vent’anni dalla prima volta che ho comunicato con qualcuno usando un computer.
Ho usato molti nick e, devo confessarlo, c’è stato un periodo in cui trolleggiavo allegramente.
A volte però intavolavo delle discussioni tremendissime ed interminabili.
Poco fa, mentre facevo una ricerca, me ne è capitata casualmente sott’occhio una.
Ricordo che affermai che il popolo ebraico non era immune dal razzismo…immaginate che putiferio scatenai.
Ecco di seguito un breve estratto, che vi fa capire quanto fossi “serious” all’epoca…menomale che poi la grappa mi ha salvato :D

“Facciamo alcune premesse: definire una dottrina razzista vuol dire semplicemente che essa ha la capacità di alimentare il razzismo.
Il razzismo è proprio dell’ individuo (sia esso ebreo, palestinese, ecc…)ed è preesistente nell’ animo umano in quanto elaborazione della reazione spontanea alla diversità.
Non credo che la Torah vada interpretata o tradotta, Ezra traduceva in aramaico dopo la lettura del Sefer Torah solo perchè in seguito alla cattività babilonese questa lingua era la più parlata. Lo stesso Targum dei farisei era nato dalla necessità di comunicare con chi ormai non conosceva la lingua d’origine ma veniva sempre rigorosamente dopo la lettura in ebraico.
E’ vero che l’invito di Ezra (10,1-16) e Neemia (13,23-30) a ripudiare le mogli va inserito in un preciso contesto storico, ma non credo sussistano dubbi sulla traduzione e sulla volontà di preservare pura la razza ebraica.
Ricordo poi, e si potrebbe dimostrare, che il razzismo è generato dalla paura, sia essa quella di perdere i propri privilegi o la propria identità.
Ritengo infine un errore considerare il razzismo esclusivamente una teoria filosofica, come molte altre parole ha acquisito col tempo un significato più ampio e …”

professor