dunque sono.
Ma se esisto allora posso fare.
Posso mangiare un gelato.
Posso ascoltare musica.
Posso bere caffè.
Posso guardare il cielo stellato e sentire il vento che mi avvolge.
Posso guardare il futuro che si trasforma nel presente e diventa il ricordo del passato.
Il tempo scandito dalla musica divina ci fa danzare come roteanti dervisci in un predeterminato universo.
Allora è il momento di sognare senza curarci di quali incubi possano assalirci, senza che la coscienza ci renda vigliacchi, senza timore della terra inesplorata donde mai non tornò alcun viaggiatore.


Articoli
Cogito Ergo Sum…bella frase…le ultime due parole le ho usate pure nel mio racconto…all’incontrario ma le ho usate…sta a te scoprire dove
X-Bye
14 settembre 2007 @ 00:46
Un bacio*
14 settembre 2007 @ 01:53
“Posso guardare il futuro che si trasforma nel presente e diventa il ricordo del passato”
ma che bella!
14 settembre 2007 @ 08:49
Imp: lo scoprirò
Pralina: grazie, contraccambio
Ila: credo che la frase sia proprio mia, non ne son certo perchè è qualche notte che son “fuori come un balcone”
Dovevi vedere il post originale che uno sprazzo di lucidità mi ha indotto a tagliare
14 settembre 2007 @ 09:46
“Allora è il momento di sognare senza curarci di quali incubi possano assalirci” … magari riuscirci!! a volte son così pensierosa e in ansia che non riesco ad addormentarmi per paura dei sogni che avrò! l’unica soluzione è leggere leggere leggere!
14 settembre 2007 @ 10:31
“Hitler fece cose terribili al suono della musica classica” ci disse una volta la prof di storia delle medie…. La musica ha un grosso grosso potere, in effetti: da ciò direi che l’aggettivo divina ci sta bene accanto. Almeno tu vieni ispirato, pensi e vivi senza premere pulsanti rossi (ma al massimo il tasto 1…)^^
14 settembre 2007 @ 10:46
Già… cogitare è condizione sufficente e necessaria per acquistare la coscienza di essere… Detto questo io di certo “sono”, ed anche troppo per i miei gusti! ;P

Ad ogni modo piuttosto che roteare come un dervisci preferisco chiudere gli occhi, restare immobile e pregare nel silenzio come il pellegrino russo… Allora si che non ho più paura! ^_^
Francesca*
Ps. Grazie per la stima che mi hai espresso… onoratissima veramente! *o*
Pps.D’accordo con Ila, bellissima frase! Ancor più se è di tua “invenzione”… posso spacciarla (non per mia!)?
Ppps.Ehm…perdona l’ignoranza… di chi è e come si intitola il quadro O_O ?!?!?
14 settembre 2007 @ 12:16
eh mi chiedevo anche io se fosse proprio tua…posso quotarti anche io? hihihiih…ti metterò nelle citazioni!
14 settembre 2007 @ 13:34
Dubhe: l’ultima parte del post, a partire dal brano che citi, è farina del sacco di un certo Sachespeare, almeno come me la ricordo. E’ tratta dal monologo di Amleto, uno che di incubi se ne intendeva. Per me la soluzione (ma non sempre funziona) è ascoltare musica.
Mecha: la musica coincide con il creato, Dio è il suono privato del tempo e dello spazio: “in principio erat Verbum”
Fran: “non ho paura”, mi hai ricordato il bellissimo ventitreesimo salmo


La frase usala pure, questo blog è completemente “copyleft”
Il dipinto è di Bosch,
è uno degli artisti che più amo. Ho passato interi giorni al Prado ed al Louvre ad ammirare le sue opere.
Tempo fa un sacerdote mi disse che sapeva “riconoscere un uomo di fede” e che io lo ero. Ecco, son passati anni, ma ora penso che anch’io so riconoscere “una donna di fede”, per questo ti stimo
Ila: come già dissi a Fran della frase fanne ciò che vuoi
14 settembre 2007 @ 15:00
diciamo anche che posso vivere nel presente, con quello che c’è, con tutto quello che sono, con quello che ho….
15 settembre 2007 @ 11:12
certo si può…batsa solo avere coraggio ^^
a presto
16 settembre 2007 @ 10:33
Writer: cosa non del tutto facile
16 settembre 2007 @ 10:45