hic, inter flumina nota
et fontis sacros, frigus captabis opacum!
hinc tibi, quae semper, vicino ab limite, saepes
Hyblaeis apibus florem depasta salicti
saepe levi somnum suadebit inire susurro

Fortunato vecchio, qui tra i noti fiumi
e le sacre fonti godrai il fresco all’ombra:
qui sul vicino confine di sempre la siepe,
succhiata nei suoi fiori di salice dalle api iblee,
spesso con lieve sussurro ti inviterà ad addormentarti

Così scriveva il buon Virgilio, ed in effetti devo dire che in “campagna” non si sta per niente male.
Oggi ho fatto gli ultimi sciacqui con l’acquavite, abbinando la moderna tecnologia (ovvero l’idropulsore che vedete nella foto del post precedente) con l’antica saggezza popolare.
Devo dire che mi sento meglio, anche se, forse, per affermarlo con certezza devo aspettare che cali il tasso alcolico.
Intanto mi sono riposato all’ombra di una un noce, ed ho notato che quest’anno sono fioriti moltissimi iris.

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