sul blog un racconto, quasi sempre fantasy.
Mi diverte scrivere di draghi, mostri e guerrieri, trovo che sia anche piuttosto rilassante, soprattutto perchè lo faccio per diletto. In realtà il genere fantasy è forse uno dei più difficili se lo si affronta seriamente.
Raramente posto anche qualche racconto che scrivo perchè “devo farlo”. Credo che la scrittura sia un demone con cui si stringe un patto, a cui si vende la propria anima.
Capita che qualcuno mi chieda se ho mai scritto un libro e, quando rispondo di si, mi domandi perchè lo “tengo in un cassetto”.
Premetto che non sono mai soddisfatto di quello che scrivo, mi ritengo un pessimo scrittore, soprattutto riguardo alla forma.
Quanto ho appena detto non è una “captatio benevolentiae” ma una semplice constatazione, difficilmente modificabile dal parere dei lettori, perchè alla fin fine, in tutto quello che facciamo, l’unico giudizio che conta è il nostro.
Non è però questo il motivo per cui non faccio leggere a nessuno i due libri che ho scritto.
Il vero motivo è che quando scrivo “seriamente” c’è una grossa parte di “me” e della mia vita nelle parole che si susseguono sulla carta.
Ed il problema è che non riesco mai a riprodurre in maniera soddisfacente quello che io sono e quello che credo sia ciò che mi circonda.
In questi giorni sto affrontando un libro terribile, di quelli che si impossessano dell’animo e della mente. Un libro molto difficile da gestire.
Quando ho iniziato la prima lettura mi sono detto: “Ecco, è questo che voglio scrivere. Voglio scrivere di come in guerra il tempo sia soggettivo. Voglio scrivere delll’odore delle verze che cuociono mentre fuori dal bunker la morte falcia vinti e vincitori. Voglio scrivere della vita e del destino”.
Se mai riuscirò a scrivere qualcosa che si avvicini, nella forma e nel contenuto, a simili capolavori, allora lo pubblicherò.
Tra qualche giorno tornerò a parlarvi di questo libro. A volte ci vogliono settimane per mettere un po’ di distanza.

Articoli
Da come la metti credo che anche parlandone per ore non caveremmo un ragno dal buco, si sente che la scrittura per te è qualcosa di ‘intimo’ e importante! Rispetto la tua scelta (anche perché che altro posso fare XD) ma è un vero peccato. il libro che segnali lo metto subito in wishlist! Pure i funghi =P li metto in wishlist!!! Se non altro regalaci altri racconti
12 ottobre 2009 @ 19:22
Come dice anche iri, si vede che per te la scrittura è qualcosa di molto importante e che prendi veramente sul serio. Spero cmq che riuscirai a scrivere un libro che ti soddisfi in tutto e per tutto, in cui tu riesca ad esprimere al meglio quello che sei e quello che credi che sia ciò che ti circonda
In caso, correrò subito in libreria
12 ottobre 2009 @ 19:36
ma che fai, padrone e sotto?
li hai fatti leggere a qualcuno i tue libri?
credo che tu non abbia idea della misura nella quale, dai tuoi racconti, traspare il tuo essere e il tuo “essere stato”.
hai dei punti di vista così soggettivi e netti che non possono essere scambiati per narrazioni qualunque. è come fare le foto, tutti sono capaci, ma solo alcuni sanno valorizzare quel dettaglio che fa la differenza.
sia chiaro non ti sto facendo complimenti, ti sto solo avvertendo di un errore che stai commettendo, anzi 2:
1° stai sottovalutando le tue capacità di scrittura;
2° stai sopravalutando le tue capacità di critica;
per il resto: nessuno è mai contento completamnte di ciò che scrive. il fatto che a calzarti a pennello siano libri scritti da altri ci sta, anzi credo che sia da quel pasto appetitoso che hai appena fatto che arrivi tutto l’appetito di scrittura che hai.
a lavoro, pelandrone!
12 ottobre 2009 @ 20:12
E’ impossibile che ciò che scrivi ti piaccia al 100%. Fisiologicamente rimane incastrato fra ciò che avevi in mente e ciò che la mano ti restituisce. E’ anche il bello. Ma rispetto la scelta e le motivazioni che ci stanno dietro.
E quello è un GRAN libro. E pure le Radici…
12 ottobre 2009 @ 20:32
Iri: il libro è assolutamente da leggere…e anche i funghi erano assolutamente da mangiare
Moko: speriamo…nell’attesa ti consiglio il libro di Grossman:
LNaeel: “a lavoro, pelandrone!”…occavolo, allora la legge del contrappasso è vera!
A forza di dirlo agli scrittori che conosco l’hanno detto piure me
p.s.: apprezzo il tuo apprezzamento degli errori
G.L.: è da relativamente poco tempo che scrivo e forse in futuro sceglierò diversamente. Però devo raggiungere almeno un 80%
12 ottobre 2009 @ 20:42
Scrivi meglio di quel che credi ma meno oggettivo nella critica di quanto pensi.
D’altra parte dubito fortemente che esista al mondo uno scrittore sopddisfatto del proprio operato. Il libro che ci arriva in mano dopo l’acquisto è solo UNA stesura, spesso non è l’ultima. Ci sono scrittori che non si staccano MAi dai propri romanzi.
Quindi attendo fiduciosa che il tuo gradimento raggiunga quantomeno il famigerato 80% (è la stessa percentuale dei mutui prima casa…inquietante!)
12 ottobre 2009 @ 20:51
E se ti corrompessimo con una cassa di grappa stravecchia selezione speciale? …due casse? …fornitura a vita?
ripeto, è davvero un GRANDE peccato…
12 ottobre 2009 @ 20:56
concordo con val un conto sono i racconti un altro è un libro, da sei mesi sono fermo su due capitoli (uno e due) e li sto per smontare completamente e rifare quasi del tutto. Non si può mai essere soddisfatti del proprio lavoro.
Quanto ai funghi te li sei sbafati in solitudine senza un po’ di sano fung-sharing tzè e poi saresti un comunista!!
12 ottobre 2009 @ 23:02
Suvvia, lascia ad altri il compito di essere critici nei tuoi confronti… con questo voglio invitarti a inviare a tutti i tuoi lettori una copia cartacea (che lo schermo stanca) dei libri in questione e lasciare a noi il lavoro. XD
12 ottobre 2009 @ 23:25
100 punti a GL per questa frase: “Fisiologicamente rimane incastrato fra ciò che avevi in mente e ciò che la mano ti restituisce. ” questa è la spiegazione tecnica di ciò che accade a tutti quelli che provano a scrivere anche solo un biglietto di auguri.
100 punti pure a Lypsak con il suo invito a spedirci una copia.
50 punti a Eleas che ti fa notare che un buon comunista divide con gli altri (a me non interessano nè i funghi nè la grappa, voglio carta scritta).
-50 punti a Iri che tenta di corromperti con gli alcolici, insomma un po’ di stile, vi prego!
13 ottobre 2009 @ 02:07
e chi ha mai detto che io ho stile Naeel =P quello ad averlo è Val
mi aggrego a Lypsak
13 ottobre 2009 @ 12:11
il problema è che non sono così sicura che Val non si farà corrompere!
com’era? “l’occasione fa l’uomo ladro”
13 ottobre 2009 @ 13:57
Se Val si farà corrompere non mancherò di condividere con te la sua opera *_* senza stile ma generoso
13 ottobre 2009 @ 14:07
ora cerchi di corrompere me? che disastro!
non è generosità, è semplicemente “ricerca di un complice” ahahahahhah
13 ottobre 2009 @ 15:25
dicesi CAPTATIO BENEVOLENTIAE
13 ottobre 2009 @ 15:31
Fantastico il paragone della scrittura ad un demone con cui si fa un patto. L’ho trovato fantastico!
Mi piace sempre parecchio come scrivi
13 ottobre 2009 @ 15:36
Giulia: davvero assai inquietante
Iri: una fornitura a vita tio manderebbe in malora anche se io vivessi solo più un paio di anni
Eleas: esatto.
Ho riletto il capitale e mai, neppure una volta, Marx parla di funghi.
Lyp: anche tu un po’ scettica nei confronti degli ebook, eh?
LNaeel: si, la frase di GL spiega perfettamente cosa succede quando si scrive
Ale: ma grazie
13 ottobre 2009 @ 16:11
val non ne parla perché in fondo era uno sporco capitalista e non cindivideva i suoi piatti di tagliatelle e tu lo imiti ahinoi!!!
13 ottobre 2009 @ 16:55
Senza stile… Captatio benevolentiae…
mi fate arrossire con tutti questi complimenti
Hey, sono proprio io
Eleas ma cos’è questo romanzo che stai scrivendo? *_*
…Naeel a te non l’avevo chiesto, ma comincio a chiedermi se anche tu hai un libro in cantiere visto i racconti?
E gli altri…??????
13 ottobre 2009 @ 18:05
Eleas non è proprio captatio benevolentiae dato che la corruzione è un reato. eh eh tu ci tieni così tanto alle parole
13 ottobre 2009 @ 18:08
iri un romanzo…
naeel ma no non è corruzione siamo in italia la corruzione none siste, è proprio captatio, io captatio a te e tu captatii a me me sono capito?
13 ottobre 2009 @ 18:10
pure criminale allora… non finisco mai di sorprendere… sopratutto me stesso!
Naeel non mi hai detto se scrivi qualcosa
13 ottobre 2009 @ 18:13
Comunque comincio a pensare di mettermi a scrivere pure io… così capireste tutti cosa intende la gente quando parla di ‘racconti dell’orrore’ (in senso strettamente letterale)
13 ottobre 2009 @ 18:17