1) É più difficile avere idee o trascriverle in modo accettabile?
Ovvero, per uno scrittore è necessario e sufficiente essere dotato di una grande ed inesauribile fantasia?
2) Stanotte mi dedico ad un fantasy-puzzle?
Oppure inizio un gioco che mio figlio ha già finito in modalità “difficile”, e così mi metto in pari?

Articoli
Sinceramente io trovo più difficile esporre l’idea al fine di renderla comprensibile al lettore.
29 settembre 2009 @ 19:04
Uhmm assumere me come commesso… Quando apri la libreria?
29 settembre 2009 @ 19:06
AAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!
Il paiolo della Frances….è una delle mie opere preferite! Ottima scelta! Ottimissima scelta Val!
Sul gioco non mi esprimo perchè sono ignorante.
Per quanto riguarda la prima domanda, non credo che la fantasia sia sufficiente, ma è necessaria come l’aria!
Nel complesso, credo sia più difficile avere idee che trascriverle. Parliamo ovviamente di buone idee…anzi, buone e originali idee. MA probabilmnete dipende anche dalla predisposizione innata di ciascuno.
29 settembre 2009 @ 19:18
Vado a rovescio che c’è più gusto:
)
2) Dato il soggetto del gioco, io opterei senza dubbio alcuno per il puzzle, ma è una cosa mia
1) Non credo sia una questione di “difficoltà”, ci sarebbe da fare un discorso più ampio e variegato, però una cosa è sicura:
- se non sai trascrivere le tue idee, puoi imparare
- se le idee non ce le hai, fai prima a darti all’ippica
però:
- se non hai idee ma sei molto bravo a scrivere puoi sempre diventare un ottimo editor
- se le idee le hai ma non vuoi imparare, o verrai osannato dalla critica o nessuno ti si filerà mai
29 settembre 2009 @ 20:19
Per la seconda domanda, non so cosa consigliarti XD
Per quanto riguarda la prima, trovare le idee non è mai un problema. Anche trovare una storia davvero buona non è neanche lontanamente difficile come tutto il resto. Se proprio è difficile scegliere quale storia scrivere fra le tante che si hanno in testa. Di idee ne ho piene le tasche. Non so più dove metterle. Potrei venderle, se mai qualcuno le volesse. E poi, in fondo, le storie esistono già. Bisogna solo trovarle, lavorarle un po’, e poi scriverle. Scriverle. Sembra facile, eh.
29 settembre 2009 @ 20:40
Aster: si, anch’io penso che il difficile sia come si espone
Quando vado in pensione
Giulia: ne ho comprati sei di ‘sti puzzle, erano in svendita al supermercato
Io credo che le idee siano alla fin fine sempre le stesse, l’originalità sta nel modo in cui si “raccontano”.
CMT: però il gioco non è male, ho già fatto un primo assaggio.
Pero, alla fin fine, le idee sono un po’ come le note per i musicisti.
Viola: si, io credo che tutti siano pieni di idee, che però sono come i pezzi di un puzzle. A volte si assemblano e viene fuori solo un’ immagine, a volte un’intera storia, a volte un mondo intero.
Tutti fantasticano e sognano almeno una volta nella vita, pochi riescono a rendere tutti partecipi dei loro sogni
29 settembre 2009 @ 20:54
Trovare l’idea giusta, questo è difficile. Non che esporla nel modo corretto sia facile, però. Bella domanda.
29 settembre 2009 @ 21:57
Direi che la fantasia è condizione necessaria ma non sufficiente. Se c’è la sola fantasia, otteniamo libri che sarebbero potuti essere interessanti ma che sono scritti a cane e ti fanno passare la voglia di leggerli.
Allo stesso tempo, anche la buona scrittura è condizione necessaria ma non sufficiente. A meno che non si voglia qualcosa in stile “fotocopia”, ovvio…
Ecco, direi che dovendo dare una priorità è più importante la scrittura.
Perchè libri scritti bene ma banali ci sono spesso, magari moooolto simili ad altri libri. Ma la scrittura è scorrevole, lo stile piacevole.. diventano una lettura leggera e non sgradevole, e se poi qualcuno non ha letto altro gli piaceranno parecchio.
Invece delle belle storie narrate da schifo raramente riescono a ottenere alcunchè.
(Poi vabbè, se si vuole ottenere qualcosa di buono anche senza sperare nel lettore occasionale o nel “sa di già visto e ultramasticato, ma è un buon passatempo” servono sia fantasia che capacità)
29 settembre 2009 @ 22:58
se vuoi arrivare ad ottenere un’opera degna devi saper dire bene cose interessanti.
anche io sto facendo un puzzle in questi giorni, coadiuvata da mia madre che appena mi vede arrivare con la scatola e il piano rigido 60×60 molla il sudoku e viene a rompere le scatole a me e appena trova una tessera buona mi dice “ah se non ci fossi io”… ma come si deve afre co ste mamme?
riguardo al videogame: ieri ero a casa del mio ragazzo e stavo cercando il trivial pursuit per la 360 a un certo punto lui mi fa “quei cd lassù cosa sono?” e io blasfema più che mai “uno e viva pinata, l’altro batman asylum qualcosa” e lui “oddio amò quanto sei ignorante!” e io “eh già. “
30 settembre 2009 @ 03:32
penso che si possa ‘imparare’ anche ad avere delle belle idee: il trucco è leggere tanto, vedere bei film… insomma, educare il cervello a pensare in certi termini.
Per i resto sono abbastanza d’accordo con CMT
30 settembre 2009 @ 08:47
io continuo a vedere davanto a me un blocco di marmo… l’opera è già dentro disse un pistola una volta, si deve solo togliere il materiale in eccesso e le parole sono il nostro scalpello. Ma tutto c’è già, storia, personaggi, ambienti, van solo portati alla luce.
gioco.
30 settembre 2009 @ 09:08
Io voto per trascriverle. Se qualcuno si prende la briga di mettere una storia per iscritto significa che l’idea, così come l’aveva pensata, era affascinante. Se il risultato finale non lo è, è chiaramente un errore di copia.
ok. Può sembrare che un’idea non funzioni, ma è *comunque* un errore di trascrizione. Idealmente, se l’idea ha bisogno di un determinato stato d’animo per essere apprezzata allora quello stato d’animo è parte dell’idea e suscitarlo è compito della trascrizione.
(scritto subito dopo pranzo, in ufficio, di nascosto dal capo. Attribuisco eventuali irrazionalità di questa mia opinione al fatto di averla pensata – e trascritta – in siffatte circostanze. Pregasi ignorare il fatto che in circostanze più comode la mia logica ha comunque mostrato superpoteri analoghi alla donna invisibile)
30 settembre 2009 @ 13:59
Stefano: più che l’idea in sè direi che bisogna già saper immaginarla “vestita” dell’abito adatto
Tanabrus: comincio a credere che la scrittura cominci già prima che le parole vengano scritte.
LNaeel: toh, mi succede la stessa cosa con mio figlio, anche lui viene a “rompermi le scatole”
Fed: se pensiamo che le idee sono sempre le stesse direi che si può certamente imparare a presentarle nel modo più appropriato, ma per passare dall’ artigianato all’arte occorre una visione “a monte”.
Eleas: al limite potrei fissare il blocco per un certo tempo, e poi andarmene sorridendo, felice ed appagato dall’aver dato una forma conveniente all’ idea
Sauron: sai, credo che quando l’idea viene riprodotta perda sempre e comunque una parte del suo fascino, tutto sta nel fargliene perdere il meno possibile
30 settembre 2009 @ 18:00
Puramente soggettivo. Ci sono grandi artigiani poco creativi e grandi creativi dalla scarsa manualità.
Gli Autori sono bravi in entrambi i campi, ma soprattutto sanno fare sposare le due cose, in modo che nessuna sia schiava, ma al contrario un valore aggiunto reciprocamente
1 ottobre 2009 @ 13:01