ci saranno, nella sola italia, più di 10.000 editori e, ogni anno, almeno 150.000 nuovi libri.
Tutto questo sarà la conseguenza del tramonto definitivo del “cartaceo”.
Quello che mi domando è come riusciremo a “scegliere”, in questo sterminato mare di opere letterarie, quello che ci piace. Il mio timore è che i libri “vincenti” saranno quelli scritti nel “linguaggio corrente”, ovvero quelle opere che imiteranno la parlata e che avranno un lessico non superiore a quello dell’individuo medio.
Oggi la Commedia di Dante è praticamente illeggibile dalla maggioranza degli italiani, a causa del suo linguaggio “obsoleto” e del suo lessico superiore alle 60.000 parole. E’ possibile che tra pochi anni solo un esigua minoranza di lettori riuscirà ad affrontare libri con più di 1.000 parole. Anche il linguaggio e la scrittura dovranno essere molto semplici.
Forse stiamo assistendo ad una progressiva regressione culturale.
Io credo che esista un solo modo per impedire che ciò avvenga. Occorre un’ avanguardia di scrittori, che sappiano lottare con forza e decisione, che sappiano innovare e soprattutto restituire dignità e sostanza alle singole parole.
Sono ottimista e anche convinto che stia per giungere il “momento giusto” per una rivoluzione letteraria.
Sarà una stagione esaltante e spero di poterla vivere fino in fondo.
Del resto mi pare che sto giocando un discreto finale…mi pare…