un piccolo saggio del profondo pensiero dell’ erudito Giggetto, vi propongo una chicca: la registrazione di una delle ultime lezioni dell’ esimio Adelbrando Precisetti.
Potrete così constatare la splendida padronanza della materia, l’admantino rigore e l’ immensa cultura dell’illustre professore.
Devo però avvisarvi che la lezione si tenne in una classe assai turbolenta, tuttavia credo che anche alcuni momenti di dialogo tra professore ed allievi abbiano un certo interesse.

“Buongiorno signori. Oggi vi parlerò della focalizzazione. Vi prego di prestare la massima attenzione. So che molti di voi desiderano intraprendere la carriera di scrittori, ed è per questo che vi avviso fin d’ora: senza un ferreo rispetto delle regole voi non combinerete nulla di buono.
Bene, facciamo ora una necessaria premessa , illustrando le diverse tipologie di narratore in relazione ai livelli della narrazione.
Possiamo innanzitutto individuare due ben precisi tipi.
In primis considereremo il narratore interno, che indicheremo col termine specifico “eterodiegetico”. Esso può essere di primo o secondo grado.
Chi di voi mi fa un esempio di eterodiegetico di primo grado?
Nessuno? Ah, lei signorina G…ta, brava, mi dica.
Esatto, l’Ariosto, i miei complimenti. E me ne sa dire anche uno di secondo grado? Molto bene, Sherazade è un ottimo esempio.
Vediamo ora al secondo tipo di narratore, che denomineremo omodiegetico.
Lei, signor D…tri, mi sa fare un esempio? Signor D…tri? Ma cosa sta facendo? Porti qui quel foglio!
Ma guarda che roba, lei disegna un coniglio bianco mentre io tengo lezioni, e cosa la spunta dalla tasca? Una regina di cuori! Mi dia il mazzo e torni al suo posto.
E pensare che il suo insegnante di mitologia mi aveva parlato bene di lei…
Si signorina G…ta? Va bene me lo dica lei. Esatto, Ismaele è un buon esempio di primo grado.
Vi lascio come compito a casa il trovare altri due narratori omodiegetici di secondo grado.
Ora vi parlerò della focalizzazione esterna di un narratore eterodiegetico di primo grado.
In questo caso il narratore non adotta mai il punto di vista dei personaggi e la sua “conoscenza” è limitata a …
Dica signorina G…ta. Come? Cosa sta facendo la sua vicina di banco?
Venga qui signorina T…si, mi faccia vedere cosa stava leggendo. Ossignur, ma sta di nuovo leggendo quella roba, quei quei manga. Ma guarda qui…una spada inverosimile…e che orrende scene di stragi. Signor F…ni! La smetta di tirare palline di carta alla signorina G…ta! E lei non rida Signor D’A…a, lei ha già dei precedenti, e ne dovremo discutere col preside di quella musica, anzi di quei suoni orrendi che lei ascolta! In trent’anni di insegnamento non ho mai visto, mai mi è capitata… Sequestrerò ogni manga presente in questa classe! Siete pregati di metterli sul banco. Ommioddio! Anche lei signorina M…ni. No! Anche lei G…ta, io avevo delle speranze su di lei! Ma questo è un delirio. Ora chiamo il bidello e faccio portare via tutto! Signor Val…ici, signor Val…ici, si dico a lei…venga…
Ecco, tenga questi manga, questa spazzatura, e li porti dal preside. Mi ha capito! Mi sente? Ma cos’ha nelle orecchie? Ma, ma, come sarebbe a dire che sta ascoltando l’ipod di D’A…a che le ho dato ieri? Le piace? Le piace quella cacofonia? Come sarebbe a dire che devo rilassarmi? No, non lo voglio un goccio di grappa!
Voi non sapete quello che state facendo. L’arte ha delle regole, regole! Io vi devo insegnare le regole! Voi, voi non riuscirete mai a scrivere nulla senza le regole…voi…voi…no, non mi calmo…e non la voglio ‘sta grappa……”

Purtroppo alla fine la registrazione si fa confusa e viene sovrastata dal suono di alcune sirene.
Credo comunque che abbiate capito la grande importanza che il professore attribuiva alle regole.
Bene, ora andrò ad informarmi su cosa ci sarà per cena, anche se da alcune indiscrezioni credo che mangerò ravioli alle erbe.

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