mi ha sempre affascinato.
Quando ho aperto il mio primo libro di storia sono rimasto impressionato dalle piramidi. A quei tempi non c’era internet e quindi mi sono fatto accompagnare in biblioteca per documentarmi e cercare foto.
Ricordo che lessi di altre civiltà costruttrici di piramidi e me ne domandai il perchè.
Mi sembrava che fossero delle perfette rappresentazioni degli “opposti” che dominano la vita degli uomini.
Amore-odio, dolore-piacere, bello-brutto, bene-male.
Immaginavo che alla base ci fossero le forme meno “pure” e poi salendo si raffinassero fino ad arrivare alla vetta dove non sarebbero più stati opposte ma coincidenti.
Così nella sua forma più pura ed intensa il piacere diventava uguale al dolore, il bene al male, l’odio all’amore, il bello al brutto.
Cercai di scoprire dei “vertici” nel reale, qualcosa che non fosse solo ipotetico. Mi parve di scorgere qualche indizio nella musica di Mozart, nell’Iliade, nei numeri primi.
In seguito ho sperimentato momenti molto vicini alla vetta della piramide.
Ma non ho ancora trovato l’ultimo scalino che permette di salire sulla sommità.
Però continuo a cercare.

piramide