superata solo grazie al mio rimedio universale, sono giunto ad una certezza.
E’ evidente che stavolta lo studio Ghibli non ce la farà passare liscia e ci sarà un nuovo embargo per l’italia.

Sarà infatti impossibile che passino sopra al tremento commento di Eleas, che in un impeto di furore patriottico ha coniato l’appellativo: minghiazuky tamagochi.
Dopo aver riso per tre quarti d’ora (forse anche per uno spiacevole effetto collaterale del rimedio), ho purtroppo capito a chi si riferisse…ovviamente mi dissocio, prendo le distanze, preparo una via di fuga, faccio testamento, ecc… :D

Però…però…eccheccavolo…una cosa voglio dirla.
Non è che noi italiani in campo artistico non possiamo dire la nostra o, peggio ancora, siamo “di serie B”. Abbiamo avuto, ed abbiamo tutt’ora, grandissimi artisti.

Ed ora vi voglio postare una creazione che ha poco da invidiare a produzioni straniere ben più famose, e che sul mio scaffale riposa accanto a Mononoke Hime.
Opera che ha la colonna sonora di un certo Morricone, e che ha visto la partecipazione di Paolo Barbieri.

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