6) L’Oroscopo: e qui permettetemi un momento di sboronaggine citando l’ immortale Orazio che ci ammoniva : "nec Babylonios temptaris numeros". E’ infatti del tutto evidente che è meglio non sapere cosa ci riservi il futuro e, di conseguenza,  di qualunque scienza o pseudoscienza che si dedichi alla sua interpretazione l’umanità poteva farne serenamente a meno.

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2) Era l’estate del 1975 ed io avevo appena compiuto 12 anni. Mio nonno mi aveva regalato un picozza da ghiaccio ed io la tenevo in mano, seduto sui gradini della chiesa del mio paese. Ero perso in un mio mondo particolare fatto di numeri e di musica quando sento una voce che pare mi chieda qualcosa. Alzo gli occhi e vedo dei ragazzi, di qualche anno più grandi di me, che mi stanno prendendo in giro. Dopo un momento arrivo a capire che mi stanno dicendo che una picozza serve agli scalatori, non certo ad uno che manco sarebbe capace di scavalcare la cancellata della chiesa.
Capisco che si tratta di una sfida, o almeno credo, così mi alzo e, senza parlare, comincio a salire lungo uno dei muri del campanile. Mi muovo con calma sfruttando le fessure tra i mattoni corrosi dal tempo. Sento uno dei ragazzi che mi dice di scendere, mi concentro e cerco di mantenere almeno due appoggi, salgo sempre di più. Arrivo alla prima finestra e mi aggrappo all’ inferriata che cede di schianto. Cado all’indietro tra i rami di una acacia e sento le spine che mi strappano i vestiti e la pelle. Atterro di schiena senza sentir dolore ma solo una sensazione come se un suono potente mi scuotesse tutto. Rimango a guardare il cielo per un lungo istante, è azzurro. Mi rialzo e comincio a sentire il dolore . Ci sono degli adulti che mi guardano, mi chiedono qualcosa. Io prendo la picozza e, un po’ zoppicando, vado a casa.