la passo in sindacato, registrando sul sito ministeriale chi “scioglie la riserva”.
Naturalmente la procedura è inutilmente complessa, il server è quasi sempre down e i periodi di attesa sono lunghissimi.
Quando calano le prime ombre della sera arrivo a casa…e mi trasferisco in cortile, comodamente seduto vicino alla lavanda.
Mi fanno buona compagnia il mio netbook, alcuni generi di sussistenza (gelati, caffè, grappa), qualche libro e animali domestici assortiti.
Da quanto ho scritto capirete che ho parecchio tempo a disposizione per riflettere e/o delirare.
Oggi stavo pensando al “sense of wonder”, che dovrebbe essere, secondo alcuni, sempre presente in un romanzo fantastico, e la sua presenza si legherebbe in maniera indissolubile all’originalità.
Però, onestamente, credete che dopo l’Iliade e l’Odissea ci siano state novità nell’ambito letterario?
E pensate che, oggigiorno, sia possibile scrivere qualcosa di veramente ed indiscutibilmente originale?
Anni fa qualcuno mi fece notare che non possiamo immaginare cose che esulano dalla nostra esperienza.
Ecco dunque che i mostri di Lovecraft sono un patchwork di pezzi di animali esistenti e/o oggetti.
E chi di voi riesce a visualizzare “geometrie aliene” e “angoli impossibili”?
Forse un libro moderno non è altro che un assemblaggio di cose già dette, e il “sense of wonder” deriva solo dalla loro disposizione.
Tuttavia quanto ho detto non implica una minore “valenza artistica”…..o no?


Articoli
questa foto mi ricorda qualcosa
Comunque, sicuramente dopo Omero si è inventato poco o niente, e sicuramente descrivere qualcosa che non faccia parte della nostra esperienza sarebbe possibile o incomprensibile. Quindi concordo nel dire che è l’uso che l’autore fa di dati elementi, e la sensibilità dell’autore stesso ad esempio nell’uso del linguaggio, a creare il sense of wonder.
Fra l’altro a rimini ho fatto una domanda simile a Licia. Le ho chiesto qual è l’originalità di un romanzo se in fondo le storie sono le stesse di tremila anni fa. Mi ha risposto che è il punto di vista dell’autore ad essere originale, e che l’arte si può vedere come un insieme di visioni diverse su temi universali in cui ognuno aggiunge il suo tassello.
24 giugno 2009 @ 19:37
Buonasera!
Io sono d’accordo con tu. E con ViovyB e Licia.
Che immagine inquietevole…intuisco (anche grazie all’utilissima tag con scritto ALICE) che si tratta di Alice…del cappellaio insomma.
Ma da che film, libro, …?
24 giugno 2009 @ 19:51
@licia: è un film che ci farà aspettare ancora un bel po’ per uscire (in Italia lo vedremo nel 2010): Alice in Wonderland di Tim Burton.
Il cappellaio matto è Johnny Depp
24 giugno 2009 @ 19:59
VioVyB: Sono d’accordo con Licia…e, come avrai capito, attendo anch’io con impazienza il film…ed anche il libro di Dimitri.
LiciaL: vedi il commento sotto al tuo
24 giugno 2009 @ 20:18
Caio Val, grazie per i consigli sul mio racconto, li custodirò, miro a migliorare! =P
In effetti è vero, dopo l’Iliade e L’Odissea di Omero (ficchiamoci anche l’Eneide di Virgilio) non c’è stato niente di nuovo in ambito letterario. Persino la mitologia romana altro non era che uno scopiazzamento generale di quella greca. Però più che pensare che la letteratura odierna sia un riassemblaggio di cose già viste, è più bello pensare che sia “una continua evoluzione di cose già viste” no? In quanto appunto, citando cosa ha già detto VioVyB è impossibile e incomprensibile descrivere qualcosa che sia fuori dalla nostra esperienza. E poi comunque l’influenza letteraria, il punto di vista e lo stile cambiano sempre, il che è buona cosa e ci permette di non essere travolti da un senso di “vecchio e rivisto”.
P.S. Non ho capito bene cosa ha che non va il termine “involente” XD
P.S.2 Quella foto mi fa paura….
24 giugno 2009 @ 20:23
La Divina Commedia mi piace assai anche se non l’ha scritta Omero
Depp + Burton= figata garantita, quindi attendo questa Alice con ansia. Pare comunque che sia una specie di sequel dell’opera originale, e non una riproposizione vera e peropria di quanto già letto/visto.
Per quanto riguarda il “sense of wonder” sono assolutamente d’accordo, perciò non mi dilungo
24 giugno 2009 @ 20:41
Ah sì! grazie!ne avevo sentito parlare!Mi sembrava lui…ma in america quando esce?
24 giugno 2009 @ 20:48
Uscirà a marzo 2010!
24 giugno 2009 @ 20:52
E’ un discorso un pochino complicato e l’immagine del Cappellaio Matto/ Deep non aiuta ad essere concentrati nel discorso XD Però quoto quello che dice Viola
X-Bye
24 giugno 2009 @ 20:52
Un attimo. Non posso immaginare gli “angoli impossibili”, ma l’originalità di Lovecraft (o magari di altri prima di lui, non so se sia stato il primo) non è stata nel descrivere qualcosa di indescrivibile ma nell’introdurre quel concetto di alienità nella storia. Il che significa riportarci all’esperienza di cose che esulano dalla nostra esperienza (1), che se ci pensi è un’idea buffa.
E’ un po’ barare, ma è simpatico. Le limitazioni che dici sono reali ma magari ognitanto qualcuno arriva che trova un modo per aggirarle.
(1) ovvero lo stupore e l’incomprensione di quando si incontra qualcosa di incomprensibile, come quando ho visto un collega spargere maionese e ketchup sulla pasta alle melanzane in mensa.
24 giugno 2009 @ 21:13
ma tu guarda che coincidenza!!! proprio oggi ho preso in prestito in biblioteca “Alice nel paese delle meraviglie”!!!!!
comunque, io sono convinta del fatto che in ogni cosa scriviamo ci ritroviamo sempre una bella traccia (evidente o meno) delle letture passate che ci hanno marcati. di conseguenza: cose proprio originalissime, sono impossibili da creare dal momento in cui uno comincia a leggere…
24 giugno 2009 @ 21:21
Moko: si, decisamente la parola assemblaggio è un po’ bruttina
Involente è un termine che capiscono in pochi, il linguaggio dovrebbe essere il più possibile semplice
Giulia: anche a me dante piace assai, quindi direi che non esiste un’ arte minore solo perchè più “giovane”…anzi, sarebbe più corretto dire più “vecchia”
Imp: mi pare che trovi anche tu il Cappellaio leggermente inquietante
Sauron: giusto. Direi che si potrebbe sostenere che HPL ha sistemato cose vecchie facendocele percepire come nuove, addirittura aliene. Un genio.
Viola: se poi si leggono molti libri…alla fine invidio un po’ i dodicenni che si stupiscono leggendo i loro primi libri.
24 giugno 2009 @ 21:57
Povero Depp! Che cambiamento
Solo col cappellaio devono vincere l’oscar per il miglior trucco e i migliori costumi!!
Secondo me “Omero” (o chi e in quanti fossero) starebbe meglio riscritto con lo stile di Licia, sarebbe un po’ meno pesante ^^”
DANTE 4EVER!!!!!!
Ti sei procurato Veleno di Chris Wooding???
25 giugno 2009 @ 12:04
Arriverà il giorno in cui un genio scriverà qualcosa di nuovo… e io attendo ansiosa quel giorno.
Non vedo l’ora di vedere questo film, amo Burton e Depp in maniera imbarazzante.
25 giugno 2009 @ 13:50
Anche riassemblando cose esistenti si può creare qualcosa di nuovo, anzi non credo esista altro modo di farlo. ^_^
25 giugno 2009 @ 14:12
Credo che la letteratura funzioni un po’ come la musica (tonale), che sfrutta un linguaggio più codificato di altri ambiti musicali. Le note sono sette, i semitoni dodici… però perché esistono tanti capolavori e tanta teppaglia? Il mistero è tutto lì, non nell’inventare qualcosa di nuovo.
Forse il paragone è un po’ fuori luogo, ma penso che sotto certi aspetti possa calzare.
25 giugno 2009 @ 14:37
Secondo me, a scrivere qualcosa di nuovo negli ultimi anni è stata la Rowling. Insomma, nei libri di HP ci ha messo davvero di suo, e proprio in quei libri troviamo creature nuovissime nate dalla mente geniale della scrittrice e nuovi ambiti in cui svolgere la storia. Poi troviamo anche elementi passati ( tipo la bacchetta magica) ma rivisti, stravolti e resi completamente nuovi dalla Rowling! Quando io ho letto la parte dove Olivander spiega ad Harry la complicata origine e natura delle bacchete sono rimasto a bocca aperta, o la perfezione con cui la Rowling ci narra di fatti storici avvenuti nel mondo di maghi ( ad esempio ne “le fiabe di beda il Bardo, piccolo capolavoro a mio parere) con la stessa naturalezza con la quale potrebbe parlarci della rivoluzione francese. Insomma, per me la Rowling è un genio e un mito vivente!
25 giugno 2009 @ 16:39
Aster: non sarebbe mica male una versione in prosa delle opere di Omero, scritta da Licia
Il libro dovrebbe arrivare la prossima settimana.
Thirrin: aò, non limitarti ad attendere, datti da fare anche tu, scrivi.
CMT: già, alla fine forse conta solo come viene “percepita” la cosa.
Lyp: forse si tratta semplicemente di un dono divino
Moko: anch’io ho letto tutto della Rowling, e mi piace. Però della sua genialità ne riparliamo tra qualche anno
25 giugno 2009 @ 18:42