mi avesse mandato il testo del suo secondo libro, prima di pubblicarlo. E, visto che siamo già nell’ impossibile, supponiamo anche che mi avesse chiesto cosa avrei cambiato o eliminato prima di darlo definitivamente in pasto ai lettori. Per finire immaginiamo anche che mi chiedesse un giudizio, ovvero se il libro mi era piaciuto e, se si, quanto.
Ecco, il libro è “aperto” sul mio monitor. Per prima cosa lo leggo velocemente, alla ricerca di errori marchiani, contraddizioni, impossibilità logiche non funzionali alla storia e altre “sviste” di vario tipo. Ne trovo diversi, li annoto, poi ci penso un po’ sopra e ne cancello alcuni dalla lista, li correggo “da me medesimo”, inutile informare l’autrice. Sono sicuro che con un po’ più di tempo a disposizione ed un paio di riletture li avrebbe rilevati anche lei. Considero anche che non mi hanno impedito di capire la storia. Rileggo una seconda volta, solo le parti che riguardano combattimenti e lotte, con un occhio di riguardo alle armi utilizzate. Non sono soddisfatto dell’uso di alcune di esse, in particolare delle asce bipenni. Annoto quali, a mio parere, debbano essere sostituite. Controllo i nomi dei personaggi, non tutti mi soddisfano. Annoto quelli che mi convincono di meno, come ad es. Amorannon Asduvarlun, troppo lungo anche se ha il pregio di rispecchiare il carattere del suo proprietario. Prendo poi in esame il linguaggio, il “modo di scrivere” dell’autrice. In questo caso tanto di cappello, nemmeno in cent’anni riuscirei a scrivere così bene. Adesso un breve sguardo all’originalità, anche se sono convinto che tutto sia già stato raccontato ai tempi di Omero. E ne ho la conferma, nulla di originale, ma non per questo prevedibile. Giunge il momento di controllare se l’autrice ha “allungato il brodo”, un libro di più di 800 pagine rischia sempre grosso a questo riguardo. Niente, tutto bene, qualche leggera ridondanza ma nulla di fastidioso. Sono un po’ stupito. Non mi resta che leggere con calma e constatare quanto piacere traggo dalla lettura. Il prologo mi piace assai, teogonia non originale ma ben scritta e funzionale alla storia. Poi si entra subito nel vivo della storia. I personaggi sono numerosi così come le sottotrame, tuttavia la storia è ben gestita e per niente caotica. Non c’è nulla di troppo scontato e ben presto riesco a percepire il “messaggio” dell’ autrice. Mi sta parlando del bene e del male, dell’ odio e dell’amore. Argomenti affrontati piuttosto bene se consideriamo che la scrittrice è una ragazza di diciott’anni. I personaggi sono quasi tutti abbastanza convincenti, anche se alcuni un po’ troppo simili tra loro. Interessante come vengono trattati la pazzia ed il dolore. Tutto sommato il libro “scorre” bene e la “sospensione dell’incredulità” si attiva abbastanza frequentemente. Finisco la lettura e sono soddisfatto, il libro mi è piaciuto.
Ora dovrei aprire il programma di posta e scrivere una mail all’autrice, qualcosa del tipo:
“Ciao, il libro mi è piaciuto…cosa quasi incredibile visto che il primo era una schif…un po’ immatura.
Ho trovato la tua opera sufficientemente epica, e direi che hai ottimamente ammazzato e abbondantemente fatto scorrere il sangue (e non il bagnoschiuma
). Cose che mi piacciono sempre moltissimo. Riguardo al bene ed al male direi che cominci ad intravedere la loro natura, ma del dolore non ne sai ancora molto (per fortuna). Nella mia personale lista di autori italiani preferiti non sei ancora al livello di una Troisi, di un Falconi, un Dimitri o un D’Andrea…ma se continui così li “raggiungerai in fretta.
Ti allego la lista di alcune cose che io correggerei, non molte a dire il vero.”


Articoli
Beh dopo una rece del genre mi toccherà di leggerlo davvero
7 luglio 2009 @ 19:25
se valbe ci trova poco da ridire vuol dire che è proprio un bel libro.complimenti alla strazzulla…(o come si scrive..orsu nn son nemmeno italiana!:D)
7 luglio 2009 @ 20:18
Giulia: un miglioramento notevole…cosa che rende sempre più inspiegabile il primo libro.
p.s.: tra l’altro adesso l’ultimo libro è in offerta alla mondadori a 16 euro.
Cabo: si, è un libro che merita di essere letto, ovviamente non un capolavoro ma comunque qualcosa di non molto frequente di questi tempi
7 luglio 2009 @ 20:30
Dio, i libri che vorrei comprare son immensamente di più di quelli che riesco a leggere… Comunque se dici che merita vedo se riesco a infilare la strazzulla nella lista di libri to buy.
E… dulci sin fundo Veleno?
7 luglio 2009 @ 21:05
Tanto per la cronaca, le metto la S maiuscola solo se mi il libro mi piacerà, e dato che è improbabile che lo acquisterò a breve potrei non chiamarla mai S-trazzulla u__u
7 luglio 2009 @ 21:07
Beh allora bisogna farle sapere di questa recensione
X-Bye
7 luglio 2009 @ 21:17
Aster: Veleno lo recupero sabato, quando recupero anche mio figlio.
Imp: provvedi tu che sei amico su feisbuc
7 luglio 2009 @ 21:38
Bhe, se tu dici che il libro vale allora vedrò per la fine dell’estate di farci un pensierino! Dico per la fine xkè per ora ho una montagna di libri da leggere adagiati sulla mensola, per cui prima finirò quelli
7 luglio 2009 @ 21:56
Uhm… mi hai quasi convinto.
Ho detto quasi.
7 luglio 2009 @ 21:56
Dai…il primo libro è spiegabilissimo! Puoi prendere decine e decine di scrittori, e vedrai enormi cambiamenti da un libro all’altro dello stesso autore…lo si vede anche con la Troisi, a mio parere. Figurati che la Strazzu aveva 18 anni quando ha scritto il romanzo sul bagnoschiuma elfico. Poteva solo migliorare, mi sa. Fatto sta che è cresciuta (non solo anagraficamente). Resto dell’idea che per la sua prima epserienza gran parte della responsabilità sia da affibbiare a editor & co.
7 luglio 2009 @ 22:14
Per me è difficile stendere una trama, mi mancano i connettori tra le sequenze principali, lo trovo un lavoraccio estenuante -_____-
7 luglio 2009 @ 22:50
e infruttuoso.
7 luglio 2009 @ 22:50
Moko: bene, finisci prima la “rimanenza”, così magari il libro cla ancora di qualche euro
Stefano: ti dirò, ha scritto un libro più “onesto” di quelli che certi autori celebrati scrivono solo per allungare il brodo e incassare…ad es. Goodkind
Giulia: ecco da dove deriva la mia recente perplessità sugli editor
Aster: invece di pensar troppo a “connettere” scrivi!
Solo con la pratica si allenano i neuroni
Mal che vada fai la fine del grande scrittore che consiglia la stessa cosa, ovvero arrivi alla fine del libro senza un finale e te ne devi inventare uno sul momento
7 luglio 2009 @ 23:51
Val, lo sai – vero – che ti voglio bene?
8 luglio 2009 @ 11:03
Il guaio è che il finale ce l’ho in mente, ma non lo svolgimento!!
8 luglio 2009 @ 18:05
G.L.: vedremo dopo che hai letto i libri che ti ho consigliato se mi vorrai ancora bene
Aster: oh, ma se sai il finale allora sei apposto…tutte le strade alla fin fine portano a Roma
8 luglio 2009 @ 18:08
Go capìo, ma non riesco a costruire quelle strade… dici che devo studiare architettura?
8 luglio 2009 @ 18:13
porcaccia e chi se lo aspettava… vabbè che peggio era difficile, va beeeeene mettiamo pure strazzu nell’elenco dei libri da leggersi e vediamo cosa ne vien fuori
9 luglio 2009 @ 09:00
Eleas: diciamo che mi ha stupito di più il primo libro rispetto al secondo
9 luglio 2009 @ 11:13
troppo brutto per essere vero?
9 luglio 2009 @ 17:26