bel libro, di quelli che si divorano, spinti dalla curiosità e dal piacere della lettura.
Mirtilla e Stefano lo hanno recensito cogliendo quelli che sono i molti pregi ed i pochi difetti.
Sono d’accordo con l’”acida” Mirtilla: ci voleva qualche pagina in più.
Invece Stefano rileva quello che per me è il maggior pregio: “la scrittura di D’Andrea è come un punto esclamativo: non ammette repliche”.
Dunque è un’opera che vi consiglio caldamente.
Detto questo, ora farò qualche considerazione un po’ più in linea col nome di questo blog.
In un commento, tempo fa, VioVyB scriveva: “ultimamente fatico a trovare qualcosa di veramente sbalorditivo nella pura parola stampata”.
Ecco, questo è il peggior “difetto” di Wunderkind: non mi ha sbalordito.
Il mio massimo piacere, nella lettura, scaturisce dalla sorpresa, che non è necessariamente legata all’originalità.
Per me un libro può essere definito capolavoro solo se è capace di stupirmi.
Ma di che genere di sorpresa sto parlando?
Io mi riferisco a quell’istante in cui il lettore “capisce” che sta “vedendo” una diversa realtà, in cui si rende conto che lo scrittore ha “creato” e non semplicemente “descritto”.
Come ho già detto molte volte e non mi stancherò di ripetere:
Un grande artista crea la sua realtà.
Un buon artigiano rappresenta la realtà comune all’ inconscio collettivo.
Un incapace distorce la realtà e genera incredulità.


Articoli
prima una domanda: l’immagine è tratta da Stardust?
poi veniamo al post: ancora non ho letto Wunderkind, quindi non mi pronuncio… pero’ ultimamente anch’io fatico a trovare libri che mi sbalordiscano, sarà che molto probabilmente non cerco nemmeno più di tanto. cio’ non toglie il fatto che gli ultimi libri che ho letto (tra i quali anche quello che sto leggendo ora, che comunque mi piace molto) non mi hanno mai stupita, quasi sempre riuscivo a immaginare la trama pagina per pagina prima di leggerlo…
la carenza di “sorprese” non mi impedisce di apprezzare un bel libro… ma se ce ne fossero… beh… ovviamente sarebbe molto meglio…
22 marzo 2009 @ 18:00
Viola: si
Dici che potrebbe anche essere che ormai siamo lettori troppo smaliziati?
Comunque ci sono almeno cinque o sei libri ogni anno che riescono ancora a sorprendermi
22 marzo 2009 @ 18:44
val… te leggi a ritmi alieni… i libri che te leggi in un mese io li leggerei in 6 mesi e solo se leggessi 24 ore su 24!!! XD
comunque, ho la netta sensazione che anche la vena da scrittori che abbiamo non ci renda le cose facili… avendo “esperienze” di scrittura, conosciamo più o meno bene i metodi per costruire una trama e cio’ ci rende meno “impressionabili” degli “altri”…
22 marzo 2009 @ 18:57
Quindi la domanda è: scrittori geniali si nasce o si diventa?
Ovvero: ci sono molti bravi scrittori che non ci sbalirdiscono più di tanto (e potrei scatenare una guerra mettendo nella lista la nostra Licia nazionale), saranno essi in grado di fare il salto di qualità e raggiungere il livello olimpionico di scrittore geniale?
Il mio parere è sì, purchè mantengano con la scrittura il giusto rapporto.
22 marzo 2009 @ 20:10
Io ho sempre faticato a trovare libri che mi sbalordissero (sarà per quello che i miei racconti sono abbastanza stravolgenti ^___^;;;;)
22 marzo 2009 @ 20:21
j.galbreth: secondo me scrittori geniali si nasce, e si diventa pure… se uno nasce col gene della scrittura sbalorditiva ben per lui, altrimenti penso che leggendo libri su libri, accumulando letture di tante storie diverse, alla fine si potrebbe riuscire ad evitare il “prevedibile”… ma di certo verrebbe fuori un tipo di scrittura quasi meccanico, mentre il genio che ce l’ha dalla nascita sarà più naturale, più spontaneo…
e ti rassicuro subito: per quanto i libri di Licia possano piacermi e i suoi personaggi appassionarmi, le trame sono alquanto prevedibili (come appunto avevo detto nella mia recensione di Il destino di Adhara), ma per fortuna i suoi libri restano comunque letture godibili…
22 marzo 2009 @ 20:29
Viola: in effetti potrebbe essere
j.galbreth: scrittori geniali si nasce…ma a volte bisogna accorgersene
Licia può sicuramente fare il salto, senza fare la solita citazione ti posso dire che lo si capisce anche dal rancontarello che ha postato poco tempo fa
CMT: insomma: chi fa da se….
Viola: però non è solo questione di prevedibilità. Una trama può anche essere banale ma se la scrittura è “sbalorditiva”.
Mi spiego: anche la storia più trita può essere reinventata, creando qualcosa di stupefacente. Io ogni tanto ci provo, tempo fa ad es. postai una “rivisitazione” di una favola…però non riesco raggiungere un risultato soddisfacente
22 marzo 2009 @ 20:48
la scrittura di certo conta tanto, ma da sola non basta, altrimenti mi sa che in parte questo post non lo avresti scritto…
o almeno, a me la scrittura sbalorditiva non basta… ho bisogno anche di una storia sbalorditiva………..
22 marzo 2009 @ 21:19
le storie sbalorditive mi piacciono…purchè per puntare sulla trama non si trascurino i personaggi (vedi la crostacea)
22 marzo 2009 @ 21:48
@Valberici: be’, insomma, mica tanto… alla fine non posso sorprendermi da solo… ^__^;;
Concordo sul fatto che si possa reinventare una storia già scritta (le fiabe peraltro sono il mio passatempo del momento, anche se mi sono un po’ interrotto).
23 marzo 2009 @ 10:26
Sto leggendo American Gods con ottimi esiti. Ma sono ancora alla prima metà, quindi in anticipo rispetto al coitus interruptur sperimentato dal Falco.
Mi piace parecchio, ma – fossi io alla scrittura – aumenterei un po’ il ritmo, in una vicenda di quel tipo. Non sono un grande fan della decompressione e l’azione non dovrebbe spaventare un narratore…
Fab
23 marzo 2009 @ 12:50
@val: sono d’accordo con te. Wunderkind nello sforzo di essere ineccepibile, manca l’appuntamento con lo stupore, con lo sbalordimento successivo al coinvolgimento del lettore.
Vedremo il secondo…
23 marzo 2009 @ 15:05
Viola: insomma, sei assai esigente
J.galbreth: diciamo che la storia sbalorditiva è condizione necessaria…ma non sufficiente
CMT: beh, ma è come giocare a scacchi da solo…devi immedesimarti di volta in volta nel lettore o nello scrittore…
Fab: il ritmo è lento perchè Neil deve fare sfoggio di tutta la sua imponente (ed ingombrante) cultura.
Mirtilla: si, sono curioso anch’io di vedere come si condurrà nel secondo libro
23 marzo 2009 @ 16:25
A me la tua favola era piaciuta moltissimo! (tanto più che me l’ero “guadagnata!)
Infatti attendo il sequel.
Immagine bellissima… ahhh ????
23 marzo 2009 @ 19:18
Uhm…. a VioVyB e a chi cercasse libri in grado di stupirlo, consiglio vivamente -qualora non l’abbiano ancora letto- Nessun Dove.
23 marzo 2009 @ 21:29
LiciaL: in effetti potrei anche scrivere un sequel…ci penserò
23 marzo 2009 @ 21:58