Da bambino passavo dei pomeriggi interi a riflettere su questa piccola operazione.
Mi chiedevo il perchè del risultato ed ero confortato dal poter formulare risposte certe se riamanevo in campo matematico.
Però, appena applicavo la piccola operazione al mondo fisico cominciavano i guai.
Nelle giornate di pioggia vedevo le gocce scivolare lungo i vetri, incontrarsi ed unirsi in una nuova goccia, allora mi sembrava evidente che in certi casi 1 + 1 = 1, ma l’uno del totale era diverso dagli addendi, e conservava la quantità d’acqua ma poteva variare la forma e la superficie.
E ragionavo sulla forma e sul fatto che l’attrito impediva il formarsi di una figura con una superficie minima.
E quando mettevo un disco mi capitava di pensare a suoni che si sovrapponevano ed il risultato era un suono diverso dai primi due, ma unico.
Se poi si parlava di chimica le cose peggioravano e si finiva per arrivare alla fisica nucleare ed a un certo Einstein e addio. Perchè ‘sta faccenda che quando si fondono due atomi quello che risulta non è la stessa quantità di materia iniziale…beh, ci ho messo un po’ a capirla.
Per fortuna che quando finivo di cenare mia nonna metteva in tavola il cesto delle mele e io ne prendevo due, le mettevo nel piatto e ne mangiavo una.
Credo che quella brava donna si sia sempre chiesta perchè facessi una cosa simile.
Ma io volevo solo ritornare ad un mondo in cui 1 + 1 = 2


Articoli
E’ semplice Valsecchio, basta pensare che una grappa che ti frego + un’altra grappa che ti frego fanno due grappe che ti ho fregato… capito?
26 agosto 2009 @ 18:06
Mad: ma tu poi la bevi e mi rimangono solo le bottiglie vuote…e allora se una bottiglia piena più una bottiglia piena mi dà due bottiglie vuote…. mah
26 agosto 2009 @ 18:28
Usignur…io da bambina avevo già iniziato aarlare con le fate..ma quasi
26 agosto 2009 @ 19:50
quasi ero più normale di te
26 agosto 2009 @ 19:53
Giulia: eri sicuramente più normale di me…certo che ora…chissà…
26 agosto 2009 @ 20:44
Io mi limitavo a fare operazioni a catena (1+1=2+2=4+4…) costringendo così mia madre a spiegarmi le operazioni col riporto prima di iniziare la scuola, ma tanto sapevo già da allora che la matematica è un’opinione per cui non cercavo di comprenderne il senso ^__-
26 agosto 2009 @ 20:46
Beh ora…direi che nessuno di noi due può definirsi normale
26 agosto 2009 @ 20:53
CMT: posso dirti che hai fatto la cosa giusta a non cercare la verità nella matematica.
Giulia: meglio così, del resto i normali hanno bisogno di persone come noi per potersi definire tali
26 agosto 2009 @ 20:57
Io da piccola mi facevo più o meno la stessa domanda. Avevo la stoffa per diventare una piccola Valberici e non l’ho mai saputo? O.O
26 agosto 2009 @ 22:23
Fed: ma meno male che non lo sei diventata, ti è andata bene
26 agosto 2009 @ 22:33
“Sei lento a imparare, Winston” disse O’Brien, con dolcezza.
“Ma come posso fare a meno…” borbottò Winston “come posso fare a meno di vedere quel che ho dinanzi agli occhi? Due e due fanno quattro.”
“Qualche volta, Winston. Qualche volta fanno cinque. Qualche volta fanno tre. Qualche volta fanno quattro e cinque e tre nello stesso tempo. Devi sforzarti di più. Non è facile recuperare il senno.”
27 agosto 2009 @ 10:15
VioVyB: “Se tu sei un uomo, Winston, tu sei l’ultimo uomo. La tua specie è estinta; noi ne siamo gli eredi. Ti rendi conto che sei solo? Tu sei fuori della storia, tu non esisti”
27 agosto 2009 @ 11:13
o.O la matematica è un’opinione
27 agosto 2009 @ 18:05
Kia: ti ricordi gli Scienziati di Viterbo?
27 agosto 2009 @ 19:28