e, secondo il mio modesto parere, non tutti sono “degni” di essere pubblicati.
E non è certo una garanzia la casa editrice famosa, infatti ho letto libri terribili pubblicati da Mondadori, Feltrinelli & co.
Però sovente mi imbatto in buone letture, quindi credo proprio che continuerò a cercare e leggere le “opere prime”.
Oggi vi parlo di un libro che mi ha fatto trascorrere piacevoli momenti.
In esso ho ritrovato i classici elementi di una fiaba, individuati a suo tempo da Propp.
Si parte da un equilibrio iniziale che viene infranto, in questo caso con la partenza di due dei quattro protagonisti. Fortunatamente, almeno dal mio punto di vista, non si continua con la classicissima “recherche” di un qualcosa o qualcuno che possa fermare l’avanzata del male. Ma si segue il binario della crescita e formazione dei personaggi, utilizzando alcune delle 31 sequenze come, ad es., l’allontanamento, la marchiatura e il ritorno.
Ma non temete, la storia non è affatto noiosa o con un sapore di “già visto”, tutt’altro.
E mi è piaciuta anche la capacità dell’ autore di ben gestire una trama sufficentemente complessa fin dalla sua prima prova.
Dulcis in fundo l’autore “ammazza” personaggi alla grande, proprio come piace a me, fino al raggiungimento di un finale apertissimo che non suggerisce un seguito, ma lo impone.
Difetti? Si, ce ne sono, come è logico trovarli in un’opera prima.
I principali sono una certa ridondanza del linguaggio e un ricorso eccessivo all’ iperbole.
Diciamo dunque che il contenitore può essere migliorato, ma il contenuto è buono e vale la pena di gustarlo.

terzo-regno