Oggetto: Visite
Data: 19 luglio 2008 1:23:49 GMT+01:00
A: valberici@iol.it
Val, mi fa piacere che approvi la scelta che ho fatto, appena posso ti mando qualche foto in allegato. Non ho ben capito però perchè mi chiedi di descriverti meglio la mia “vicina” di casa e se l’ho vista in compagnia di qualche animale. Comunque sono andato a trovarla ieri mattina e poi ti dirò ma ora ti parlo dei miei visitatori. L’altro ieri è venuta Ila accompagnata dal tuo amico che mi pare persona simpatica anche se un pò strano. Ila come al solito si è messa a parlare un pò di tutto ed ha voluto subito visitare la casa, curiosa come sempre. Le è piaciuta la biblioteca con i suoi mobili ottocenteschi, io la trovo un pò buia ma lei invece l’ha definita “rilassante”. Ha notato il macbook appoggiato sul vecchio tavolo e ha provato ad accenderlo, naturalmente chiedeva una password e lei ha fatto qualche infruttuoso tentativo. Il tuo amico dallo strano nick si è invece mostrato molto più interessato al tavolo, si è chinato ed ha cominciato ad esaminarlo. In effetti è uno strano oggetto, poggia su quattro gambe intagliate a forma di grosse zampe d’orso, o almeno così mi pare, e il legno è molto scuro e lucido. Attorno al piano c’è una spessa cornice decorata con scene di caccia, un pò bizzarre, si vedono uomini abbigliati stranamente ed armati di lance o picche. Sembrano intenti a braccare un orso gigantesco dall’aspetto terrificante, dopo una lunga caccia riescono ad intrappolarlo in cima ad un colle ma in soccorso alla belva arriva una strana figura, forse una driade, purtroppo l’ultima scena e un pò rovinata, come se qualcuno con un coltello l’avesse voluta cancellare. Il tuo amico l’ha guardata a lungo un pò pensieroso e mi pare che borbottasse qualcosa sulla tragica fine dei poveri uomini. In effetti, guardando meglio, è parso anche a me che la “driade” e la belva alla fine massacrino i cacciatori.
Beh, mi dilungo in cose che forse non ti interessano, passo dunque al pranzo in compagnia di due lupi voraci, tre contando il sottoscritto.
Ci siamo mangiati tagliatelle ai funghi, arrosto con contorno di insalata, formaggi delle langhe e ovviamente gelato, il tutto innaffiato con un buon dolcetto e un dolce moscato. Ila si è servita ben due volte invece il tuo pensoso amico mi pareva distratto, ogni tanto lanciava lunghe occhiate dalla finestra. Mi è infatti sembrato da subito molto interessato ai boschi che circondano la piccola valle in cui risiedo.
Dopo pranzo siamo usciti in giardino, io e Ila ci siamo seduti all’ombra dei meli. Non te lo avevo ancora detto ma quando ho fatto sistemare il giardino ne ho fatti piantare un paio, mi piacciono e mi piace approfittare della loro ombra.
Ci siamo messi a spettegolare un pò accompagnati dal canto delle cicale, fa piuttosto caldo ma per fortuna in questa valletta spira sempre un fresco venticello che verso sera rinforza e si produce in ululati e fischi.
Il tuo pensieroso amico M. si è messo invece ad osservare la mia porta d’ingresso, ad un certo punto ha iniziato a disegnare e a prendere appunti su un taccuino. Devo dire che la porta presenta degli strani intagli, cornici elaborate e, al centro dei battenti, strane figure consunte dal tempo e non molto identificabili. Mentre scriveva sul taccuino l’ho sentito parlare di angoli impossibili e strana geometria, ad un certo punto mi ha anche chiesto se avevo una pianta della casa, cosa che naturalmente non ho. Sai che non ne capisco molto di ristrutturazioni e muratura e quindi ho fatto fare tutti i lavori da una ditta locale, non mi son certo preoccupato di sovraintenderli. Comunque mi stava un pò innervosendo, dopo il mio sfortunato incidente non amo molto abbandonarmi a supposizioni e preferisco pensieri semplici e lineari.
Così ho proposto di fare una passeggiata nella valle, con qualche obiezione da parte di Ila per via del caldo. La casa è circondata da prati con un’erba piuttosto alta, attraversati da due sentieri che si biforcano dalla strada principale poco prima che termini davanti alla mia casa.
Abbiamo percorso quello sulla destra attraversando il prato e sollevando in volo una miriade di farfalle che hanno deliziato Ila. Arrivati al bosco siamo entrati per un piccolo tratto, il sentiero era completamente coperto di foglie e gli alberi sembravano quasi una muraglia ai suoi lati. Non ci siamo addentrati molto perchè M. all’improvviso è diventato molto nervoso è ha cominciato a dire che anche se era giorno non era comunque saggio inoltrarci in quella antica foresta. Mah, poveretto, forse sarà un pò esaurito, Ila mi ha detto che ha parecchi esami ancora da superare. In ogni caso si stava facendo tardi e siamo rientrati. Il tempo di berci un buon caffè e i miei ospiti sono ripartiti, Ila mi ha promesso che sarebbe ritornata in autunno e il tuo strano amico mi ha dato un biglietto da visita pregandolo di chiamarlo se avessi notato qualcosa di strano. Per un attimo mi ha ricordato qualcosa, una sensazione strana, qualcosa che io e te facevamo nel passato, sai a volte mi sembra di non ricordar tutto di te, di noi. Ok, lo so che è come dici tu, è solo la mia immaginazione che mi fa brutti scherzi dopo l’incidente, passerà.
Dopo la partenza la mia giornata è proseguita tranquilla, finita la cena mi è venuta l’idea di andare a far quattro chiacchere con l’affascinante vicina, però quando sono uscito ho avuto la sensazione che non fosse una buona idea, che non fosse il momento giusto. In effetti ormai il sole stava tramontando e non era molto educato piombare in casa di estranei a quell’ora. Sono rientrato in casa e mi sono ripromesso di farle visita il mattino seguente.
Al mattino ho preso la bici e mi son messo a pedalare di buona lena verso la cima della collina, la salita era più ripida del previsto o, forse, son io che son fuori forma, ma mi son dovuto fermare due volte prima di raggiungere la casa.
Dopo l’ultima curva l’ ho vista, piccola ed addossata alla foresta, davanti vedevo lo stretto giardino e di fianco alla porta c’era lei.
Era seduta su una sedia a dondolo, indossava un vestito nero, lungo, con una morbida scollatura e le maniche ampie. In grembo aveva un grosso gatto ed entrambi mi guardavano con occhi dello stesso colore. Faceva caldo ma lei sembrava non soffrirlo mentre accarezzava distrasattamente il suo animale e mi diceva: “Benvenuto, speravo venissi stamane, alla luce del sole.” Poi, alzandosi con un movimento pigro ma aggraziato, aggiunse: “Vieni in casa viaggiatore, prenderemo un caffè e converseremo un pò”. Io, senza ancora aver parlato, posai la bici e attraversando il giardino cercai con lo sguardo il gatto ma non lo vidi. La segui oltre la porta, stranamente simile alla mia, e mi trovai in una piccola stanza dove, seguendo un suo cenno, mi accomodai su una sedia vicino ad un tavolo sul quale c’erano due tazze di caffè fumante. Imbarazzato dalla mia maleducazione feci per presentarmi ma lei mi toccò appena la bocca con un dito e disse: “Sssst, prima un buon caffè e poi parliamo.”.
Si accomodò all’altro capo del tavolo e cominciò a sorseggiare la bevanda, io la imitai e ci guardammo in silenzio al di sopra delle tazze. Ancora una volta fui colpito dal suo fascino che si manifestava in ogni suo movimento, anche quello così banale di portarsi alle labbra la tazza.
Ora mi sembra di vederti sogghignare e pensare che sono sempre il solito, che appena vedo una bella donna mi metto a sbavare.
Però stavolta ti sbagli, più che attratto mi sentivo quasi ammaliato, non desideravo lei ma quello che mi stava per dire. lo so che ti sembrerà strano quello che dico ma quando verrai a trovarmi la vedrai anche tu e capirai.
Cosa ci siamo detti non te lo scriverò ora, si è fatto tardi e andrò a riposare, e poi non mi dispiace lasciarti con un pò di curiosità, così magari rimandi qualche impegno di lavoro e vieni a trovarmi prima di quando mi hai detto.
Stanotte il vento soffia più forte del solito e mi sembra quasi di sentire un cupo brontolio che arriva dal giardino, se ci fosse il tuo amico M. ne sarebbe sicuramente spaventato, che tipo.
Domattina andrò in paese a comprare qualche fermapersiana così eliminerò tutti gli scricchiolii e i brontolii.
Ciao

Articoli
Vicini coi micini…
21 luglio 2007 @ 22:51
Fusse ca fusse che mi toccherà fare come il detective Monk… E in effetti a volte raggiungo picchi di paranoia imparagonabili, anche se ancora non sono arrivato alla famosa 7.65 sotto il letto
Comunque gustosissimo tributo all’orso ^.^
@Impo: letto tutto, carini! Oddio non c’è cosa che non succeda lì dentro, ma ci piacciono anche così! Bravo
21 luglio 2007 @ 22:55
Il due sono io (e fanculo a splider, se mi passate il francesismo)
Mechanikwing
21 luglio 2007 @ 23:04
Pralina: in effetti i mici mi piacciono
Mecha: tranquillo, anche se non ti logghi i tuoi grafemi e fonemi ti rendono inconfondibile
In futuro ti aspetta un glorioso ruolo nella lotta contro il male
21 luglio 2007 @ 23:12
Un detective alla Nocturne… Mmm…attizzante assai socio…
E: sei invitato a devastare il mio blog, clear? Estendendo ai soliti noti e ignoti a cui può interessare…
22 luglio 2007 @ 12:37
Mecha: bene ora vengo a dare un’occhiatina
22 luglio 2007 @ 12:50
porca vacca io faccio sempre la solita figura della curiosa! ahahah..bello val..madò ma scrivi bene anche te sai? mi piace il ruolo di ninna!!
22 luglio 2007 @ 18:20
Ila: e grazie….riguardo a ninna devo dire che mi ha ispirato il fatto che è la compagna di un orso
22 luglio 2007 @ 20:41
Se però rimane per aria così come il finale di Babel, ti invio un bòmbolo di gelato al cerume per punizione…
22 luglio 2007 @ 21:48
Lyppa: ah ma la cosa continua eppoi tra una mail o due arrivi anche tu
22 luglio 2007 @ 22:24
Ma che davvero sono io quella?
Mi piaccio…ma proprio tanto (devo procurarmi un vestito del genere…subito!!!)
23 luglio 2007 @ 11:14
Ninna: in seguito compariranno anche la tua dolce metà e tua figlia
Cerco di mettere tutti quelli che ho conosciuto sulla blogpalla in ordine cronologico.
La cosa non produrrà un gran risultato artistico-letterario ma mi diverte assai
23 luglio 2007 @ 11:27
Sarà…ma io Ninna che non soffre il caldo proprio non ce la vedo ;P!
Mecha tra il detective e il fifone invece è perfetto, ih ih ih! ^____^
Francesca*
23 luglio 2007 @ 17:34
…Dimenticavo! Per un pò niente più “bloggamenti” per me, vado al mare per un mesetto … non so se avrò modo di aggiornarmi in qualche internet point
!

Intanto approfitto per salutarti… trattami bene nel tuo mail-racconto, mi raccomandoooooo!!!
Francesca*
23 luglio 2007 @ 17:37
Fran: buone vacanze, al ritorno conoscerai il tuo destino
Ah, Ninna nel racconto non è del tutto umana quindi soffre meno il caldo
23 luglio 2007 @ 17:41
Fifone io, tsè… Non c’è più rispetto per i paranoici… Buon viaggio Fra*!
23 luglio 2007 @ 18:45
Va bene, dai, un paranoico “prudente” allora, non “fifone”! Ora vado a fare la valigia altrimenti altro che buon viaggio! Mi lasceranno marcire qui!
Ari-ciao a tutti
Francesca*
23 luglio 2007 @ 19:02