di poesia giapponese…………..ok, ora che il 99% dei lettori è fuggito, continuo il discorso.
Chi frequenta ‘sto blog da tempo sa che mi diletto a scrivere haiku, più o meno classici.
Ma che cos’ è un haiku?
Si tratta di un componimento poetico che ha avuto origine nel Giappone del secolo XVII.
In pratica è una poesia formata da tre versi che debbono avere una lunghezza di 5, 7 e 5 sillabe.
Sovente io mi attengo a questa sola regola, ma in un haiku dovrebbe esserci anche il kigo, ovvero un riferimento ad una stagione.
Questo è un haiku non troppo corretto
Scorre la vita
come una lacrima
in un istante
Qui andiamo già meglio
Brezza estiva
muove i tuoi capelli
onda splendente
Ma se vogliamo essere precisi il kigo andrebbe posto nell’ ultimo verso
Al freddo vento
si inchina la quercia
giunge l’inverno
Ci sarebbe anche qualcos’altro da dire, ma preferisco citare un grande poeta, Matsuo Basho, che soleva mettere in guardia da un’ eccessiva “rigidità” dicendo: “seguire non gli antichi, ma quello che essi ricercavano”.
Bene, siccome dalla cucina si leva un delizioso profumo, rimando a domani il proseguio del discorso, e la risposta a Giulia, che mi chiedeva cos’ era un “daisan”.


Articoli
personalmente gli haiku mi piacciono
poesie non troppo lunghe, significative, e comprensibilissime…
comunque… beato te che mangi sano… io sto a dieta… :’(
21 gennaio 2009 @ 19:30
tu mi hai portata ad amare gli haiku
credo che un giorno di questi proverò a farne qualcuno…
vedremo…
buona serata
21 gennaio 2009 @ 20:35
ehm.. non so perché, ma era rimasto il nick di quel post sul futuro -.-
torniamo al presente, eh!
21 gennaio 2009 @ 20:36
Viola: la dieta è una cosa orribile
Thirrin: prova, dai
21 gennaio 2009 @ 20:59
che belli!!
21 gennaio 2009 @ 22:00
Fed: ma grazie
21 gennaio 2009 @ 23:38
Belli, corti e comprensibili. Com’è che a scuola non si studiano?
22 gennaio 2009 @ 17:50
vi scrivo un haiku ispirato da uno dellemie pietanze preferite
patate al forno
duecentoventi gradi
caldo d’estate
22 gennaio 2009 @ 19:04
ehm…il verbo è implicito ^^’
22 gennaio 2009 @ 19:04
j.galbreth: ma hai presente che tipo di scuola c’è in italia?
Comunque in alcune scuole ci sono insegnanti che insegnano anche forme di poesia non occidentali…ma sono in pochi.
Aster: non male ma il primo verso ha 6 sillabe…io direi
patate cotte
duecentoventi gradi
caldo d’estate
22 gennaio 2009 @ 19:25