dell’ Ipad. Forse sapete cos’è o forse no, non è questo il punto.
Il punto è quello che ho pensato quando ho visto la presentazione e ho notato la grande facilità d’uso.
Non sono stato l’unico ad aver ragionato su quanto sia intuitivo ed alla portata di tutti, ad esempio qui trovate un interessante post sull’argomento.
Io mi limito ad un breve sproloquio.
Un tempo la conoscenza era un’arma al servizio di alcune classi dominanti. Il latino, la difficoltà del trascrivere un libro, il costo…tutto contribuiva a mantenere le masse ignoranti.
Poi arrivò un certo Gutenberg e le cose cambiarono.
Finalmente la cultura cominciava ad essere più accessibile.
Oggi internet e le nuove tecnologie sembrano “sdoganare” sempre più il sapere, ma non è così.
La nuova arma si chiama “semplicità d’uso”.
Non occorre più negare la lettura o l’accesso al sapere, è sufficiente impigrire le menti.
Tutto deve essere semplice e lo sforzo mentale deve essere ridotto…ogni cosa deve poter essere usata e/o letta e/o descritta senza usare più di 600 parole.


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Interessante punto di vista…ritieni quindi che la facilità di accesso alla conoscenza crei un tale distacco dall’utilità della stessa da renderla comunque inacessibile alle menti “spente”? Certo che questa sarebbe proprio una bella fregatura
28 gennaio 2010 @ 14:26
Per me internet ha sdoganato alla grande il sapere.
.
Tu stesso hai iniziato il post con una notizia presa da internet con tanto di lik….hai ricercato, hai saputo ma non ti vedo impigrito
P.S.: quel coso nella foto ce l’ha anche mio papà
28 gennaio 2010 @ 14:36
La neolingua
aspetto i tuoi vocabolari!
Be non so, è vero che imparare comporta fatica ma da anche un enorme piacere. O almeno, per me è così. Avere più di un modo per descrivere la stessa sensazione è meraviglioso. Internet mi ha fatto conoscere tanti autori ma soprattutto persone che sono una fonte continua di stimoli, e non mi aspetto certo che siano loro ad abbassare il livello. Insomma, siamo davvero tutti come qualcuno ci vorrebbe rappresentare?
28 gennaio 2010 @ 14:47
ps l’Ipad ho scoperto ora cos’è
28 gennaio 2010 @ 14:48
a le cadavreexqu
i tempi passano … quel “coso” l’ho usato anch’io e ora sembra archeologia
28 gennaio 2010 @ 15:36
Ipad giusta arma contundente da spiaccicare in testa alla gente XD
X-Bye
28 gennaio 2010 @ 15:48
@Cadavre: secondo me internet è semplicemente un calderone, e ognuno cerca quello di cui sente il bisogno… c’è chi lo usa per avere un’ampia gamma di informazioni a disposizione in modo rapido e chi per chattare a manetta riducendo la lingua ai minimi termini. Tutto sta a chi sei tu che usi la rete…
@Val: ohhh, finalmente ho capito a che diamine possa servire un aggeggio del genere! Confermo la tesi di Recchioni: anche io che sono poco più di un’utonta media non me ne farei assolutamente di niente. Ma niente niente niente niente!!!
28 gennaio 2010 @ 19:00
Val, inizio a inquietarmi. Certe volte potrei sottoscrivere pure le virgole di quello che scrivi. Questo post ad esempio. Che si potrebbe intitolare”La Grande Beffa: ovvero sulla differenza fra informazione e conoscenza”. Ci devo – assolutamente – fare un post. Magari farebbe bene, ogni tanto, ricordarci che Internet è stata inventata come arma dal Pentagono. E poi, accidentalmente…
28 gennaio 2010 @ 19:02
Giulia: ritengo che la mente debba essere tenuta in allenamento, altrimenti impigrisce e a poco a poco si spegne.
LeCadavreExquis: ma io potrei essere quello che fornisce le informazioni e voi quelli che “impigrite” e le “subite” senza alcun spirito critico.
Insomma, potrei essere il “cattivo”
Iri: ma tu ormai fai parte dell’ “avanguardia” e sarai con noi quando ci sarà la rivoluzione.
Comunque è indubbio che internet favorisca lacomunicazione, ma c’è un prezzo da pagare.
Imp: è un’arma fantasy naturalmente
Lyp: è come suonare il piano girando una manovella
G.L.: il fatto è che sei dannatamente old-style.
28 gennaio 2010 @ 19:53
mi spiace ma non sono affatto d’accordo la semplicità d’uso è strumentale e basta. La testa la uso per fare quallo che ritengo importante invece che perdere tempo (che di tempo parliamo eh) a mettere toppe a sistemi operativi del cavolo dai.
Ma ti immagini cosa vorrebbe dire gestire i blog dovendo conoscere il php per tutti? Vorrebbe dire che il blog lo useremmo in pochi eletti. Riflettiamo anche su questi aspetti. Prendiamo l’utente tipo che di internet e programmazione non capisce una mazza (giulia puoi venire un attimo?) se non ci fossero interfacce semplificate come farebbero? Dovrebbero imparare il php, ma se non fosse nelle loro corde?
Il tuo discorso Val mi pare un po’ qualunquista
28 gennaio 2010 @ 21:22
Eleas: no, imparare il php vuol dire saper costruire un blog. Io non sto dicendo che dobbiamo saper riparare o costruire i nostri strumenti.
E nemmeno sto dicendo, in generale, che servono strumenti di difficile uso.
Men che meno che gli os debbono essere pieni di bachi, e direi che un os fatto male è cosa diversa da un os complesso e potente.
Non confondiamo l’ usabilità con la stabilità.
Ci sono strumenti di grande semplicità ed efficacia, e me ne vengono in mente molti se penso all’ agricoltura e alla civiltà contadina.
Qui però stiamo parlando di strumenti che hanno a che vedere con la conoscenza.
E se pensiamo alla stretta associazione tra mezzo e messaggio allora si apre una riflessione sugli strumenti che, impoveriti per raggiungere una grande facilità d’uso, dovrebbero comunque poter veicolare messaggi complessi.
Se io ti propongo un mezzo assai semplice che ti consente di utilizzarlo con solo dei semplici click, allora è possibile che in te si ingeneri una “pigrizia” che ti porterà a fare semppre un minor uso della tastiera.
Se non scrivi la tua interattività è comunque limitata, e se sostituisci la scrittura con comandi vocali è possibile che ti ritroverai con una parlata involuta.
Ovviamente devi pensare ad un giovane utilizzatore, tu ormai sei vecchio ed è probabile che hai imparato a ragionare ed hai sviluppato la capacità di fomulare pensieri complessi.
Ma pensa se fossi nato in un mondo in cui ti bastavano pochi click per soddisfare i bisogni primari e provare piacere.
E concludo dicendo che se ti piace la Commedia di Dante vuol dire che hai perso tempo a studiare il suo linguaggio, tempo che potevi usare per fare altre cose, magari più importanti.
Magari se con un paio di click arrivavi ad una voce che ti faceva un riassunto dell’ opera del toscano ti accontentavi, dopotutto perchè faticare.
Comunque sono convinto che tu sai che per conoscere non basta informarsi.
29 gennaio 2010 @ 00:13
la tua ipotesi è smentita dai fatti circa la tastiera e il mouse, c’è gente che lo odia e vive di scorciatoie da tastiera, altri che non possono are a meno di lui anche quando rallenta le operazioni. Nessuno strumento in sé è qualcosa di deterministico è solo una serie di possibilità. Ma presa così pure la ruota ha impigrito l’uomo.
29 gennaio 2010 @ 00:45
Eleas: io sono già uno di quelli che usa pochissimo il mouse, e sono pure convinto che da linea di comando faccio prima e meglio.
Ma il discorso riguarda le quantità, ovvero la maggior parte delle persone “che si stanno formando” sceglierà la “strada più corta)…e quando saranno la maggioranza allora non si produrranno più tastiere (ovvio che semplifico).
Pensa ora al linguaggio, che è anche uno strumento (ma non solo), e pensa a come si è impoverito, e poi riflettiamo se in questo impoverimento ci sono delle “colpe” da parte della tecnologia, ad iniziare dalla velocità dell’ informazione e dagli sms.
Non sono un luddista ma mi preoccupo quando sento i giovani confondere exploder con internet.
Comunque il discorso è più ampio, allarghiamolo nuovamente pensando all’ attuale “velocità” della comunicazione, è cosa assolutamente buona e giusta?
p.s.: la ruota non ha impigrito l’uomo…l’automobile invece si.
29 gennaio 2010 @ 08:40
ma se non ci fosse stata la ruota…
29 gennaio 2010 @ 10:21
Per me ben venga la semplicità d’uso, il problema è quando è forzata, e o fai le cose nel modo esatto in cui sono state ritenute “facili” da chi ha progettato il sistema (a prescindere dal fatto che a te tornino scomode o che diano in realtà i risultati peggiori) o non c’è verso di farle.
29 gennaio 2010 @ 11:14
Non mi è chiaro. Stai suggerendo che le cose dovrebbero essere mantenute volutamente difficili per una specie di ginnastica mentale? Non mi sento del tutto d’accordo. Mi viene da pensare che le persone si orientino comunque al livello di difficoltà loro più congeniale. Se la difficoltà media si abbassa faranno cose che prima sarebero state più difficili.
Mi piace la semplicità. Credo che rendere il mondo più user-friendly sia da sempre lo scopo principale della tecnologia. Si sa che il mondo non è stato migliorato dai grandi lavoratori che si davano da fare: quelli si limitavano a spostare i pietroni a mano. Sono i pigri che hanno inventato la ruota per non fare fatica.
29 gennaio 2010 @ 16:26
Eleas: se Cortés non avesse fatto quello che ha fatto oggi sapremmo che sarebbe successo senza ruota
CMT: e questo è uno dei motivi per cui l’ iPad non mi piace
Sauron: esatto, i pigri inventano cose che possono diminuire la fatica…quella fisica però, non certo quella mentale, altrimenti se erano mentalmente pigri non riuscivano ad inventare nulla.
Quindi io suggerisco che si facciano lavorare le menti…riguardo ai corpi il discorso è diverso.
29 gennaio 2010 @ 18:36