Da bambino passavo dei pomeriggi interi a riflettere su questa piccola operazione.
Mi chiedevo il perchè del risultato ed ero confortato dal poter formulare risposte certe se riamanevo in campo matematico.
Però, appena applicavo la piccola operazione al mondo fisico cominciavano i guai.
Nelle giornate di pioggia vedevo le gocce scivolare lungo i vetri, incontrarsi ed unirsi in una nuova goccia, allora mi sembrava evidente che in certi casi 1 + 1 = 1, ma l’uno del totale era diverso dagli addendi, e conservava la quantità d’acqua ma poteva variare la forma e la superficie.
E ragionavo sulla forma e sul fatto che l’attrito impediva il formarsi di una figura con una superficie minima.
E quando mettevo un disco mi capitava di pensare a suoni che si sovrapponevano ed il risultato era un suono diverso dai primi due, ma unico.
Se poi si parlava di chimica le cose peggioravano e si finiva per arrivare alla fisica nucleare ed a un certo Einstein e addio. Perchè ‘sta faccenda che quando si fondono due atomi quello che risulta non è la stessa quantità di materia iniziale…beh, ci ho messo un po’ a capirla.
Per fortuna che quando finivo di cenare mia nonna metteva in tavola il cesto delle mele e io ne prendevo due, le mettevo nel piatto e ne mangiavo una.
Credo che quella brava donna si sia sempre chiesta perchè facessi una cosa simile.
Ma io volevo solo ritornare ad un mondo in cui 1 + 1 = 2

mela