gesuita, ed anche un astronomo.
Era un “tolemaico”, pensava che la terra fosse ferma al centro dell’universo.
Dedicò gran parte della sua vita a smentire le teorie copernicane e le scoperte di Galileo.
Era convinto di avere una prova inconfutabile dell’immobilità della terra: le stelle apparivano perfettamente ferme.
Compì esperimenti precisi, utilizzando i migliori strumenti dell’epoca e giunse a conclusioni inoppugnabili. Poi dedicò il resto della sua vita all’ osservazione della luna e dei pianeti, facendo importanti scoperte.
Era un uomo tranquillo, che passo la vita cercando di dare un senso ed un ordine alle cose.
Era uno scienziato.

Robert Hooke venne a sapere delle conclusioni di Riccioli, informato da alcuni preoccupati “copernicani”. Uscì dall’abitazione senza dir nulla, visibilmente in preda alla fretta. Tornò seguito da alcuni operai e cominciò a far aprire una breccia nel soffitto e nel tetto. Poi tirò fuori alcune lenti e cominciò a molarle.
Si dice che, quando gli chiesero cosa stesse facendo, rispose: “Mi serve un telescopio di trentadue piedi per dimostrare che Ricciardi ha detto delle cazzate”.
Era un uomo terribile, beveva mercurio e non dormiva per giorni interi. Passò la vita superando i confini del possibile e tuffandosi nel vasto mare dell’ ignoto.
Era un eroe.

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