sul blog di una nota scrittrice fantasy italiana, ventinovenne, astrofisica … di cui non faccio il nome. :D
Mi è venuta in mente la telefonata che ricevetti il giorno in cui nacque mio figlio.
Ve la trascriverò mettendo una V quando parlo io e una R(Rosalba) quando parla mia moglie.
Premetto che quando risposi era da due giorni che lavoravo per risolvere un difficilissimo problema, ed ero vicino alla soluzione. Quando squillò il telefono riuscii a “liberare” solo un paio di neuroni per la risposta.

V: pronto
R: mi raggiungi all’ospedale?
V: e che ci fai all’ospedale?
R: ………. mi hai portata tu ieri sera.
V: ah, già….e che succede?
R: mi fanno il cesareo tra due ore.
V:ok…ma non potresti chiedere di spostare l’intervento di un’ora? Il fatto è che mi manca poco per……pronto? pronto?

Insomma, mia moglie mi aveva sbattuto il telefono in faccia. Riflettei sulla cosa e, improvvisamente, un neurone di quelli impegnati nella soluzione si rese conto di cosa avevano fatto i due colleghi che avevano gestito la telefonata.
Premette immediatamente il pulsante dell’emergenza.
Quindici minuti dopo ero all’ospedale. :D

tasto-di-emergenza