la Matthäus Passion e penso a due cose:
Alla forma ed a come sia destinata ad essere interpretata in maniera soggettiva.
Al contenuto ed a come sia destinato ad essere interpretato in maniera oggettiva.
E rifletto su quanto sia soggettiva l’invidia.
E poi mi ricordo delle parole di Boezio:
"Nulla è più fugace della forma esteriore, che appassisce e muta come i fiori di campo all’apparire dell’autunno".
E mi domando cosa renda immortale un opera d’arte.


Articoli
Pensieri profondi, pensieri profondi, pensieri profani… ehm, pensieri profondi…
Valberici, mi piacerebbe sapere di più sul tuo libro, se puoi magari rispondermi sarebbe di mio estremo gradimento… grazie!
31 gennaio 2008 @ 21:47
Aster: già fatto
Leggi intanto i primi due capitoli e dimmi che ne pensi
31 gennaio 2008 @ 21:52
L’invidia è la cosa più brutta di questo mondo…..c’è gente che viene consumata dall’invidia…
X-Bye
31 gennaio 2008 @ 22:05
Concordo sulla forma, sul contenuto e sull’invidia (bestia orribile). Ma alla domanda non so trovare risposta.
Bè se sapessi cosa rende immortale un’opera d’arte:
1) mi sforzerei di creare un’opera d’arte
2) aggiungerei quel qualcosa che la renderebbe immortale.
Mammamia, comincio a sproloquiare anch’io…
31 gennaio 2008 @ 23:48
Imp: concordo con te, è la più brutta ed è anche ciò che ha provocato i maggiori disastri.
Thirrin: mi spiace, non ti avevo avvisata, il fatto è che ‘sto blog è sproloquiativamente contagioso.
31 gennaio 2008 @ 23:51
Già, mannaggia la pupazza! E’ da un periodo che mi perdo in sproloqui… ma chissà perchè, dico io!! XD
1 febbraio 2008 @ 00:10
Eh ma sei davvero un gran pensatore tu eh!
Domani, provvederò a linkarti che non so come mai, non l’ho mai fatto prima..
1 febbraio 2008 @ 01:39
Thirrin: mah…chissà
Hachi: pensatore…ummm…direi “sproloquiatore”
Grazie
1 febbraio 2008 @ 08:44
@Valberici: ciò che rende immortale un’opera d’arte sono la mente e il cuore di chi le contempla. E il tempo perde di significato…
-mirtilla
ps. l’invidia è proprio una brutta bestiolina ma è democratica: ognuno se ne porta appresso un pò!
1 febbraio 2008 @ 12:29
Ma tu pensa quanto l’apparire è lontano dall’essere: di primo impatto sono sempre tentato di dire, infatti, che la forma appare la più oggettiva tra le due, perchè tutti la vediamo uguale; mentre il contenuto è molto più personalizzabile… Ma anche no, in effetti: se ognuno vede nella forma di una nuvola quello che gli pare, mentre tutti alla fine cerchiamo disperatamente un’interpretazione concorde di un qualsiasi documento per capirci qualcosa una volta per tute, vuol dire che forse in the end hai ragione. Sempre figo riflettere da queste parti.
Daje che abbiamo contagiato anche Zucchero! ^^
L’invidia più spettacolare è quella che inizia non sapendo di essere tale; poi si vergogna di esserlo; e poi arde in eterno senza più remore.
1 febbraio 2008 @ 15:54
Mecha: eh, sì… sembrerebbe che ci siete riusciti! Bel ragionamento, ma alla fine ha davvero ragione Val.
Val 1 – Mecha 0
1 febbraio 2008 @ 16:27
Cosa rende immortale un’opera d’arte?
Un’happy hour…!
Fab
P.S.: cambio grafica…
1 febbraio 2008 @ 18:55
sei troppo profondo per me:-D, me ne torno tra i fornelli:-)))

1 febbraio 2008 @ 21:28
Mirtilla: vai molto vicino a quello che penso e che sto pian piano approfondendo e svelando, almeno spero, su questo blog
Mecha: e pensa al bicchiere, c’è chi lo vede mezzo pieno, chi mezzo vuoto; ma nessuno mette in discussione il suo contenuto
Fab: eheheh, prima o poi finirà così davvero
Lady: ehhh, secondo me tu sei molto di più di quanto vuoi apparire
Buon finesettimana anche a te
1 febbraio 2008 @ 21:49
Ciao innanzitutto grazie mille per il commento, poi in merito all immortalità dell’opera d’arte è generata dalla quantità di attenzione che riesce a generare nel pubblico che la osserva (o legge) deve avere un messaggio centrale den definito e leggibile e poi deve essere conosciuta, attraverso la riproducibilità tecnica di quest’ opera, attraverso l’incisione prima, e con la fotografia da metà dell’800, (sicuramente non a caso hai messo un’incisione sulla divina Commedia, eseguita da G.Dorè..ottima scelta!!) e co internet adesso.
Comunque deve essere interessante (si intende che sia espressione specifica di qualcosa, o che un lettoreosservatore ci si immedesimi o venga catturato dall’opera) secondo me il tema centrale deve essere la condizione umana in merito a quello che si vuole raccontare, anche attraverso figure retoriche,se il pprotagonista non è un uomo,sono solo esempi.
Per quanto riguarda la forma, deve essere legata al contenuto dell’opera a seconda del tempo in cui costruiamo l’ opera d’arte(libro,quadro o fumetto che sia)citiamo sempre come esempio l incisione che hai messo come immagina del post èdella fine del 700 primi dell 800 difatti risente del periodo del romanticismo (in arte vedi Gericault e Delacriox)sucuramente se questa incisione fosse stata eseguita in un’altro tempo la forma risulterebbe diversa,ad esempio Moebious ha fatto delle illustrazioni sul paradiso della divina commedia e il risultato è ben diverso, benchè ci siano dei riferimenti al Dorè.
Per concludere sull invidia è un sentimento soggettivo che si riperquote su chi non cel’ha (Gericault ha fatto dei ballissimi dipint sull argomento) spero di essere stato abbastanza esauriente ….se ti interessa leggi l’opera d’arde al tempo della sua riproducibilità tecnica di W.Benjamin e guardati le incisioni del Dorè sill’orlando furioso..
Con questo ho veramente finito buona fortina x il libro se è sul blog lo leggerò senz’altro Ciao Ciao
2 febbraio 2008 @ 12:03
Thirrin: devo essere Invidioso?
Cmq sono d’accordo, Val è bravo ^^
2 febbraio 2008 @ 14:04
Ciao compagno-gelatomane!
)
Se posso dire la mia, io la vedo come mirtilla, ma in parte anche come Mechanikwing.Esempio: il bicchiere può essere mezzo pieno o mezzo vuoto, e di quello che c’è all’interno si sa effettivamente che è pieno di un qualsiasi liquido, ma si è portati a pensare all’acqua per abitudine. (dentro ci vedo la cedrata io!
Quello che volevo dire è che per me tutto è soggettivo, anche quello che sembra non esserlo. Dipende dal punto di vista.
Ai
2 febbraio 2008 @ 15:15
Comicfun: dici bene, non a caso:
Sia in riferimento alla Comedia, che al Dorè e, naturalmente, all’ invidia.
Ed hai anche individuato una cosa essenziale: la riproducibilità tecnica.
Del resto è cosa ben presente e da tenere in considerazione per un artista dell’ immagine
Ai: Si iniziamente è soggettivo ma prima o poi dovrai fare una scelta: o l’assaggi e diventa oggettivo o lasci perdere.

Ma nell’ultimo caso la tua opinione sarà ininfluente rispetto a quella di chi ha assaggiato
E comunque io ‘sti becchieri li vedo pieni di affogato al caffè
2 febbraio 2008 @ 20:23
Stamattina ho chiesto a mio padre cosa fosse l’arte e quindi un’opera d’arte. Lui è un soggetto abbastanza adatto a darmi una risposta adeguata, in quanto non trovo un altro modo di definirlo al di fuori di artista (passa tutto il giorno a pitturare tele o a fare schizzi di vetrate, salvo leggere qualche incomprensibile libro di filosofia ogni tanto). E mi ha detto che secondo lui l’arte è la luce che custodisce il mistero. Potremmo anche dire, forse, che è una domanda sull’essensa stessa della vita. Non credo sia il primo a dirlo ma mi andava comunque di trascriverlo qui, siccome è un’opinione piuttosto vicina alla mia.
3 febbraio 2008 @ 11:31
Sissì, ma come puoi vedere un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, puoi vedere il contenuto in un modo altrettanto soggettivo, nella sua oggettività: esempio, la mia amica biologa ci vedrebbe un’accozzaglia di 3 particelle tra ossigeno e idrogeno; uno che muore di seta ci vedrebbe la vita o il prolungamento dell’agonia o del tempo in più, un’artista (sempre se non ha sete) forse ci vede del diluente, chissà! Non so se tutto questo abbia un senso, ma per ora la vedo così!
Ai
3 febbraio 2008 @ 12:01
VioVyB: sono d’accordo ed aggiungo che
l’arte è anche un interrogarsi sulla morte.
L’arte è un atto di fede.
Ai: H2O, la sopravvivenza, il diluente, son solo modi diversi di chiamare la stessa cosa che ha gli stessi effetti.
L’acqua è acqua.
Invece vedere qualcosa mezza piena o mezza vuota implica una diversità di interpretazione.
3 febbraio 2008 @ 12:40
muble muble….
Ai
3 febbraio 2008 @ 12:57
L’arte è un Atto di Forza!
3 febbraio 2008 @ 14:12
L’opera d’arte viene resa immortale dai critici che le attribuiscono un significato, e che si curano di divulgare il loro pensiero. La pubblicità è l’anima del commercio.
3 febbraio 2008 @ 15:58