ci saranno, nella sola italia, più di 10.000 editori e, ogni anno, almeno 150.000 nuovi libri.
Tutto questo sarà la conseguenza del tramonto definitivo del “cartaceo”.
Quello che mi domando è come riusciremo a “scegliere”, in questo sterminato mare di opere letterarie, quello che ci piace. Il mio timore è che i libri “vincenti” saranno quelli scritti nel “linguaggio corrente”, ovvero quelle opere che imiteranno la parlata e che avranno un lessico non superiore a quello dell’individuo medio.
Oggi la Commedia di Dante è praticamente illeggibile dalla maggioranza degli italiani, a causa del suo linguaggio “obsoleto” e del suo lessico superiore alle 60.000 parole. E’ possibile che tra pochi anni solo un esigua minoranza di lettori riuscirà ad affrontare libri con più di 1.000 parole. Anche il linguaggio e la scrittura dovranno essere molto semplici.
Forse stiamo assistendo ad una progressiva regressione culturale.
Io credo che esista un solo modo per impedire che ciò avvenga. Occorre un’ avanguardia di scrittori, che sappiano lottare con forza e decisione, che sappiano innovare e soprattutto restituire dignità e sostanza alle singole parole.
Sono ottimista e anche convinto che stia per giungere il “momento giusto” per una rivoluzione letteraria.
Sarà una stagione esaltante e spero di poterla vivere fino in fondo.
Del resto mi pare che sto giocando un discreto finale…mi pare…


Articoli
io intanto prendo il vocabolario
26 gennaio 2010 @ 21:24
Iri: digitale?
26 gennaio 2010 @ 21:33
Val, come darti torto?
Quando vado in libreria vedo sempre le solite case editrici, i soliti romanzi. Per questo ho preso l’abitudine di cercare online. Prima di tutto perché tutti i romanzi hanno – più o meno – la stessa visibilità, poi perché si possono leggere i pareri. In questo Anobii è geniale. Certo, bisogna prendere le recensioni con le pinze, però raramente sono rimasto bruciato!
Anzi, grazie “al web” ho scoperto autori che in libreria non avrei mai visto!
26 gennaio 2010 @ 21:57
no, il kindle non me lo posso piglia’
e poi così il significato delle parole non lo ricordo. XD sono proprio un somaro
26 gennaio 2010 @ 21:57
Luca. hai mai letto i libri di Gene Wolf? Secondo me ti piacerebbero assai.
Iri: allora ti nomino erede di tutti i miei vocabolari cartacei
26 gennaio 2010 @ 22:04
grazie! sto ricevendo un sacco di nomine ultimamente
comunque l’immagine è fantastica. Tua quale sei delle pedine?
26 gennaio 2010 @ 22:07
Val, appena cercato online. Mi ispira tantissimo “il castello fantasma” ma su ibs risulta esaurito =_= Chiederò al mitico libraio di fiducia; pensa che è riuscito a procurarmi in due giorni una vecchia edizione di “Intervista del Vampiro”, che su ibs neppure esiste! XD
26 gennaio 2010 @ 22:08
Dante È la letteratura la bellezza la passione tutto quello che di Bello può esserci in una storia ecco quello è Dante. Farò un conteggio del numero delle parole dentro insecta per essere sicuro che almeno lessicalmente sia all’altezza.
luca: un dubbio non è che anobii sia meno caotica delle librerie cartacee anche lì cercare non è affatto scontato.
26 gennaio 2010 @ 22:13
oddio Val XD mandamelo prima che pubblichi il prossimo capitolo
26 gennaio 2010 @ 22:16
Eleas, hai ragione, però ci sono mille modi diversi per scoprire cose nuove. Si possono ad esempio trovare persone con un’alta compatibilità e spulciare nelle loro librerie. In questo modo si va sul sicuro; avendo gusti simili si cercano anche libri simili. Ok, messa così sembra molto perfida come cosa, come a dire “tu fai tutto il lavoro e io ti copio” XD
Però è anche vero che, come ha detto Val, escono troppe cose e tutte assieme!
26 gennaio 2010 @ 22:18
No, no e no, non intendo abbandonare il cartaceo, e visto com’è andata la faccenda degli LP in vinile mi sento ottimista: certe cose non tramontano mai!
26 gennaio 2010 @ 22:29
Iri: io sono il giocatore sulla destra…
Luca: a me piace la serie del Nuovo Sole.
Eleas: la Commedia è uno dei libri che tengo accanto al letto, a volte leggo qualche pezzetto prima di dormire.
Fed: “resistere è inutile! ”
26 gennaio 2010 @ 23:23
varzylberici il saggio
26 gennaio 2010 @ 23:41
pure tu sei una pedina
(Gian Frustigatore) ci controlla
io pensavo che per dormire usassi un’altro libro gioielloso XD
ma come cavolo si fa la faccetta che ride muovendosi XD
26 gennaio 2010 @ 23:51
iri torna a disegnare e non fare casino che sto iniziando il nuovo capitolo che m’è venuta un’ideina
26 gennaio 2010 @ 23:58
comunque val pensa che stranezza, ho in bozza un articolo proprio su Dante sto pensando come impostarlo spero in settimana di riuscire a postarlo…
27 gennaio 2010 @ 00:01
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che ideona…
non posso disegnare e neanche tatno leggere, ho le lenti in revisione U.U
27 gennaio 2010 @ 00:02
comunque vedrai che disegni
muhahahahahahahahahah
27 gennaio 2010 @ 00:03
ho creato un mostro… fammi scrivere dai
27 gennaio 2010 @ 00:06
Ieri sera ho fatto un preaffido qua nella mia città. Cerco di non partire mai prevenuta, per quanto sia difficile, ma stavolta sono tornata a casa molto soddisfatta. Una famiglia vera: due giovani (giovani!) genitori, lei anche molto carina con tanto di grembuile da cucina, lui sempre sorridente ma con le idee chiare. Ma a stupirmi sono stati i bambini: educati, composti e con un lessico straordinario, la bimba a dieci anni conosce già più di 60.000 parole, secondo me. Ancora una volta sono ottimista.
27 gennaio 2010 @ 07:26
Dici cose giustissime ma come in tutti gli ambiti è raro trovare chi ha l’umiltà di ammettere che determinati libri non sono alla loro portata.
27 gennaio 2010 @ 09:45
Ricordo un vecchio articolo di giornale. Si trattava dell’Unità, un numero degli anni Sessanta. Era la rubrica della posta affidata, per un certo periodo a Pasolini (e lungi da me farne un monumento, ma in questo caso penso che possa far riflettere). Era arrivata una lettera che diceva pressapoco così (scusate, ma non ho l’originale sotto mano) “Dottor Pasolini, sono un operaio di tot anni e ho la quinta elementare perchè non c’erano soldi e bisognava lavorare. Ho guardato il suo film, ma non l’ho capito. Potrebbe per favore farli più semplici?” La ripsosta di Pasolinbi fu (anche qui, vado a memoria, scusate) “No. Non sono io che devo fare i film più smeplici, devi essere tu che devi alzare la tua cultura per capirli”. Citò un passo essenziale di Gramsci. Essenziale per chiunque voglia vedere un progresso che sia tale e non solo della “roba”. Alle nostre orecchie postmoderne e finto-orizzontali, suona come una risposta “spocchiosa”, dopotutto l’operaio era “uno che lavora” mica un “intellettuale” e non gli ha forse detto “parla come mangi” che oggigiorno chiude ogni discussione che non sia figacalcioimmigrati?
Sarebbe interessante sapere come quell’operaio reagì alla risposta di PPP.
27 gennaio 2010 @ 12:28
me cercato leggere tuo post. Me no riuscito. Perchè tu usare parole difficili? Me no capire!
Più seriamente, io penso che si andrà per communities. Come adesso c’è ad esempio la community degli amanti del fantasy che conosce libri di cui nessun altro ha sentito parlare ci sarànno community attorno alle quali orbiteranno scrittori e lettori di letteratura più o meno complessa. Certo, nessuno conoscerà tutto (ancor meno di adesso) ma tutti saranno esperti nel loro ambito. E naturalmente sbeffeggeranno “quei bifolchi del gruppo da 999 parole” e detesteranno “quegli snob arroganti del gruppo da 1001 parole”.
Peraltro, ho ancora da qualche parte un taccuino preso a un vecchio salone del libro la cui copertina ha la scritta “l’arte di non leggere” (era un prodotto promozionale di una trasmissione di fruttero e lucentini). Potrei tirarlo fuori. E’ un buon promemoria
27 gennaio 2010 @ 13:05
Hai ragione, e al cosa peggiore è che se uno non si allena, via via si dimentica anche quelle che aveva imparato! Questo è davvero un coso… come si chiama… un… oddio… quello… XD
27 gennaio 2010 @ 14:01
Eleas: posta, posta, che Dante è sempre un “bell’argomento”
Giulia: spero proprio che tu abbia ragione, nel tuo essere ottimista.
LeCadavreExquis: oggi l’umiltà è definitivamente “passata di moda”.
G.L.: quello che mi domando è: se l’operaio avesse deciso di aumentare la sua cultura, avrebbe potuto farlo?
Temo che la risposta sarebbe stata negativa.
Ecco perchè io vorrei, voglio, innalzare la cultura degli operai.
Sauron: già, potrebbe esserci una “polverizzazione” dei “tipi” di lettore.
Lyp:
27 gennaio 2010 @ 21:10
maledetto borg!!!
28 gennaio 2010 @ 17:43