Da:       xxxxo@libero.it
Oggetto:     Duelli
Data:     03 agosto 2008 22:37:14 GMT+01:00
A:       valberici@iol.it

Val, sono sempre io, Mecha, pare che sia l’unico che abbia voglia di scriverti o, forse, che lo ritiene importante. Come già sai Licia ci ha detto di cercare i frammenti di pergamena e poi di farli riunire dal mio amico Impero. Io pensavo che ci saremmo subito recati dalla guaritrice ma Aziel e Ninna hanno deciso diversamente. Lui ormai ha preso il comando, è sempre cortese ma il tono della sua voce non ammette repliche, dà per scontato che gli si debba ubbidire e, in effetti, è quello che facciamo tutti, tranne Ninna. Quando li guardo conversare ho sempre più paura di loro, lo so che è stupido ma sono così diversi da noi: alti, belli, sempre sicuri di se.
Il sangue degli antichi scorre davvero copioso nelle loro vene, ma sto nuovamente divagando mentre vorrei raccontarti gli avvenimenti di questi giorni.
Ti sto scrivendo dal castello di Avilian, siamo ospiti del conte Falconi che, per inciso, ti manda i suoi saluti e  dice che sente la mancanza di quelle belle cene che facevate e dell’ottima carne di renna che tu cucinavi.
Aziel ha deciso che cercheremo i pezzi della pergamena e poi li porteremo da Valentina assieme ad Imp, pensa che così guadagneremo tempo e Ninna gli ha assicurato che Impero non corre il rischio di aggravarsi. Io però credo che lui in realtà voglia che riprendiamo le forze, ho sentito una sua conversazione con Ninna, parlavano di un drago a guardia del monte Phate e del suo cavaliere. Temo si tratti del doppelgänger  di Ila e capisco perchè tu mi abbia mandato con lei  quando ha accettato l’invito di Aziel nella sua nuova casa, temevi che lui vedendola si ricordasse della sua gemella e si risvegliasse anzitempo.
Uff perdo continuamente il filo, non sono molto bravo a raccontare .
Ora passiamo il tempo ad allenarci con le armi, il conte mi ha donato una splendida spada a due mani che credo sostituirà degnamente la mia vecchia ascia. Come sai non sono un raffinato spadaccino ma se mi si dà un’arma abbastanza pesante la mia parte di distruzione la posso compiere, dopotutto spaccare teste è sempre un tantino grossolano.
Ma adesso ti voglio parlare di Francesca,  di quello che ha fatto stamattina e di quello che credo sarà il suo destino.
Mi sono svegliato all’alba  ed ho pensato di recarmi nello spiazzo davanti alle stalle, dove i soldati del conte usano allenarsi, per prendere confidenza con il nuovo spadone. Appena arrivato mi son reso conto di non essere così mattiniero come credevo, c’erano già Aziel, Ninna, Francesca e, seduta sul bordo di un abbeveratoio, Lyppa. Sono rimasto sorpreso, Ninna indossava un paio di pantaloni di pelle e un giustacuore di cuoio senza maniche  e, fatto ancora più incredibile, duellava con Il suo fratello di sangue, che indossava pantaloni e casacca neri. Lei usava due sai e, ridendo, cercava di imprigionare la spada di Aziel o, in alternativa, di  infilzarlo con improvvisi affondi. Lui si difendeva con calma ma senza trattenersi, quasi aspettasse un varco nella difesa per un fulmineo attacco. Cosa che avvenne dopo qualche istante, mentre lei si sbilanciava affondando con la sinistra, lui, rapidissimo, con la punta della spada le tagliava una piccola ciocca di capelli. Ninna lo ha guardato un po’ imbronciata ma poi è scoppiata  a ridere dicendo: "Non c’è dubbio che tra noi due il  guerriero sei sempre stato tu, anche se forse dovevi entrare nella corporazione dei barbieri.". Lui le ha fatto un inchino sorridendo e le ha risposto usando l’antica lingua:  "Ricordo ancora quando ero ragazzo e tu mi dicevi che al massimo sarei diventato un pigro e grasso scudiero.".
Lei stava per replicare quando un sibilo seguito da un tonfo ha attirato la nostra attenzione. Poco distante Francesca stava impugnando  un arco e scagliava frecce contro alcuni bersagli di paglia. Aziel ha scambiato uno sguardo d’intesa con Ninna e si è mosso verso l’accolita dicendole: "Piccolina, sei brava con l’arco ma per proteggermi devi sapere anche combattere".
Lei ha abbassato l’arco ed è rimasta in attesa, immobile.
Devi sapere Val che al castello avevo già cercato di fare conversazione con lei, mi incuriosisce, non avevo mai incontrato prima una seguace della nera dea.  Purtroppo però, pur essendo gentile, non mi ha molto incoraggiato, alle mie domande ha risposto con monosillabi scusandosi perchè non poteva distrarsi dal suo compito: proteggere il nero guerriero. Stamane non indossava la veste ma un lungo mantello con cappuccio  che celava la sua figura ma  lasciava intravedere il luccichio dell’acciaio. Aziel se ne era accorto perchè ha continuato  dicendo: " Se devi proteggermi mi pare che sia necessario che noi due ci conosciamo un po’ meglio, magari potresti dirmi che armi preferisci usare.".
A queste parole lei  ha lasciato cadere il mantello, sotto indossava una cotta di maglia d’acciaio, stretta in vita da un cintura di cuoio da cui pendevano due corte daghe senza fodero. Due cinghie le passavano sulle spalle e sorreggevano una  spada lunga, con l’impugnatura che spuntava sopra la spalla sinistra, Ai piedi aveva bassi stivali in cui finivano un paio di pantaloni di spesso cuoio. E finalmente le ho visto il volto e mi è sembrata poco più che una bambina. Mi ha colpito la serenità del suo sguardo e la profondità dei suoi occhi scuri, dello stesso colore dei capelli, lunghi ma strettamente raccolti in una treccia.
"Hai parecchie armi piccina", le ha detto il guerriero, "resta da vedere come le sai usare. Potremmo scambiarci qualche colpo, così potrò saggiare le tue capacità". "Mio signore" è stata la risposta " non posso rischiare di farvi male. Ma è giusto che voi valutiate le mie capacità, anche se io so bene di essere a voi inferiore. Voi siete ben conosciuto al nostro santuario e si dice cha la stessa dea abbia avuto parole di apprezzamento per la vostra forza. Potremmo però combattere, se lo volete, usando queste spade di legno che gli armigeri usano per addestrarsi.". Aziel le ha sorriso: "Anche una spada di legno può essere mortale e dovrai comunque fare attenzione ai tuoi ed ai miei colpi.".
"Non temo per me", ha replicato Fran, " e spero di non arrecarvi alcun danno pur dimostrandovi che so proteggere. Facciamo una prova con questo giovane cavaliere",ed ha questo punto mi ha indicato," se voi riuscirete a toccarlo con la spada io mi dichiarerò sconfitta e la prova avrà fine.". Io volevo protestare perchè non mi sorrideva certo l’idea di ricever qualche robusta piattonata sul cranio ma il guerriero mi ha azzittito con un occhiata e ha detto: "D’accordo, senza esclusione di colpi e io userò tutta la mia forza". L’accolita a chinato il capo assentendo e ha cominciato a slacciarsi la cintura e le cinghie, poi ha dato le armi a Lyppa pregandola di tenerle e restituirgliele dopo lo scontro. Infine si è sfilata la cotta rimanendo con un consunto giubbotto di cuoio smanicato. Senza le armi mi è sembrata davvero poco più che una ragazzina, e ho cominciato a preoccuparmi per lei, così esile in confronto al nero guerriero. Poi le ho guardato le braccia e ho visto le cicatrici che solcavano muscoli ben definiti, allora,
e non mi vergogno a dirtelo Val, ho sentito una stretta al cuore . Tutte le storie sull’ addestramento al santuario mi sono tornate alla mente,  e mi sono chiesto quanta sofferenza aveva dovuto sopportare quella ragazza e quanto terribile sia una dea che esige un simile sacrificio.
Intanto lei mi aveva afferrato un braccio e mi aveva fatto spostare al centro del cortile, sistemandosi davanti a me ed impugnando una spada di legno. "Quando volete mio signore" ha detto con voce tranquilla.
Aziel ha scelto con calma una spada, l’ha soppesata e, all’ improvviso, si è lanciato sull’accolita con un impeto ed una ferocia tale che ho fatto istintivamente un passo indietro. Francesca ha parato con calma dicendomi: "Non muovetevi cavaliere, per favore.". Intanto lui l’attaccava usando tutta la sua forza ma con una scherma grossolana. Mi è sembrato che volesse saggiare la resistenza della ragazza. Lei si è limitata a deviare i colpi  toccando leggermente l’arma avversaria con movimenti rapidi ed eleganti, quasi stesse danzando. Aziel cercava di avvicinarsi per toccarmi  ma lei lo imprigionava in una ragnatela di colpi sfruttando lo slancio dell’avversario per indirizzarlo lontano da me.
Credo di essere rimasto a guardarla a bocca aperta come uno stupido, non avevo mai visto tanta maestria, Francesca pareva non fare nessuno sforzo utilizzando l’energia dell’avversario per spostarlo e condurlo dove lei voleva.
Ad un tratto, mentre deviava un affondo ha detto: "Mio signore voi mi fate torto a non impegnarvi ed a combattere come se foste uno stupido troll di montagna.". Aziel ha sorriso freddamente e le ha risposto. "D’accordo, vedremo fino a che livello ti hanno addestrata e sapremo se sei adatta al tuo compito". A questo punto il guerriero ha accorciato la distanza ed ha cominciato a sferrare una serie di colpi rapidi sfruttando anche il movimento di ritorno della spada. Come era già successo durante il duello con l’Annurko io non riuscivo quasi più a seguire  i colpi tanto erano rapidi.
 Ad un tratto lui ha fatto un affondo al fianco da sinistra e lei ha risposto con una parata di seconda da destra, hanno ruotato entrambi riprendendo le distanze e lui ha eseguito un invito di seconda seguito da un veloce affondo che è passato sotto la parata di quarta e l’ha colpita duramente al fianco. Credevo fosse finita lì ma mi sbagliavo, lei è indietreggiata  senza mostrare nessun segno del dolore che stava sicuramente provando, solo il respiro si era fatto più affrettato. Lui ha continuato l’attacco, veloce, sfruttando il momento e giungendomi vicino, tanto vicino da sferrarmi un fendente al volto che Francesca non è arrivata a fermare con la spada ma frapponendo l’avambraccio. Il colpo della lama di legno sulla sua pelle mi ha fatto rabbrividire, ho visto il suo braccio ricadere e la spada  puntare verso terra. Aziel le ha detto. "Hai combattuto bene, ora riponiamo le spade e poi andremo a rinfrescarci. " Lei lo ha guardato e con la sua voce tranquilla ha risposto: "Mio signore, il combattimento è finito se voi lo toccate e fin’ora non lo avete fatto" poi ha impugnato la spada con la sinistra. Io ha questo punto non ho resistito ed ho esclamato: "Basta, si farà ammazzare, lascia perdere Aziel è solo una ragazzina.". Ma il duello era già ricominciato e dopo pochi momenti Fran mi è finita addosso e siamo caduti a terra, mi sono rialzato ed ho visto il guerriero che aveva lasciato cadere la spada e si teneva una mano sulla gola. Sul momento non ho capito cosa fosse successo, ma la ragazza non si alzava e mi sono spaventato, mi sono avvicinato ma Aziel mi ha preceduto, si è chinato e si è rialzato tenendola tra le braccia. "Mecha", ha detto con una voce gracchiante," portala dentro al castello e tu Ninna prestale le tue cure, la ragazza ha dimostrato il suo valore e potrà adempiere al suo compito così come vuole il suo destino.". Ho preso Francesca in braccio e mi sono diretto verso il castello, povera ragazza pesava come un uccellino ed era pallida come un cencio. Lyppa mi ha seguito  ed io allora le ho chiesto che cos’era successo, lei mi ha risposto: "Gli ha lasciato un varco e quando si è spostato in avanti per colpirla con un affondo lei ha lasciato cadere l’arma e nello stesso momento in cui la spada la colpiva allo stomaco il suo pugno sinistro ha raggiunto Aziel alla gola. Se non avessero entrambi trattenuto la loro forza si sarebbero uccisi a vicenda. ".
Sul momento non ho riflettuto sul duello, volevo solo riportare Fran nella sua camera perchè la curassero. Mentre salivo le scale è rinvenuta, mi ha guardato ed  ha mormorato: "Per favore ridatemi le mie armi" . Io le ho chiesto: "Perchè lo hai fatto? Hai rischiato di farti ammazzare." ."Io proteggo", ha sussurrato " è il volere della dea. Per favore, le mie armi, senza di esse non posso proteggere, per favore." . Dopo queste poche parole è di nuovo svenuta, proprio mentre entravamo nella sua camera. L’ho deposta sul letto e poi sono uscito lasciandola con Ninna e Lyppa.
Senti Val, ora devo dirti alcune cose importanti.
Ci ho pensato su ed ho capito che quello che ho visto non era solo un duello ma una specie di prova generale che, purtroppo, Francesca ha superato. Credo  sia previsto che lei lo proteggerà da qualcuno o qualcosa che può essere fermato solo sacrificando la propria vita. Val, io questo non posso accettarlo e quindi ho deciso che stanotte me ne andrò dal castello. Metterò il mio amico Imp su un carro e andremo dalla guaritrice, porterei via anche Fran ma se lo facessi mi inseguirebbero sicuramente. Con me verranno anche Lypsak ed Alice, sono della mia stessa idea, noi pensiamo che i due "antichi" non seguano più il piano di Licia ma agiscano per conto loro.
Ti prego Val, in nome della nostra amicizia, non tradirci, perchè lo so che Ninna ti chiederà di noi. Mi porto dietro il mac e ti terrò comunque informato, se riusciamo ad evitare il drago ed Ila forse abbiamo una possibilità.
Ciao Val, auguraci buona fortuna.