5) Il matrimonio: E lo so che qui scatenerò le folle peggio che con la dichiarazione di inutilità delle mutande.
Però se ci riflettete con calma non c’è davvero nessuna ragione che giustifichi l’esistenza di questa complessa et inutile cerimonia. E non venitemi a parlare di riconoscimento dei figli, di vantaggi fiscali, sanitari, testamentari, ecc…. Le leggi che riguardano il matrimonio sono una conseguenza, se non lo si inventava non c’era ovviamente nessuna differenza tra conviventi ed ammogliati, infatti sarebbe esistita solo la prima categoria.
Bene ora è meglio che mi sbrigo a scrivere la seconda catena che se passa mia moglie e legge non so come va a finire

3) Ho vent’anni e vivo nel terrore. Da quasi un anno la paura mi accompagna, ne sono imbevuto ma non ancora soggiogato. Credo di avere la forza di resistere, credo di poter continuare a vivere come prima. Io non sono come gli altri, io sono migliore, più intelligente, più forte. Posso controllarla, posso impedirle di manifestarsi, posso schiacciarla dentro di me, così a lungo che finirà per scomparire.
Cammino per la città e passo accanto al bar sull’angolo della via che porta alla sinagoga. Ad un tavolino sono seduti un paio di giovani in compagnia di una bellissima giovane donna. Dietro di loro una coppia di anziani conversano serenamente. Mi fermo e guardo la ragazza, sono colpito dalla sua bellezza orientale, i neri capelli si arricciano con grazia sulle sue spalle ed i suoi occhi sono come colombe.
Mi avvicino e mi siedo davanti a loro. Comincio a parlarle dicendole quanto sia bella e citandole il Cantico dei Cantici. Tutti e tre fissano il mio petto dove la svastica d’argento luccica appesa alla catenella. Io continuo a parlare con calma e la vedo avvicinarsi  ad uno dei due. Ecco dunque di chi è la fidanzata. Vedo la paura  che, a poco a poco, si impadronisce dei ragazzi, accompagnata dalla rabbia. I due anziani han smesso di parlare e mi fissano, la vecchia mormora qualcosa, parla di occhi, di uno sguardo. Io, inaspettatamente, comincio a parlare del mio cane, di quanto sia intelligente, di quanto sia morbido il suo pelo e di quanto  mi piaccia accarezzare un così bell’animale.
Dicendo le ultime parole allungo la mano e accarezzo leggermente la ragazza su una guancia. Lei si ritrae e il suo fidanzato si alza in piedi di scatto fissandomi, bianco come un cencio. Ma non fa nulla, bloccato dalla paura e dall’indecisione. Alle sue spalle la donna anziana piange sommessamente.
Io scoppio a ridere e mi alzo, me ne vado pieno di disprezzo per quei ragazzi.
Non so  che tra pochi giorni il terrore mi travolgerà cancellando tutto.