la calma conservata dopo essermi accorto di avere un occhio non più funzionante.
Non credo che ci sia nulla di strano, semplicemente non mi spaventa che il mio corpo abbia dei limiti o “perda dei pezzi”.
L’uomo, se vuole, riesce sempre a gestire con tranquillità ogni tipo di situazione, a patto di non provare timore o paura.
Ma tutti abbiamo paura di qualcosa, altrimenti saremmo dei pazzi votati all’annientamento.
Nel Protagora, Platone ci mostra un Socrate che indaga sulle virtù e  dice che ci spaventa ciò che non conosciamo.
E’ vero, quello che si conosce non può spaventarci, ma c’è un’ eccezione, così come accadeva con l’arte.
C’è una cosa che ci spaventa anche e soprattutto se la conosciamo: il dolore.
Non vi nascondo che io sono particolarmente terrorizzato dalla possibilità di dover soffrire.
In passato mi è capitato di provare dei dolori molto forti e di non poter ricorrere ad antidolorifici. In quell’occasione mi sono reso conto che un istante può durare all’infinito e la mente umana può raggiungere soglie di consapevolezza normalmente inimmaginabili.
Mi sono anche reso conto che un dolore intenso è assolutamente uguale ad un piacere intenso.
Quindi un certo Pinhead non ha tutti i torti quando parla del piacere.
Ma torniamo all’alieno di qualche post precedente.
Vi faccio un paio di domande: secondo voi il dolore è qualcosa di universale? Essere vivo vuol dire essere in grado di soffrire?

hellraiser_pinhead