e nonostante i buoni propositi mi faccio coinvolgere in un’altra catena.
Questa me la propone Ladygabibbo ed è in apparenza molto semplice.
Si tratta di elencare cinque libri che mi sono particolarmenti cari, non necessariamente i più belli.
Bene, proviamoci.
Questa me la propone Ladygabibbo ed è in apparenza molto semplice.
Si tratta di elencare cinque libri che mi sono particolarmenti cari, non necessariamente i più belli.
Bene, proviamoci.
Comincio con l’ Orlando Furioso che ho già citato diverse volte in questo blog.
E’ il primo libro che mi è veramente piaciuto, che mi ha fatto sentire una musica bellissima e anche, per certi versi, consolatoria.
L’ho letto mentre ero a letto con l’influenza ed ancora oggi se chiudo gli occhi riesco a visualizzare la stanza nei minimi particolari.
E per oggi è tutto i prossimi quattro a seguire.
Non nomino nessuno ma invito chi passa a dire quali sono i suoi cinque libri e, se vuole, anche a farci su un post.
Non nomino nessuno ma invito chi passa a dire quali sono i suoi cinque libri e, se vuole, anche a farci su un post.


Articoli
Di preferiti ce ne sono tanti… te ne dico 3, in ordine rigorosamente ininfluente:
La Storia Infinita
Il gabbiano Jonathan Livingstone
Il nome della Rosa
Ps: a proposito di libri, se ti può interessare ho appena messo online un mio giudizio sul Segreto di Krune. Buona notte.
2 dicembre 2007 @ 22:44
tra i più belli non si può non citare la saga del giglio nero
tania_01
3 dicembre 2007 @ 09:26
Non ne ho letti molti di libri, comunque, dovendo scegliere, in ordine sparso:
1. I misteri della vita – Osho
2.Le battaglie non si persono,sivincono sempre – Jean Cormier
3.Il richiamo della foresta-Jack London
4.Il gabbiano Jonathan Livingstone-Richard Bach
5. Liberarsi dai condizionamenti-Jiddu Krishnamurti
3 dicembre 2007 @ 12:54
…ma quello nell’immagine è il libro da cui hai letto quando eri piccolo???…sarà mica il volume originale..ghhghg…
3 dicembre 2007 @ 13:33
“tagliò lo scritto e il sasso…”
…e al passaggio dell’ippogrifo si nascosero tutte le donne belle e quelle che si credevano tali -quindi tutte- …
Non l’ho mai apprezzato abbastanza e me lo ricordo pochissimo, ma la storia era decisamente interessante! ^^
Ila: quindi Val sarebbe il Barone Munchausen (sicuro che mi sono scordato qualche lettera)…
3 dicembre 2007 @ 15:57
Il mio primo titolo è “Il Signore degli Anelli”… checché tu ne dica!
Francesca*
3 dicembre 2007 @ 18:37
Stefano: letto e mi ha convinto a metterlo nella lista
utan: il 2 ed il 5 non li ho letti, vado a vedere di che si trartta
Ila: ma no, il manoscritto originale io e Ludovico lo usammo per accendere il fuoco nell’ inverno del 1523 in Garfagnana. Faceva un freddo becco e la legna era umida.
Per fortuna era già stato pubblicato
Mecha: è bellissimo, peccato che ormai sia di difficile comprensione.
Fran*: AAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!
p.s.: questa l’ho copiata da ninna
3 dicembre 2007 @ 19:27
Uè uè! Moderiamo i toni! ;D
Fra*
3 dicembre 2007 @ 19:41
solo 5? la scelta è difficile…
li metto in ordine sparso:
- Il signore degli anelli
- New Moon (e Twilight a pari merito)
- il settimo papiro (di Wilbur Smith)
- Orgoglio e Pregiudizio
- le Cronache del Mondo Emerso (tutti e 3, ma sarebbero un libro unico, quindi lo conto come 1)
Non sono tutti i libri cui tengo di più, ma sono quelli che riprendo in mano più volentieri e che cerco di non sciupare…
3 dicembre 2007 @ 20:07
Fran*: ehhhh qui ci vorrebbero pure i semitoni
Ma lo sai che in una sua missiva lo stesso Tolkien disse che più che scrivere un libro lui mirava a creare un linguaggio ?
ViolaDK: anche tu con il SDA, terribilissima scelta.
Però ti riprendi alla grande con un libro che parla di Taita e finisci in bellezza con le cronache
3 dicembre 2007 @ 20:35
mai dai… il signore degli anelli non mi è sembrato terribile, e comunque si è insinuato nella lista perchè è il primo libro “serio” che ho letto. il primo che ho comprato in una libreria seria (la Feltrinelli), e anche se c’ho messo quasi un anno per leggerlo (ancora non ero un’accanita lettrice… avevo solo 12 anni), è un libro a me caro perchè è quello che in un certo senso mi ha iniziata alla lettura…
Parlando del Settimo Papiro, Taita è un po’ il mio eroe… serve la donna che ama e l’aiuta a vivere l’amore della sua vita col suo migliore amico. Non mi è piaciuto invece il terzo capitolo delle “trilogia egizia” di Smith, dove il povero Taita sembra essersi trasformato dalla sottospecie di dottore che era, a cio’ che disprezzava, uno stregone. Non so se lo hai letto. Comunque per un’appassionata di egittologia come me questo libro è una chicca.
Per quanto riguarda le Cronache… NO COMMENT.
3 dicembre 2007 @ 20:59
tania_01: per poco non ti dimenticavo
Comunque concordo che la Bradley sia un ottima scrittrice, anche se la preferisco da “sola”
3 dicembre 2007 @ 21:01
Dirò di più (ora sarai costretto ad urlare!
)… “”Il Signore degli anelli” è un capolavoro Va! E lo penso davvero…
Francesca*
Ps. Un linguaggio? Il VERO problema è che ne ha inventati più che uno… e sono affascinantissimi!
3 dicembre 2007 @ 21:07
ViolaDK: Si ho letto tutto di Taita e, in effetti, nell’ultimo libro Smith ha voluto “stupire” un pò troppo con inutili “effetti speciali”.
Invece riguardo al SDA non è certo terribile ma io non l’ho molto apprezzato perchè privo di “epica”.
E riguardo a questo ho sostenuto tremende discussioni qua e la per la rete. E visto che qui siamo tra amici ribadisco che i libri di Licia sono “più belli”.
3 dicembre 2007 @ 21:10
Fran*: Ho deciso, finita la catena apro una discussione sul famigerato libro.
Ti dò un assaggio copiaincollando un mio intervento su Anobii:
@xxxxxx: a dirla tutta io non vedo grande originalità in Tolkien. In pratica prende tutto dal romance medioevale con qualche riferimento ad altri capolavori successivi.
Lui stesso lo disse definendo il SdA un “romance estremamente lungo”.
Si è limitato a “copiare” la antica chanson de geste utilizzando la stessa tecnica narrativa a partire dall’ entrelacement.
Sfruttatissimo anche il vecchio tema della ricerca, Frodo cerca Monte Fato, Gollum l’anello, Aragorn, Gimli e Legolas cercano Merry e Pipino e così via.
Anche i personaggi e le loro gesta son già stati visti nella letteratura.
Samvise è un Sancio Panza che si trasforma successivamente in Perceval
Eowyn mi sembra una Bradamente di ariostesca memoria.
Aragorn è praticamente il novello re taumaturgo che si sostituisce ai vecchi sovrani barbari (Theoden e Denethor).
Elrond un Artu che convoca il consiglio ovvero una tavola rotonda.
Gandalf è Merlino.
Insomma quando leggo Tolkien vedo solo un abile artigiano che assembla un patchwork di di vecchi romanzi, miti e racconti epici.
E se prendiamo in esame le altre opere il discorso non cambia, si citano Nibelunghi, Paradiso Perduto ecc….
Più che influenzare i moderni autori gli ha fornito un compendio della passata letteratura, risulta sicuramente più veloce e facile attingere da Tolkien che non andarsi a leggere le opere originali.
Invece quando leggo Stroud ho davvero l’impressione di qualcosa di nuovo e non semplici rimaneggiamenti e assemblaggi.
Ovviamente questa è solo la mia personalissima opinione
3 dicembre 2007 @ 21:14
mi sa che allora siamo d’accordo su tutto
3 dicembre 2007 @ 21:26
Sono d’accordo, anche se credo di aver apprezzato più di te Il Signore degli Anelli.
Per me rimane un signor libro, nonostante l’originalità non sia il suo forte. Con questo mi riallaccio anche a una discussione che vedeva Terry Brooks copiare Tolkien. Parliamoci chiaro: il SDA rimane un capolavoro, ma della fantasia dell’autore c’è ben poco. In particolare gli elfi. Tutti sono convinti che li abbia inventati lui. Non è affatto vero, perchè fanno tutti parte di tradizioni e folklore anglosassone ben radicati. Lo stesso Shakespeare ne fa uso in Sogno di una notte di mezza estate, uscito ben 400 anni fa. Tolkien è un maestro del rimaneggiamento.
3 dicembre 2007 @ 21:31
ViolaDK: per ora si, aspettiamo i prossimi libri e vedremo
3 dicembre 2007 @ 21:31
Stefano: è esattamente come dici.

Comunque io ho apprezzato il SDA, diciamo che qui sul blog mi “atteggio” un pò.
Ciò però non toglie che per me un “capolavoro” sia qualcosa di diverso.
3 dicembre 2007 @ 21:39
passo in ritardo e a sproposito, per mettere sul piatto cinque nuovi argomenti di discussione, che col SdA c’entran veramente nulla.
– Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez
– Dolce come il cioccolato di Laura Esquivel
– sono indeciso tra Diario di un killer sentimentale e Un nome da torero di Luis Sepulveda
– Momo di Michael Ende
– visto l’Ariosto di cui si commenta, non mi vergogno di metterci L’inferno del buon Dante.
Saluti!
Z
3 dicembre 2007 @ 21:52
zcomezambo: ottime scelte e l’ Inferno potrei mettercelo anch’io, o forse no
3 dicembre 2007 @ 22:51
…E Frodo? Sarà pure una classica recherche, ma qual’è l’epopea dove l’eroe principale è un essere debole quanto quest’ hobbit? Qual’è l’epopea in cui l’eroe, che tutti hanno lottato per proteggere, finisce in fin dei conti per fallire la sua missione?

Aspetto il tuo post “tematico” Val
Fra*
4 dicembre 2007 @ 00:26
Valberici, quello del commento 3 sono io , Alfredo
4 dicembre 2007 @ 00:42
Fran*: Lossapevo che mi facevi la classica obiezione che mi fan sempre ( ed a cui puntualmente rispondo).
Sarà un post infuocato
Alf: Ok.
4 dicembre 2007 @ 15:49
Ne ho anche un’altra! “… un patchwork di vecchi romanzi, miti e racconti epici”, come tu scrivi (e fiabe popolari aggiungerei)… ma manca un riferimento importante: il romanzo fantasy… Il solo motivo per cui non c’è, è che Tolkien ne è il “padre”
Francesca*
4 dicembre 2007 @ 15:56
Sono curioso di sapere un tua opinione sul libro 2 e 5.
Alf
4 dicembre 2007 @ 16:00
Fran*: mi fai già venir voglia di risponderti
PP
Comunque riguardo a chi ha fondato il fantasy diciamo che puoi far riferimento al mio primo libro caro.
Dopo te ne posso citare parecchi altri eppoi arriva il nostro Tolkien
Alf.: appena li leggo ti faccio senz’altro sapere
4 dicembre 2007 @ 16:09
L’Orlando Furioso o l’Iliade? In entrambi i casi io non li definirei “romanzi fantasy”… se non con molta (quanto troppa) fantasia (appunto)
! Il “problema” è che quando si parla di “generi” (per quanto sia riduttivo, siamo d’accordo) si fa sempre riferimento a determinate caratteristiche… altrimenti si cade nell’ “opinione personale”, che è cosa rispettabile ma altra a mio parere. 
Francesca*
4 dicembre 2007 @ 16:37
Cmq aspetto il post… faccio la brava (finché non pubblichi il post ovviamente!
)
Fra*
4 dicembre 2007 @ 16:39
Fran*: Insomma, ci son bestie tipicamente fantasy, maghi, magie, magici castelli.
Ci son persino persone che diventano invisibili prima di Harry e del suo mantello.
Non ci son molte razze ma del resto andremmo a parlare di sottogeneri, anch’essi presenti prima di Tolkien.
Se però vogliamo stare nell’ “ortodossia” i fondatori del fantasy sono: Howard, Lovecraft e Dunsany
4 dicembre 2007 @ 16:52
Beh… infatti non dico che Tolkien sia il padre del fantasy in generale (in tutti i suoi sottogeneri!), ma di “quel” sottogenere in particolare… se Tolkien non avesse dato “spessore” alle “razze”, non so chi se ne sarebbe ricordato così bene oggi!

Ora vado a studiare va’…
Fra*
4 dicembre 2007 @ 17:23
Fra*: vai a fare il tuo dovere che poi ne riparliamo
4 dicembre 2007 @ 21:06