che sono fuori casa dalle sette del mattino alle sette di sera.
Sto tenendo alcuni corsi sulla sicurezza informatica e nei momenti liberi dedico un po di tempo all’assistenza dei lavoratori.
Ogni tanto, tra un viaggio e l’altro, mi concedo una pausa in una libreria o nel reparto libri di un centro commerciale.
E oggi ho notato una cosa: tendo ad evitare i libri con uno spessore inferiore ai quattro centimetri.
Faccio anche di peggio: quando li prendo in mano guardo se fanno parte di una saga, una trilogia, quadrilogia, ecc…
Se sono “esemplari unici” mi sento un pochino deluso e li rimetto a posto.
Ovviamente so bene che l’equazione lunghezza=qualità è quasi sempre inesatta.
Sovente, già ad iniziare dalle quadrilogie, si ha un “allungamento del brodo” ed un inevitabile calo di qualità.
Però, quando mi capita un eccezione alla regola…ah…allora nove volte su dieci mi trovo davanti ad un capolavoro.
E voi, siete per i libri brevi e autoconclusivi o per le opere che non finiscono mai?


Articoli
Opere che non finiscono mai composte da libri autoconclusivi. ^__^
20 gennaio 2009 @ 19:33
io sono per quelle che non finiscono mai… ma ovviamente devono essere perfette a dir poco, sennò leggo il primo volume e abbandono la nave. La trilogia Queste Oscure Materie, per esempio… ah, quanto avrei voluto un quarto, un quinto, un sesto libro e così all’infinito!! Spettacolare!
Fammi sapere com’è questo nuovo arrivato
20 gennaio 2009 @ 20:19
La saga inaugurata da Eragon è un classico esempio di brodo allungato. Mia mamma (coraggiosa lei!) s’è cuccata Brisingr (ben oltre i 4 cm di spessore, direi), e già immagino che almeno 150 di quelle pagine siano assolutamente inutili. Poi va beh…c’è IT…ma come lui non c’è nessuno. E comunque è autoconclusivo. Non ho un debole per le saghe: da un libro all’altro passa un sacco di tempo e mi scordo i personaggi, le vicende…tutto insomma. Quindi di solito per leggere una saga attendo che sia finita, e poi compro tutti i volumi o, meglio ancora, il volume unico (stile cronache del mondo emerso). Ho fatto così con harry potter, twilight e le streghe mayfair.
Detto questo, ammetto che il mio romanzo è il primo di una mini-saga, quindi come al solito mi contraddico da sola.
Fatto sta che attendo Estasia3 per prendere Estasia1. Io ho bisogno di sapere cosa succede alla fine di ogni storia…e non posso aspettare troppo!
20 gennaio 2009 @ 21:11
Quoto CMT, libri autoconclusivi inseriti in saghe complesse, come la Bradley con Darkover, come la Kerr, come la Carey… oh, ma tutte femmine??? Coincidenza….
20 gennaio 2009 @ 21:16
CMT: saggia risposta
Thirrin: è un vecchio arrivo, l’ho usato come esempio di saga infinita…terminata solo con la morte dell’autore
Comunque Jordan mi piace assai
J.galbreth: facciamo 300-350 pagine di assoluta inutilità
Comunque dovresti provare a leggere Jordan…ma prima dovresti leggere il ciclo di Dune di Herbert.
Mirtilla: perchè non vuoi dire che in realtà è Martin il tuo preferito
20 gennaio 2009 @ 21:32
@val: si si, come no………….. Martin è l’antitesi vivente del concetto di libri autoconclusivi in saghe finite!!!!!!!!!!!
20 gennaio 2009 @ 22:32
E quanto è lungo il ciclo di Dune? Potrei finirlo prima della pensione?
20 gennaio 2009 @ 23:49
Mi piacciono entrambe le opzioni, ma la seconda solo quando i libri sono ormai usciti tutti e non devo mordermi le dita in attesa che escano i capitoli successivi. Mi piace vincere facile, sai com’è… e poi già entro in ansia per le vicende quotidiane, figuriamoci per i mondi “altri”… m’è toccato pure smettere di fare il pg (personaggio giocante per i profani) al live perché soffrivo troppo durante la campagna!
21 gennaio 2009 @ 01:01
Libri assolutamente autoconclusivi
Le uniche trilogie che ho retto sono quelle di Licia, Harry Potter e Bartimeus. Stop. Anche nei fumetti faccio un po’ fatica a terminare le storie infinite a fascicoli, anche se mi piacciono, non per pigrizia, ma per me è indispensabile variare le letture, e siccome i miei ritmi di lettura non sono i tuoi preferisco dedicarmi a storie autoconclusive.
E poi preferisco storie intense e compiute, piuttosto che affreschi particolareggiati e sbrodolati.
21 gennaio 2009 @ 09:41
I libri autoconclusivi se sono grandi. Se sono piccoli, per quanto possa essere bella la storia rimango con un senso di insiddosifazione per non aver conosciuto meglio alcuni personaggi, o l’ambientazione, o comunque per non essere rimasto di più nel libro.
Le saghe se non allungano il brodo (quindi Goodkind, sei stato nominato).
Ad esempio la saga di Jordan.
Martin è un caso a parte perchè oltre a non fare libri autoconclusivi impiega ere geologiche per decidersi a NON guardare lo sport e a scrivere le cronache, mannaggia a lui!
21 gennaio 2009 @ 09:50
Io leggo di tutto non mi faccio influenzare da queste cose, tsè
X-Bye
21 gennaio 2009 @ 10:36
Io sono decisamente per le opere che non finiscono mai. La sola idea di una saga lunga migliaia di pagine mi elettrizza! Poi dipende, so apprezzare anche i libri brevi e autoconclusivi.
21 gennaio 2009 @ 11:33
Mah… sinceramente non saprei. A me piacciono le trilogie, che non sono nè lunghe nè brevi, però anche una saga lunga formata da più episodi e perciò da libri abbastanza brevi che ti centellinano la storia non sono male… ma nei libri autoconclusivi che ho preso, vuoi perchè sono stato fortunato, vuoi perchè ho avuto culo, ho trovato che la storia era completa al livello di trama e personaggi. per cui non mi sono mai lamentato
21 gennaio 2009 @ 15:20
scusa, volevo dire che le trilogie per me hanno il giusto numero di libri.
21 gennaio 2009 @ 15:22
Val: come tu ben sai io adoro MZB e darkover uber alles ergo concordo appieno con CMT, tuttavia devo riconoscere ai libri formato mattone un indiscutibile fascino perverso, è così che mi sono innamorato di stieg larsson e della sua trilogia. Se poi il libro in formato mattona ha pure un buon odore di stampa è finita…
21 gennaio 2009 @ 17:21
dipende… se la storia è particolarmente intrigante, e se mi sono innamorata dei personaggi… sono per le saghe infinite… altrimenti a una bella trilogia non dico mai di no!
altrimenti, libri autoconclusivi per letture relax, per staccare da una saga all’altra
21 gennaio 2009 @ 18:13
Mirtilla: secondo me non la conclude più
VioVyB: beh, non sempre si tratta di affreschi particolareggiati e sbrodolati…a volte è anche peggio
Tanabrus: se Goodkind scriveva un solo libro sarebbe stato da me citato come un grande scrittore…invece.
Riguardo a Martin ti dico quello che ho già detto a Mirtilla: non riesce più a concludere
Imp: Brau !
Stefano: ehh, anch’io quando vedo opere che superano le 5.000 pagine sento un brividino di piacere
Aster: direi che sei per la virtù nel mezzo
Eleas: esatto, mi ero dimenticato di parlare anche dell’ odore.
Viola: anche te come Imp, lettrice onnivora
21 gennaio 2009 @ 18:59
lo sai qual’è la prima parola che mi è saltata subito all’occhio? EQUAZIONE…-___-
Comunque io sono pigra di natura, quindi pure nella lettura. Non disprezzo le saghe visto che le ho lette e le sto leggendo alcune. Certo è che se sono finite è meglio…almeno mi metto l’anima in pace. Odio dover aspettare parecchio o che una saga sia eccessivamente infinita. A lungo andare mi stanco. Ho bisogno di diverse letture. Quindi ben vengano pure i libri autoconclusivi. Poi ci stanno le eccezioni…come per Thirrin beh, Queste Oscure Materie vorrei fosse infinita
. Dipende tutto dal fatto che una storia ti abbia catturato o no. Io sarei capace anche di non finire la saga se mi annoia la scrittura o la storia. non vedo perchè dovrei perdere tempo con un libro che non mi piace.(comunque di solito a ’sto punto nemmeno ci arrivo, è che faccio una dura selezione per i libri) Fila tutto no?
21 gennaio 2009 @ 19:45
Kia: è tutto chiaro…….hai una profonda avversione per la matematica
21 gennaio 2009 @ 20:58
E’ una domanda interessante… Prima un po’ mi infastidiva dover aspettare il secondo o il terzo episodio per concludere una storia che mi piaceva, ora ho imparato ad apprezzare le saghe, quando non esagerano. Mi spiego, ho adorato Dragonlance e la saga di Drizzt, ma dopo un tot di libri mi sono persa (specialmente nella prima con tutti i numerosi preludi, seguiti e appendici) e la cosa mi è dispiaciuta perché quando segui una serie da molto tempo arrivi a conoscere molti aspetti dei personaggi. I libri autoconclusivi mi piacciono se sono lunghi: almeno hai una storia bella e articolata, e quando arrivi alla fine non hai il senso di insoddisfazione di non aver letto abbastanza. Quindi sì alle serie, però preferisco un massimo di una trilogia, meglio ancora se ciascun libro è almeno un po’ autoconclusivo e non ti lascia completamente sospeso!
21 gennaio 2009 @ 21:41
…magari lunghezza non sarà sinonimo di qualità, ma più un romanzo (o una saga) è lungo, più ci permette di capire, seguire ed affezionarci ai suoi protagonisti…sempre che lo scrittore riesca a non farci abbandonare la sua prima della fine! Nella fatispecie, peccato solo che il povero Jordan non sia riuscito a finire la saga…spero che il finale sia all’altezza
P.s. scusate il nick, anke se Goodkind è sceso parecchio nella lista dei miei autori preferiti sono troppo affezionato a questo nome
21 gennaio 2009 @ 21:53
Laura: in effetti ci sono dei casi in cui ti “prendono per stanchezza”.
Zeddicus: lo spero anch’io, ha lasciato parecchio materiale, tanto da permettere un finale così come voleva lui, vedremo
21 gennaio 2009 @ 23:41