di osservare la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni”
Ventitre anni fa pronunciai queste parole, davanti al mio comandante e alla bandiera di guerra.
Mi sentii orgoglioso e fiero.
Ora provo solo una grande amarezza.

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Non riesco a commentare, non riesco a scrivere qualcosa di sensato. A causa di gente come Bush, Blair e tutti gli altri leader occidentali… sono morti moltissimi giovani… e per cosa? Per delle missioni di pace? La pace non si porta con il fucile spianato…
X-Bye
22 settembre 2009 @ 18:18
agazzi su sta cosa non sono proprio d’accordo, l’alternativa qual’era lasciare l’afghanistan in mano ai talebani? i talebani sono un’alternativa politicamente valida? Ora no. Un tempo quando lì c’era infognata l’urss lo furono. Adesso invece no.
Umanamente invece non lo sono mai stati. Io ho visto alcune scene di quello che facevano fare e sono rimasto davvero impressionato. Sono dei pazzi. La retorica del pacifismo serve a poco. Per due motivi.
1. siamo lì e abbiamo impegni internazionali da onorare
2. andarsene vorrebbe dire lasciare mano libera a gente che non è altro che macellai assetati di sangue, vi ricordo che questi son gli stessi che obbligavano le donne a sgozzare il tal tizio perché aveva ucciso il loro marito SGOZZARE!
Gli uomini el contingente internazionale sono lì in guerra, poco da dire e questa forse è la sola obiezione valida, la nostra Costituzione non lo prevede. Ma andarsene cosa risolverebbe?
22 settembre 2009 @ 18:26
Credo di non sperne abbastanza per commentare: la faccenda è davvero, davvero complicata. Non credo che saprei prendere una decisione sensta e ponderata se toccasse a me decidere.
Tutto quello che posso dire è che mi dispiace: mi disiace per questi sei ragazzi italiani così come per tutti gli altri: ragazzi, vecchi, donne, uomin, bambini… tutti quelli che si trovano a perdere la vita per delle questioni che, in fin dei conti, non li riguardano affatto, perché, diciamocelo, la gente la guerra la subice, non la vuole.
22 settembre 2009 @ 18:32
E’ un problema di linguaggio. Il motivo per cui i soldati italiani in A. mi fanno una gran pena è semplice quanto brutale.
Le guerre non si fanno. Non si fanno non perchè io sia un pacifista senza se e senza ma, ma perchè quando si fanno bisogna vincerle. Per vincere una guerra c’è solo un modo: devi essere il più crudele possibile.
I soldati italiani sono stati chiamati a compiere una missione di peacekeeping (come il Kosovo) MA in un territorio in piena guerra. E questi sono i risultati.
L’Afghanistan è imprendibile. Nessuno, mai, riuscirà a conquistarlo e/o pacificarlo (lo sapeva pure Watson). La differenza sostanziale è: tu vuoi sopravvivere, il mujaheddin spara col sorriso sulle labbra. E lo facevano anche PRIMA dei talebani. Si chiama cultura tribale. Se non ci sono riusciti i sovietici che dei Diritti Umani potevano sbattersene allegramente, non ci riuscirà la Nato. Punto. L’unica cosa sensata da fare è pacificare poche aree che fungano da “esempio”. Per il resto si va sui lunghi termini.
Scusate il tono cupo.
22 settembre 2009 @ 18:48
Imp: una delle cose che mi disturba è proprio l’ipocrisia dello stato riguardoa queste missioni. C’è una guerra in corso, lo si dica chiaro e tondo.
Eleas: la tua obiezione è anche la mia, si tratta di una guerra, e in guerra si va con la pura e semplice intenzione di sconfiggee il nemico.
Riguardo al resto credo che nemmeno tu sia convinto che “siamo lì” per un motivo etico. Se così fosse direi che abbiamo sbagliato priorità, prova ad es. a pensare al Darfur, dove si dice che la guerra è finita e le persone continuano a morire.
Fed: la mia amarezza deriva anche dal veder morire soldati che sarebbero ancora vivi se si chiamassero le cose col loro nome e si agisse di conseguenza.
Purtroppo però sarebbero morte altre persone.
GL: nemmeno io sono un pacifista, e concordo con te sul fatto che se si va in guerra si va per vincere.
Ma ormai in italia la confusione e la disinformazione regnano sovrane.
Poco tempo fa vedevo sfilare pacifisti, e nel corteo c’erano numerose bandiere con l’effigie del Che.
Aggiungo solo che, personalmente, sono disgustato dalle guerre e dalle uccisioni, lo considero un tale spreco…
22 settembre 2009 @ 19:04
Se partire armati e col fucile puntato sia missione di pace…guarda davvero non so che dire e non so cosa pensare, se non alla brutta sorte toccata a quei poveri ragazzi.
22 settembre 2009 @ 20:54
a me dispiace per i ragazzi morti, per le loro famiglie, per tutti quelli che ancora moriranno perchè non so voi ma la vedo lunga se non infinita come cosa. Quello che non sopporto è che la chiamano ancora missione di pace. No ma scherziamo? se si va con le armi è guerra
22 settembre 2009 @ 22:24
Moko: si, una sorte davvero brutta, che ha accomunato soldati e civili.
Kia: durerà fino a quando non ritireremo le truppe. Purtroppo L’Afganistan è un territorio impossibile da controllare.
22 settembre 2009 @ 22:53
in realtà noi siamo lì per portare a un popolo la nostra “democratica civilizzazione”, cosa che mi vede assolutamente contraria. tutti a fare i pacifisti, a dolersi per dei ragazzi che in fin dei conti sono morti sul lavoro! qualcuno si rende conto che potrebbe anche finire domani la missione in afghanistan, ma continuerebbero a esserci un altro centinaio di guerre più sfigate che nessuno nomina? guerre fatte non da soldati addestrati, ma da soldati bambini. macchissenefrega! quelli sono neri e per di più africani. o forse il problema non è tanto la guerra ma il fatto che son morti dei figli della patria? (il che, da una parte, accresce tanto il patriottismo, dall’altra ci permette di rispolverare le bandiere italiane che tenevamo nell’armadio dalla sera dei modiali)
ma, secondo voi, se noi adesso facessimo un salto nel medioevo e imponessimo ai signori del tempo la nostra cultura e la nostra democrazia, come ci tratterebbero? ci combatterebbero oppure direbbero “prego signori accomodatevi e fate come se foste a casa vostra”?
ogni paese ha bisogno dei suoi tempi per evolvere e ogni paese, anche il nostro, ha conosciuto violenze e torture, le vere rivoluzioni nascono dal cuore di uno stato, dalla gente.
che gli insegnino a costruire “la resistenza” sempre se vogliono resistere, magari a loro sta bene così.
l’afghanistan sta prendendo la piega del vietnam.
22 settembre 2009 @ 23:44
Quella afghana è una guerra inutile, senza sbocchi, così come le morti di quei ragazzi. Questo mi addolora molto, e il fatto che siano morti col fucile in mano non diminuisce il mio dispiacere. Certo erano soldati, ma questo non fa di loro carne da macello. Il fatto che conoscessero i rischi del loro lavoro non mi fa stare meglio, perchè i loro figli sono orfani quanto quelli della Thyssen, e la loro vita non vale nè più nè meno di quella di un operaio. Quindi, esattamente come Valberici, sono amareggiata, perchè questa guerra perde senso (se mai l’ha avuto) ogni giorno di più. E i nostri ragazzi muoiono, così come i civili e i soldati del resto del mondo. Muoiono per qualcosa di oscuro, per interessi che sempre più con determinazione mi sfuggono. Vorrei solo sapere cosa facciamo noi italiani lì. E vorrei la verità, la vorremmo tutti. Mi basta un buon motivo, uno vero, e almeno potrei dare un senso a quelle bare.
23 settembre 2009 @ 02:37
la democrazio non si può imporre. è un ossimomo. c’è una guerra in corso e stanno invadendo un a paese straniero. la cosa terribile è che gli invasori siamo noi.
23 settembre 2009 @ 14:12
e perdonatemi i refusi
23 settembre 2009 @ 14:14
val, GL: d’accordo in guerra si va per vincere, sta proprio qui il paradosso, siamo in zona di guerra con la capacità di intervento della croce rossa. Nel senso che dobbiamo pacificare. Ma che ti pacifichi se stai in guerra?
Val può anche darsi che siamo lì non per motivi etici ma perché si doveva leccare il culo agli americani (diciamolo), tuttavia ormai ci siamo e credo che gli italiani si stiano abbastanza ben comportando, come di solito fanno in queste zone. Han poco da fare i pirla come in somalia (non dimentichiamo che proprio la folgore se non erro fu al centro di durissime polemiche per le vilenze carnali su alcune donne del luogo).
GL: credi che sia realistico pensare di pacificare ALCUNE zone e poi filare via? tempo zero sarebero nuovamente in mano ai talebani.
Val: è verissimo ci sono guerre dimenticate. Sul mio blog avevo fatto lapposita rubrica avevo parlato di somalia e poi avevo lasciato cadere la cosa. Mi sa che la riprendo in mano.
23 settembre 2009 @ 16:01
c’era una volta un signore di nome George W. che decise di giocare a nascondino con un altro signore di nome Osama. George, per assicurarsi la vittoria, volle invitare anche i suoi amici europei a questo gioco, loro chiesero il permesso a mamma ONU (che ha sempre avuto un debole per la stirpe di George W.) così partirono alla ricerca di Osama che però non era scemo per niente e si face beffe di loro per tanti anni, nascondendosi nelle grotte, nelle case, ovunque ci fosse qualcuno disposto a coprirlo.
e come direbbero i fratelli Grimm… se nessuno li ha cacciati, sono ancora là.
non è una guerra signori! dobbiamo solo trovare Bin Laden e nel frattempo, per portare l’attenzione su qualcosa che sia meno ridicolo di una caccia all’uomo che dura da 7 anni, diciamo che vogliamo aiutare la gente afghana a liberarsi del regime talebano.
poi, naturlamente, davanti ai brogli elettorali nessuno dice niente, o meglio, gli sipettori ONU hanno detto che “si ventilava l’ipotesi” poi che “sì c’erano stati dei brogli” eppure il sig Karzay (non so come si scrive) è ancora a capo del paese. bel modo di portare la democrazia!
23 settembre 2009 @ 17:53
no ma naeel nessuno ha mai parlato di portare la democrazia per carità. E poi questa non è una caccia a nessuno, di bin laden non frega più niente a nessuno anche perché sanno tutti che sta nella villa a Miami Beach di GWB.
Qui si tratta a sto punto di decidere banalmente se lascare un paese in mano a dei macellai o contenere le perdite, ma come diceva GL è un lavoro sporco e di medio lungo periodo. Se lo si vuol fare per bene si deve entrare nell’ottica che le truppe occupanti non possono andarsene perché i loro politici si cagano sotto. Eppure accadrà questo (io non sono profeta nè ho parenti profeti): a un certo punto medio-breve periodo le truppe coalizzate diranno bye bye e nel medio periodo i capi tribù torneranno kabul esattamente come quando andarono via i sovietici e da quel momento in poi si ri-scateneranno lotte intestine a carattere tribale in cui capirci qualcosa sarà assolutamente impossibile a meno che uno non lo faccia per mestiere.
23 settembre 2009 @ 18:43
eleas: per non essere un profeta hai in testa un quadro piuttosto chiaro. io sono un po’ più disillusa e non credo che tot. paesi del mondo abbiano così tanto a cuore il destino di quella gente. mi sembra così ovvio che è una missione nata per “capriccio”, voglio dire, gli americani non sapevano neanche dove fosse l’afghanistan fino al 10 settembre 2002, adesso invece sembra che non ci dormano la notte per “non lasciare quel paese in mano a dei macellai”, dimmi: ci credi davvero?
ricordi il mazzo di carte da poker con le facce dei teroristi più ricercati? man mano che li catturavano (quelli residenti in america, naturalmente) mostravano la carta, manco fosse il mercante in fiera, eppure c’è un asso che ancora non è venuto fuori!
23 settembre 2009 @ 19:45
Aggiungo solo una cosa.
Non mi sono piaciuti i funerali, ed è stata proprio la loro visione che ha “aggiunto la goccia” che mi ha spinto a scrivere questo post.
Non vi dico cosa mi ha dato fastidio ma vi dico come avrei voluto che fossero se io fossi stato al posto di quei poveri ragazzi.
Mi sarebbe piaciuta un cerimonia sobria, alla quale partecipassero i miei famigliari, il mio comandante e i soldati della mia brigata.
E avrei voluto sulla mia bara la bandiera di guerra e poi il saluto dei miei compagni di missione e della brigata. Null’altro.
23 settembre 2009 @ 20:27
concordo Valbe. anche se non so proprio come sia la bandiera di guerra.
23 settembre 2009 @ 21:17
LNaeel: per l’esercito il drappo è sostanzialmente uguale a quello “civile”.
23 settembre 2009 @ 21:45
naeel: scusa il ritardo, ho detto poco più sopra mi par che il motivo per cui gli usa sono lì non è umanitario, mi permetto solo di farti/vi notare che gli USA sapevano benissimo dove stava l’A. in quanto negli anni ottanta erano loro a finanziare coloro che adesso combattono contro l’unione sovietica.
Ho detto che adesso i talebani non hanno più convenienza politica alcuna. Quindi vanno eliminati, che poi questo coincida con un bene eccelso per l’universo è un fatto puramente tangenziale.
24 settembre 2009 @ 09:16
Concordo con te riguardo ai funerali “sobri”, svolti solo fra parenti e compagni di brigata, che sono familiari anch’essi. Scusa la curiosità, ma posso sapere in quale arma hai fatto il servizio militare? :-*
24 settembre 2009 @ 19:41
Mitì: ero un sottufficiale dell’areonautica.
24 settembre 2009 @ 20:29
Virtute Siderum Tenus!
*
Grazie.
25 settembre 2009 @ 00:19