1) L’impossibilità tecnologica. Ad es. non posso andare in un altra galassia poichè non è stata ancora creata un’astronave che lo permetta.
2) L’impossibilità teorica. Ad es. non è possibile viaggiare a velocità superiori a quella della luce vista la teoria della relatività che fin’ora si è sempre dimostrata valida.
3) L’impossibilità scientifica. Ad es. il viaggio a ritroso nel tempo non è possibile poichè sarebbe in contrasto con la struttura stessa dell’ universo quale noi conosciamo.
4) L’impossibilità logica. Ad es. se A=B e B=C non posso sostenere che A≠C perchè sarebbe in contraddizione con la struttura stessa del nostro pensiero.
Ma gli scrittori spesso vanno oltre e non tengono conto dell’ impossibile.
Allora diciamo che se si non si tiene conto di una o di tutte le prime tre categorie vuol dire che siamo in piena fantascienza.
Chi scrive un libro fantascientifico parte dal presupposto che l’impossibile delle prime tre categorie sia destinato a diventare possibile.
Tuttavia la fantascienza non trasgredisce mai la quarta categoria di impossibilità.
Lo scrittore che infrange tutte e quattro le categorie appartiene al genere fantasy.
"Nel modo fantastico il Soprannaturale si rivela come una rottura della coerenza universale…L’Impossibile ne costituisce l’essenza e, in quanto Impossibile, si impone all ‘improvviso" ²
La mancanza di ogni categoria di impossibilità permette di raggiungere livelli di "epicità" impensabili nel genere fantascientifico, e questo è uno dei motivi per cui mi piace il genere fantasy.
Ora voglio però riportare un’altra citazione:
"
L’uomo può credere all’impossibile, non crederà mai all’improbabile" ³E questo ci suggerisce un’altra categoria con la quale uno scrittore, qualunque sia il suo genere, deve necessariamente confrontarsi:
L’mprobabilità.
E devo dire che ieri ho letto un libro che va oltre la stessa improbabilità, che apre crepe e fessure nella stessa struttura del reale.
Un libro che va la di là della definizione del brutto.
Non credo occorra che vi dica di che libro si tratti, ma vi assicuro che in tutta la mia vita non ho letto niente che sia ad esso paragonabile 
1 K.Popper
2 R. Caillois
3 O. Wide

Articoli
L’unica differenza fra realtà e fantasia è che la fantasia dev’essere credibile (Mark Twain)
Quindi Moccia, per favore, smettila di tormentarci.
24 febbraio 2008 @ 17:43
L’unico merito di Moccia è quello di aver fatto andare in libreria molti giovani che non ci sarebbe andati…
X-Bye
24 febbraio 2008 @ 18:32
@Valbe: sei un signore, hai usato finissime perifrasi e sei ricorso a forbite definizioni per non scadere nella banalità. Io avrei usato molte meno parole per definire cotal “libercolo” (chiamarlo libro è pure troppo…).
Però non dire che non ti avevamo avvisato…^___-
Signora Rosalba, la prego, faccia in modo che Valberici rinsavisca e abbandoni questa scia masochista!! (valbe, certe cose lasciale fare a Phedre…)
-mirtilla
24 febbraio 2008 @ 20:25
1) Ci tengo alla mia chela, casomai ti passo la mano sudicia…
2) mi interessa molto questo post, adesso lo stampo e lo incornicio! Le quattro regole basilari per essere uno scrittore fantasy! Ti amo… non potevi farmi regalo migliore!!!
24 febbraio 2008 @ 20:27
VioVyB: in effetti me la potevo cavare con una sola citazione
Però mi dispiaceva sprecare un post intero per Moccia e così, visto che c’ero, ho cominciato a definire il fantasy.
Imp: bisognerebbe vedere quanti hanno continuato a leggere dopo il suo libro.
Mirtilla: credo proprio che non leggerò più nulla di Moccia.
Però mi dispiaceva non poter partecipare a discussioni in cui lo si citava.
Avrei comunque potuto parlarne male ed essere quasi sicuro di non sbagliarmi, ma il “quasi” non mi faceva stare tranquillo.
Io vivo di certezze
Aster: felice di esserti stato d’aiuto. In effetti su questo blog si parla spesso di epica, fantasy e libero arbitrio.
24 febbraio 2008 @ 20:51
eheheh! Io lo sapevo. Ti è cascato un macigno in testa, eh? Gran bernoccolo? Immagino, immagino. Noi però ti avevamo avvisato. Io per prima mi ero improvvisata esorcista. Ad ogni modo lancio una pietra in tuo favore: la vita non è tutta rosa e fiori… qualche sacrificio lo si deve pur fare (e dopo aver letto Moccia direi che tu sacrifici non devi più farne per tutti i secoli dei secoli). ^______^
Bellissime le citazioni. Adesso me le annoto e ci rimurgino su ogni volta prima di scrivere.
24 febbraio 2008 @ 21:32
Val: meglio così! … Piacere, Davy Jones. Qua la mano, compare!
Eheheh, hai visto cos’ho scritto nel blog? (mio)
…Ma tu devi sempre avere premi… uffa! :@
24 febbraio 2008 @ 21:36
Thirrin: sì, ora mi serve un bel libro per riprendermi.
Aster: visto, lo sai che io e il mio labrador Casper aka Fuffy prendiamo il caffè insieme?
24 febbraio 2008 @ 21:47
Aspetta martedì e comprati I DANNATI DI MALVA
24 febbraio 2008 @ 21:51
Thirrin: ottimissima idea
24 febbraio 2008 @ 23:49
valberici: mi auguro che tu dia il caffè a tutte e tre le teste, altrimenti se lo versi solo in una tazzina si sbranano amorevolmente a vicenda…
Labrador? Hmmm… non è il caso che gli faccia conoscere il mio gatto!!! Il mio gatto almeno non lo gradirbbe…
Ma tu di preciso che cosa fai a lavoro? E quanto lavori??? Si può chiederlo?
25 febbraio 2008 @ 15:26
Che figo ‘sto post, Val.
Mi è piaciuto un bel po’.
Davvero complimenti.
Per il resto…. Trenta litri giù nel cesso?
Chè io poi ‘sta cosa di Moccia che fa tornare i giovani alla lettura…
Per carità, lo dice pure Sandrone, però…
E’ come se lodassimo Amici perchè fa tornare i giovani alle arti coreutiche…
Va bene, ma sempre cagare fanno, no?
Fab
25 febbraio 2008 @ 17:35
Aster: quanto lavoro dipende da quanti problemi devo risolvere. In pratica si potrebbe dire che sono un amministratore di rete con particolar riguardo alla sicurezza dei dati.
Lavoro in parte per lo stato e in parte con contratti di consulenza e formazione.
Fab: grazie.

In realtà a volte penso che un libro tipo quello di Moccia possa rovinare il lettore.
Un po’ come il continuo uso del linguaggio veloce degli sms rovina le capacità espressive
25 febbraio 2008 @ 17:46
beh, scrivere serve ad andare oltre. A rendere possibile l’impossibile…
26 febbraio 2008 @ 16:58
ViolaDK: esatto, ed io apprezzo chi va oltre tutte le impossibilità.
26 febbraio 2008 @ 19:27