superata solo grazie al mio rimedio universale, sono giunto ad una certezza.
E’ evidente che stavolta lo studio Ghibli non ce la farà passare liscia e ci sarà un nuovo embargo per l’italia.
Sarà infatti impossibile che passino sopra al tremento commento di Eleas, che in un impeto di furore patriottico ha coniato l’appellativo: minghiazuky tamagochi.
Dopo aver riso per tre quarti d’ora (forse anche per uno spiacevole effetto collaterale del rimedio), ho purtroppo capito a chi si riferisse…ovviamente mi dissocio, prendo le distanze, preparo una via di fuga, faccio testamento, ecc…
Però…però…eccheccavolo…una cosa voglio dirla.
Non è che noi italiani in campo artistico non possiamo dire la nostra o, peggio ancora, siamo “di serie B”. Abbiamo avuto, ed abbiamo tutt’ora, grandissimi artisti.
Ed ora vi voglio postare una creazione che ha poco da invidiare a produzioni straniere ben più famose, e che sul mio scaffale riposa accanto a Mononoke Hime.
Opera che ha la colonna sonora di un certo Morricone, e che ha visto la partecipazione di Paolo Barbieri.


Articoli
Val,ma cosa mi tiri fuori (?!)
24 luglio 2009 @ 12:11
Paolo: un bel film
Che avrebbe potuto essere l’inizio di produzioni italiane assolutamente all’altezza di quelle internazionali, invece così non è stato…purtroppo
24 luglio 2009 @ 12:21
L’ho visto e volevo a tutti i costi adottare il coccodrillo che piangeva
Barbieri ha trattato i paesaggi, dico bene?
24 luglio 2009 @ 13:56
Giulia: ha colorato le tavole delle scenografie
24 luglio 2009 @ 14:22
Ho come l’impressione che i nostri concetti di “bel film” siano molto, molto, molto differenti… ^___^;;;
24 luglio 2009 @ 14:54
CMT: però concordiamo su certi b-horror
p.s.: i film di Miyazaki ti piacciono ?
24 luglio 2009 @ 14:57
Uhm… se Miyazaki è quello del Castello Errante di Howl… ho visto solo quello e qualche difettuccio l’aveva, ma nel complesso sì, mi è piaciuto ^_^
24 luglio 2009 @ 19:35
Davvero bello qule film, ero piccino quando lo vidi la prima volta XD
Anch’io adoro Miyazaki: la città incantata, il castello errante di Howl, la principessa Mononoke..bellissimi!
25 luglio 2009 @ 04:44
Comunque Val ti invito a leggere il mio ultimo post dove si scopre che sia il vero colpevole del casino del Mondo Emerso. XD
Per il film in questione mai visto e mai lo vedrò, sono allergico ai film italiani…
X-Bye
25 luglio 2009 @ 09:53
CMT: è lui…tra l’altro il Castello errante è la sua opera che mi piace di meno
Moko: peccato che il figlio non sia ancora all’altezza del padre
Imp: mai dire mai
25 luglio 2009 @ 11:06
cavolo, e dire che quando è uscito, “aida” l’ho ignorato dando per scontato fosse uan boiata.
Dovrò recuperarlo
25 luglio 2009 @ 11:26
Sauron: recupera…anche solo per ascoltare la colonna sonora e l’interpretazione di Filippa Giordano.
Ti copioincollo anche un vecchia recensione (non mia) così ti fai un’idea
«Manuli, il regista, e tutto lo staff hanno optato per uno stile […] che unisse la tecnica di animazione classica a quella tridimensionale e, soprattutto, con una storia di avventura nel senso classico del termine che rinvia più che altro al modello disneyano. Coraggio, quindi, e anche abilità: non si può rimanere indifferenti alle splendide scenografie di Victor Togliani e ai colori onirici che tratteggiano gli splendidi luoghi di Arborea, ma anche i tetri e meccanici ambienti di Petra. Il colore sempre irreale, splendente e onirico è un tratto davvero unico di questo cartoon. Ma non lascia indifferente neanche la colonna sonora di Ennio Morricone che accarezza i toni epici, quelli più romantici e leggeri con una padronanza eccellente e soprattutto con una capacità unica nell’introiettare gli spettatori nei mondi visivi di Aida e nelle situazioni drammatiche. Un altro carattere distintivo della pellicola è la qualità della regia che sa orchestrare i momenti narrativi del film con maestria, dando largo spazio sia alla storia d’amore tra Aida e Radames, sia alle situazioni belliche, sia ai personaggi di contorno, riuscendo nell’intento di portare avanti fa storia con la complicità di momenti divertenti e drammatici, giocando sulla curiosità e lo stupore soprattutto dei più giovani spettatori. Va sottolineata anche la continua ricerca di movimento nelle immagini: le panoramiche, le visioni dall’alto e i cambi veloci del punto di vista, riescono nell’intento di catturare l’attenzione e portarla continuamente da un punto all’altro degli ambienti e della narrazione. Detto questo, va anche sottolineato che cosa non risulta del tutto riuscito: in primo luogo la convivenza tra disegno bidimensionale e tridimensionale, a volte stride; se la scelta del 3D appare affascinante nella costruzione della divinità maligna Satam, reso ancora più terribile proprio dalla monumentalità del disegno e dei suoi movimenti, quando però nell’immagine sono presenti sia il disegno 3D che quello classico si ha, a volte, una sensazione quasi di sovrapposizione di piani, come se fossero il risultato di mondi diversi »
25 luglio 2009 @ 11:42
@Sauron; guarda che mica ti sbagliavi
Buchi di trama così grossi che ci passerebbe dentro il Titanic senza urtare le pareti, sceneggiatura saltellante, passaggi privi di ogni senso logico…
Quando lo vidi scrissi una recensione dettagliata, ma purtroppo non riesco più a trovarla.
26 luglio 2009 @ 11:04