E’ un mese di nebbia e di grappa novella.
A volte mi sembra di essere immerso in una nuvola.
I suoni si fanno ovattati e la luce si attenua.
Cammino in mezzo ad infiniti filari di viti scheletriche, mentre il giorno giunge alla fine.
Il buio giunge improvviso e con esso l’ora di tornare.
Allora torno sui miei passi, un po’ riluttante.
E’ difficile ritrovare i sentieri percorsi in precedenza.
Arriva così il senso dell’ irreversibilità dell’ inesistente tempo.
Poi percepisco qualcosa arrivare dal buio.
Qualcosa di grosso e veloce.
Mi salta addosso.
Abbaia felice, il mio labrador.
Sono a casa.

nebbia