rete ho scoperto che ci sono persone che vanno alle presentazioni letterarie “armati” di telecamera.
Bella scoperta, direte voi, fotografare e filmare gli autori preferiti è cosa del tutto normale.
Ma io non mi riferisco ai fan o agli amici, bensì a persone che filmano, riascoltano i dialoghi, li trascrivono e poi li analizzano cercando errori e/o omissioni, dopodichè criticano.
Non sto a valutare la “giustezza” delle loro opinioni, come sapete da tempo rifiuto l’idea di una critica puramente oggettiva, sarà un mio limite ma non riesco a capire come si possa pesare l’arte e/o l’artista, ma anche l’artigianato e/o l’artigiano.
Quello che mi sconcerta è la critica a “scoppio ritardato”.
Io, se partecipo ad un dibattito, quando sento quella che ritengo una “colossale cazzata”, mi alzo e lo dico.
A me piace polemizzare e discutere, anche se riservo la moggior parte delle mie “energie” per questioni diverse dalla “qualità del fantasy italiano”. Ma se per caso capitassi ad una presentazione della Scavia o della Strazzulla, beh, di sicuro un paio di critiche gliele farei, ovviamente sempre nei limiti dell’ educazione.
Quello che mi preoccupa è la tendenza delle nuove generazioni a polemizzare utilizzando esclusivamente gli spazi virtuali.
Non penso che si tratti di “mancanza di coraggio”, piuttosto dell’ incapacità di ragionare ed argomentare con immediatezza.
Mah, probabilmente sono ormai troppo “all’antica”.

samuel-johnson