non è necessario, ma per i nuovi occorre una premessa al post odierno.
Su questo blog si sproloquia e quindi la coerenza e i nessi logici sono da cercare con cura, ammesso che ce ne siano.

Ieri ho letto questo e mi è tornata in mente una telefonata.

Ogni tipo di lavoro permette l’esercizio di micropoteri, a volte li si usa con arroganza o per “vendicarsi” di torti subiti. Tempo fa credetti di averne fatto buon uso.
Conosco una persona che all’età di 16 anni ha avuto un gravissimo incidente in moto, rimanendo in coma per due anni. Ha poi avuto una lenta ripresa che non gli ha permesso di completare gli studi.
Mi capita di incontrarlo sul lavoro e scopro che si occupa di pulizia, spazza un grande cortile e un parcheggio. Mi pare un lavoro poco adatto, che lo espone alle intemperie e ha un’orario scomodo.
Allora metto una “buona parola” e lui si ritrova addetto alle fotocopie.
Mi congratulo con me stesso, ho fatto felice il mio amico senza alcun sforzo.
Dopo un paio di mesi arriva la telefonata.
E’ la sua compagna, disperata. Mi dice che il suo uomo non dorme più la notte, è dimagrito e non sta bene.
Poi mi supplica di fare in modo che lui riabbia il vecchio lavoro. Io non capisco. Lei mi spiega. Dopo l’incidente non è più riuscito a leggere correttamente, una forma di dislessia che gli rende il suo nuovo compito estremamente gravoso. Prima invece era felice, parlava con le persone, faceva anche un po’ da portinaio e si sentiva utile. Le chiedo perchè non abbia mai detto nulla e lei mi risponde: “Non vuole deluderti”.

Beata Umiltà