a volte si tratta di semplici meccanismi come il solletico, oppure una grande paura che di colpo scompare e lascia il posto ad un riso liberatorio.
Io però voglio parlarvi della comicità.
Molto si è detto sull’umorismo, e già Aristotele tentò di definire ciò che è comico.
Bergson ha stabilito con certezza che non c’è niente di comico al di fuori del comportamento umano.
Ma quali sono i comportamenti che inducono al riso?
Solo ed esclusivamente quelli che in cui percepiamo l’inferiorità, quelli che ci fanno sentire superiori.
Una disgrazia e sempre divertente, a patto che ci sia una sospensione della simpatia e dell’ empatia.
Se non ci si indentifica in alcun modo con chi è l’oggetto del riso è possibile anche ridere di un ebreo che incespica, inseguito da cani lupo.
Questo però non vuol dire che si è malvagi.
Il male è sempre compassionevole e disapprova la comicità.


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Mai immagine fu più adeguata… splendido personaggio Il comico!
Che tra l’altro riassume alla perfezione quello che hai appena detto
26 luglio 2009 @ 09:53
Ma lo sai che il comico è morto?
(scusa, questa te la devo spiegare: dopo aver visto Watchmen io e la comitiva di scambisti siamo andati avanti per giorni e settimane con questa tiritera… all’improvviso, uno si voltava tutto sconvolto e esordiva con questa frase lapidaria… e giù, per ore. Ci si diverte con poco, è vero.)
Comunque non so se è vero che il male è sempre compassionevole… ci devo pensare. Lo farò fra un seminarista che ha perso qualcosa e l’altro che vuole che gli apra l’aula dei contrabbassi.
26 luglio 2009 @ 10:26
Tanabrus: Quando ho letto Watchmen la prima volta mi son detto: ‘sta cosa è “densa” come la Commedia di Dante…ci puoi far star dentro tutto l’universo.
Lyp: eheheh, mi piacciono gli attacchi di “ridarola”
Pensaci tra un contrabbassista e l’altro…ma occhio a no nconfondere male con crudeltà
26 luglio 2009 @ 11:21