sotto i colpi delle asce delle guardie di palazzo che sciamarono all’ interno, videro Lynn che si rialzava a fatica e l’attaccarono.
“No!” il grido imperioso della loro sovrana li immobilizzò un attimo prima che le loro asce facessero a pezzi il corpo della ragazza.
Seguì un lungo silenzio, Myriam distese delicatamente a terra il corpo di Eleas, tolse la spada e gli tenne le mani per alcuni minuti per poi incrociargliele sul petto.
Si alzò e si diresse verso la ragazza, le guardie che la circondavano si spostarono in silenzio lasciandola passare.
Lynn aveva chinato il capo, improvvisamente sentì una mano appoggiarsi sotto il suo mento rialzandolo, e si trovò a fissare gli occhi della sovrana.
Lo sguardo era freddo e deciso, anche la voce era piena d’autorità quando disse: “ Due di voi scorteranno la ragazza fino all’avamposto della sua gente, nessuno deve farle del male.”.
“Io, io” balbettò Lynn “non capisco, voleva vendicarsi, percepivo il suo odio io….”.
“Lo ha fatto bambina” la interruppe la regina “Ha avuto la sua vendetta. Odio e amore sono le facce di una stessa medaglia. Ora vattene.”.
La ragazza vide una lacrima scendere lungo la guancia della mutaforma e comprese. Quando una guardia la prese per il braccio la seguì senza voltarsi indietro.

Ritornò alla vecchia metropolitana accompagnata da Ilias, il vagone rimase deserto fino al capolinea.
Quando salì sulla nuova-metro i passeggeri la guardarono impauriti e un bambino strillò di terrore. Dopo pochi minuti arrivarono un paio di Cacciatori, lei disse chi era, e loro insistettero gentilmente perché li seguisse in un vagone vuoto. Lei obbedì, sapeva che il suo aspetto non doveva essere dei migliori, anche se il sangue ormai si era seccato e non riluceva più.
Quando arrivò alla stazione da cui era partita il giorno prima i suoi due accompagnatori la lasciarono al marciapiede mobile che portava alla sede della Loggia e se ne andarono.
Lynn rimase immobile a guardare le grandi ziggurat che cominciavano a stagliarsi in tutta la loro imponenza, illuminate dal primo chiarore dell’alba.
Ricordò l’ultimo sorriso sul volto di Eleas, pensò che fosse uguale a quello del ragazzo nella foto che aveva lasciato nel cassetto della sua scrivania.
Dopo alcuni minuti si girò e ritornò alla stazione.
Quando scese dal vagone della vecchia metro il sole era ormai alto nel cielo, lei sapeva che non avrebbe più rivisto la sua luce.