e tengo a precisare che li elenco senza alcun ordine ascendente o discendente, è l’Iliade.
Bellissima.
In essa troviamo gli archetipi dei personaggi di tutta la letteratura "occidentale".
Ad esempio Dolone: il personaggio più spregevole che io abbia mai incontrato.
E nel decimo canto troviamo anche i due più feroci guerrieri: Diomede ed Odisseo.
Agghiacciante la freddezza con cui Diomede uccide i nemici addormentati ed inumana la tranquilla efficienza di Odisseo che trascina e dispone i cadaveri affinchè non diano fastidio ai cavalli.
Ad esempio Dolone: il personaggio più spregevole che io abbia mai incontrato.
E nel decimo canto troviamo anche i due più feroci guerrieri: Diomede ed Odisseo.
Agghiacciante la freddezza con cui Diomede uccide i nemici addormentati ed inumana la tranquilla efficienza di Odisseo che trascina e dispone i cadaveri affinchè non diano fastidio ai cavalli.
Ed ora una domanda: in base a quali criteri giudicate la bellezza di un libro ?

Articoli
Ho dato un’occhiata ai tuoi vecchi post (scusa per l’assenza!)
Complimenti per le scelte!
Comunque, sarò superficiale, ma la bellezza per me è un fattore molto soggettivo: un libro mi piace soprattutto se riesce a coinvolgermi totalmente.
4 dicembre 2007 @ 21:59
Jox: buona risposta la tua ed assolutamente non superficiale.
Certo che ora ti devo chiedere come deve essere un libro per coinvolgerti totalmente.
4 dicembre 2007 @ 22:06
Complimenti,bella scelta,l’Iliade è stupenda! un libro è bello quando mi fa provare delle emozioni profonde,a seconda di ciò che succede…
X-Bye
4 dicembre 2007 @ 22:21
Per coinvolgermi, un libro non deve essere obbligatoriamente scritto bene, con chissà quale tecnica; deve soprattutto farmi riflettere. I libri che mi piacciono davvero sono quelli in cui ci ritrovo un po’ di me stessa, quelli che rimangono impressi nella mente e vanno oltre la storia in sè per sè.
4 dicembre 2007 @ 22:29
Sono d’accordo con Jox. Un buon libro deve farti riflettere, sorgere delle domande, ancora più che coinvolgere. Un buon libro è, come dice John Milton nell’Aeropagitica, “una cosa non morta, che contiene una potenza vitale tanto attiva quanto l’anima di cui è progenie.”
4 dicembre 2007 @ 22:38
L’Iliade l’avevo comprata l’anno scorso in francese… ho letto le prime pagine, e quando mi sono resa conto di non aver capito mezza frase, ho richiuso il libro, e ora aspetto di essere dell’umore adatto per comprarlo in italiano.
La bellezza di un libro? Personalmente la calibro in base a quello che provo quando lo leggo, a quanto uno scrittore riesce a farmi “entrare” nella storia, quanto del libro riesce e farmi vedere, a farmi sentire.
4 dicembre 2007 @ 22:39
Imp: una buona risposta anche la tua
Jox: bene, hai definito meglio.
Stefano: citazione molto bella
La domanda sta generando risposte molto interessanti
ViolaDK: Ti consiglio quella tradotta in prosa dalla Ciani, la trovi nei Miti della Mondadori.
Ed anche per te un bel/buon libro deve in qualche modo interagire col lettore
4 dicembre 2007 @ 22:53
Quando è amore, è amore. Amen.
5 dicembre 2007 @ 12:28
Magari troppo drastico come commento, ma tant’è… ^^
5 dicembre 2007 @ 12:29
Mecha: perfetto
Mecha2: hai rovinato la precedente perfezione
PP
5 dicembre 2007 @ 12:46
Parafrasando Mecha, deve scoppiar la scintilla. Poi, o divampa fino a diventar fuoco inarrestabile, o il vento la soffoca man man che scorrono le pagine.
5 dicembre 2007 @ 13:18
Vabbè, l’Iliade è l’Iliade, non ci sono storie…
Leggerla è stata una delle esperienze più avvilenti ed esaltanti della mia vita letteraria. Ci ritrovi tutti i temi della letteratura occidentale, o quasi, e scoprire che un poema, raccapezzato in qualche modo migliaia di anni fa, ha esaurito e allo stesso tempo ha dato vita ha tutti i topos letterari… insomma, non è male.
Domanda difficile… diciamo che quoto JoX: un bel libro per me è quello che mi coinvolge totalmente, fino a diventare parte di me, indimenticabile ed imprescindibile. Sono quelli che mi fanno riflettere, mi colpiscono, mi fanno immaginare. Sono quelli in cui trovo un po’ di me stessa o del mio mondo, fino ad entrare a farne parte. E poi, quoto anche Lypsak, ci vuole quella scintilla indefinibile e divampante che distingue un libro ben scritto e che magari espone o tratta in modo brillante dei buoni temi, ed un “tuo” libro, che ti irretisce e cambia il tuo modo di vedere le cose, e parla a te e solo a te.
Riduttivo, orribilmente riduttivo.
VioVyB
5 dicembre 2007 @ 14:15
Lyp: quindi amore eterno o eterna noia
VioVyB: Anche per te un libro lo si deve “amare” come fosse un essere vivente, e magari lo è.
Credo che alla fine farò un post dicendo la “mia”.
5 dicembre 2007 @ 18:11
Nuoooo! Vabbè, non sono il tipo da perle solitarie… ^^
6 dicembre 2007 @ 13:50
Mecha: ti manca ancora la necessaria arroganza intellettuale
6 dicembre 2007 @ 19:23