nascondono il sole che si avvicina al mezzogiorno e disegnano gigantesche ombre nella valle racchiusa tra le montagne.
Un uomo le guarda e sorride.
Ricorda quando era bambino e giocava con la fantasia, trasformando le ombre in mostri.
Era un cavaliere dall’armatura splendente e li assaliva, feroce e determinato. La battaglia era lunga e sanguinosa ma sempre giungeva la vittoria e con essa la ricompensa. L’ultimo avversario soccombeva e la principessa Mariasole era libera, lui la prendeva tra le braccia e la portava dal re suo padre che gliela concedeva in sposa.
Qualche volta accadeva che la principessa arrivasse prima dell’epilogo della lotta, e la sua voce squillante poneva fine all’epico scontro, disperdendo le ombre, invitandolo ad uscire di casa per andare a giocare nelle strade del paese.
La donna accanto all’uomo si muove leggermente. I suoi capelli sono corti e neri e i suoi occhi hanno il colore della notte.
Gli piacevano i capelli di Mariasole, lunghi e biondi, quasi sempre raccolti in una treccia. I suoi occhi azzurri tradivano la sua bontà e lui amava guardarli quando lei gli sorrideva.
L’uomo agita lentamente le dita delle mani, un po’ intorpidite dalla lunga attesa, così come faceva un tempo prima di giocare.
La prima volta che aveva visto suo nonno disputare una partita di bocce si era subito innamorato di quel gioco geometrico e preciso. Quando provò scoprì di avere un vero e proprio talento che gli consentiva di colpire sempre le bocce avversarie. Prendeva la rincorsa e quando lanciava la sfera metallica la sua mente aveva già toccato il bersaglio. Il contatto della boccia era solo una conseguenza.
La donna gli tocca leggermente un braccio sussurrando poche parole e lui si sfila lentamente un guanto.
Era bella Mariasole il giorno delle nozze, e lui era quasi spaventato dal desiderio di toccarla e rovinare quella perfezione. Era felice allora e lo era stato per tutta la durata del loro matrimonio. Fino al giorno in cui era tornato dal lavoro e lei lo aveva lasciato.
Ascolta i dati che la sua compagna gli comunica, una lunga serie di cifre di cui non ha bisogno.
Lei aveva già la valigia pronta così come il discorso d’addio. Erano passati anni ma lui ricordava tutte le parole: “Non c’è nulla dentro di te, sei…vuoto, ecco sei vuoto. Ho sposato un uomo che non è mai esistito”.
Sorride amaramente e avvicina l’occhio al cannocchiale montato sul suo Mcmillan Tac-50. Il suo spotter continua a passargli i dati ma lui non ne ha bisogno, la sua mente è con il bersaglio. Vede l’uomo al centro del cortile della fazenda salutare la moglie e la figlia mentre le sue guardie controllano il perimetro, non immaginando la sua presenza, sulle montagne ad un miglio di distanza.
Quando è il momento sfiora col dito il grilletto, il fucile sussulta e la pallottola calibro 50 BMG inizia il suo viaggio.
Era rimasto impietrito, senza riuscire a rispondere, senza dire che dentro di lui non c’era il vuoto, c’era l’amore, l’amore per lei, la sua principessa.
La parte sinistra del torace del bersaglio si trasforma in una nuvola rossa assieme alla figlia che tiene in braccio e alla testa della moglie. Un centro perfetto.
La donna sussurra ammirata: “Complimenti signore, bersaglio colpito e neutralizzato. Un solo proiettile a 1700 metri”.
Lo sniper ringrazia inchinando leggermente la testa e pensa ad una ragazza esile, con una lunga treccia bionda, che gli ha rubato l’ amore.

Articoli
“…in una perfetta posizione di tiro.”
Complimenti, Val.
11 ottobre 2009 @ 20:36
G.L.: grazie
11 ottobre 2009 @ 20:44
quando scrivi Val mi spaventi.
mi spaventi perchè in quello che dici c’è sempre un atmosfera così reale che unita a qualche preciso dettaglio rende tutto troppo (spaventosamente) credibile. forse perchè questo racconto mi da delle sensazioni mediterranee comuni a quelle che ritrovo nei miei ricordi, forse perchè ho l’impressione che ci metti dentro qualcosa che vive ancora nei tuoi ricordi, o forse solo perchè ce lo lasci credere, fatto sta che è “agghiacciantemente” bello.
12 ottobre 2009 @ 01:26
azz!!
12 ottobre 2009 @ 09:30
Quando scrivi sai davvero essere di una delicatezza-crudezza unica. E’ una mescolanza che ti scorre via dalle dita come respiro.
Piàcquemi assaj.
12 ottobre 2009 @ 10:50
senza parole *_* ma hai scritto qualche libro?
eleas leggi e impara
12 ottobre 2009 @ 12:34
LNaeel: agghiacciantemente bello me lo segno, ti ringrazio…e prometto che se mi vieni a trovare la mia produzione di grappa è a tua completa disposizione
Eleas:
Lyp: già, sarà per via della mia vita assai mescolata
Grazie.
Iri: si, ma li tengo nel cassetto
p.s.: quello che scrive Eleas appartiene ad un altro genere, il paragone è “ingiusto”
12 ottobre 2009 @ 13:05
quella per eleas era una battuta XD
ma tirali fuori questi libri, su. Perchè te li vuoi tenere tutti per te?
12 ottobre 2009 @ 13:10
Iri: la risposta potrebbe diventare un post
12 ottobre 2009 @ 13:40
Comunque davvero complimenti! Io ho un’ammirazione speciale per tutti quelli che sanno scrivere bene e creare delle belle storie (indipendentemente dal genere)
12 ottobre 2009 @ 13:46
Spietato. Amaro. Straordinariamente toccante. Proprio quello che ci vuole durante la pausa pranzo…adesso vedi come li affronto i clienti!
( con un Mcmillan Tac-50 in mano…ovviamente).
A parte gli scherzi, davvero ottimo.
12 ottobre 2009 @ 13:59
contrasti netti, forti, crudi.
da brivido. ma seriamente.
12 ottobre 2009 @ 15:03
Val sei semplicemente incredibile. Quando scrivi tu mi sembra di andare oltre la semplice immaginazione del fatto narrato, ma mi sembra quasi di viverlo, un realismo incredibile. Poi mi piace molto la crudezza gelida di alcuni passaggi, davvero complimenti
Ma xke nn scrivi un libro e lo pubblichi?
12 ottobre 2009 @ 15:11
Mi ricorda un po’ quel vecchio film, Leon.
Anche se con Leon centra ben poco. Cecchini a parte.
Complimenti, comunque.
Per il racconto. Per come è scritto il racconto.
Complimenti, complimenti davvero.
A presto, direi, a questo punto.
12 ottobre 2009 @ 15:41
iri non temere che ogni qualvolta mi è permesse attingo alla sapienza scrittoria di val spremendolo senza pietà alcuna ^^
12 ottobre 2009 @ 15:43
Val, complimenti a parte, hai commesso un errore madornale:
“Sorride amaramente” la “S” non è in grassetto!
ghghghg
ahhahh
12 ottobre 2009 @ 17:03
@ Eleas: secondo me tu più che attingere alla sapienza vuoi attingere alla bottiglia di Val =P era una battuta cmq XD i tuoi racconti mi piacciono molto altrimenti perchè starei a commentarli sempre
@Val: lo vedi che lo dice pure Moko! quando uno scrive in questa maniera è un crimine non condividere
12 ottobre 2009 @ 17:25
lo avevo capito iri e comunque la bottiglia di val non mi interessa minimamente visto che sono totalmente astemio, i suoi funghi porcini invece potrebbero interessarmi non poco…
12 ottobre 2009 @ 17:28
@ Eleas: siamo in 2 allora… la grappa la lasciamo a Val se ci fa leggere i libri XD
12 ottobre 2009 @ 17:34
Iri: arigrazie
Giulia: contento che ti sia piaciuto
Se vuoi ti procuro un cal. 50BMG, così puoi tranquillamente stare seduta a mangiare e occuparti della banca “a distanza”
Moko: grazie
Sul perchè ho scritto un post
Ju: anche nel tuo caso sono felice che ti sia piaciuto.
LNaeel: occavolo, mi hai beccato, ammetto di averlo copiato………..male da scrivener
Eleas & Iri: giù le mani, in ordine d’importanza, dalla mia grappa, dai miei funghi e dai miei libri.
12 ottobre 2009 @ 18:51
ok ti lascio grappa e funghi e attacco i libri
13 ottobre 2009 @ 09:13