che, di primo acchito, sembrano facili.
Cucinare è una di queste.
Prendiamo ad esempio il minestrone. Gli ingredienti sono banali e la preparazione appare non troppo complicata, addirittura facile rispetto a piatti molto più elaborati.
Eppure il risultato finale è spesso sconfortante, tanto da instillare il disgusto in molti bambini, che “da grandi” preferiranno aprioristicamente la pastasciutta.
Però, quando i dosaggi sono perfetti, quando il tempo di cottura è preciso, quando l’alchimia riesce in tutti i suoi più esoterici aspetti…ah, allora possiamo gustare qualcosa di divinamente buono. Capace di solleticare e saziare tutte le nostre papille gustative.
Stessa cosa con i libri.
Metto in pentola adolescenti incapaci di comunicare, una donna di mezza età baciata dal successo e dalla solitudine, un demone tanto bello quanto privo di morale, un uomo che crede di amare ed essere riamato…..condisco il tutto con la paura, la rabbia, l’odio, l’amore…faccio bollire sul fuoco del desiderio…aggiungo un pizzico di Crowley, una punta di Wicca, una spruzzatina di Giappone…e poi servo in tavola.
Il risultato è assicurato, capace di soddisfare anche palati esigenti.
Ah, a chi volesse assaggiare posso dire che il nome del piatto è Esbat,  lo trovate nelle migliori gastronomie… pardon, volevo dire librerie…e la cuoca la trovate qui.

esbat