con un paio di poesie.
La prima è della Dickinson:
She died at play -
Gambolled away
Her lease of spotted hours,
Then sank as gaily as a Turk
Upon a Couch of flowers -
Her ghost strolled softly o’er the hill -
Yesterday, and Today -
Her vestments as the silver fleece -
Her countenance as spray -
Ella morì giocando -
Saltellò via
Dal suo affitto di ore variopinte,
Poi affondò gaia come un Turco
In un Giaciglio di fiori -
Il suo fantasma vagò lieve sulla collina -
Ieri, e Oggi -
Come un vello d’argento le sue vesti -
Simile a un soffio il suo aspetto -
La seconda del Carducci:
La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;
va per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor de i vini
l’anime a rallegrar.
Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppietando:
sta il cacciator fischiando
sull’uscio a rimirar
tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.

Articoli
Carducci..bravissimo!
Complimenti Val…bel post!
X-Bye
12 dicembre 2007 @ 23:53
a me piace molto molto di più la prima..
“Il suo fantasma vagò lieve sulla collina
Ieri, e Oggi
Come un vello d’argento le sue vesti
Simile a un soffio il suo aspetto ”
fichisssssimo!
13 dicembre 2007 @ 11:09
molto belle. se ti piacciono devi avere un indole poetica
13 dicembre 2007 @ 11:31
Imp: Noto che ti piace il nostro “Poeta nazionale”. E grazie per l’apprezzamento
Ila: Non avevo dubbi che ti piacesse la Dickinson
utan: lo spero
13 dicembre 2007 @ 21:22
Anche io la penso come Ila… anche se il buon vecchio Carducci non va trascurato, neh!
13 dicembre 2007 @ 21:23
Lyp: assolutamente no
13 dicembre 2007 @ 22:53