del racconto scritto a “quattro mani” con Imp; qui trovate le parti scritte da lui, qua le mie.
La dampyr rise e sguainò la spada:” Te l’ho detto che oggi non è giornata. Vorrà dire che in futuro non appoggerò i piedi sul pavimento quando scenderò dal letto.”.
“Sorellina, lascia stare il mio fidanzato”, la calda e roca voce fece girare di scatto Sarah.
Una giovane donna con lunghi capelli biondi, striati di nero, e luminosi occhi color dell’ oro, la stava guardando, tenendo le braccia incrociate sul petto, con un sorriso sardonico sul bel viso.
Doveva essere entrata nel vicolo senza fare alcun rumore, solo così si spiegava la sorpresa della diurna, che ora indietreggiò lentamente verso il muro, per coprirsi le spalle.
“Ciao Selene.” rispose Sarah con voce carica di tensione “Dovevo immaginare che in realtà c’eri tu al comando. Così sei riuscita a diventare capobranco, pur essendo una femmina, certo che Alejandro è proprio fortunato ad avere una fidanzata così ambiziosa. Sicuramente lo aiuterai tutti i giorni a decidere cosa è meglio per il branco.”. La pantera ruggì con rabbia e fece per lanciarsi in avanti ma un gesto della ragazza dagli occhi dorati lo fermò e lo fece indietreggiare; il grande felino si sedette continuando ad emettere un cupo brontolio.
Selene si avvicinò alla cacciatrice muovendosi con la grazia di una ballerina, quando le fu di fronte le disse con voce calma ma un po’ malinconica: “Cosa ti succede sorellina? Provochi il mio compagno e dai tuoi occhi vedo che sei pronta ad ucciderci entrambi. Sapevo che le droghe ed il siero ti stavano facendo impazzire ma non credevo fino a questo punto. Non ti stiamo impedendo il passaggio, vogliamo solo sapere cosa sta succedendo. C’è stata una grande esplosione nel grattacielo di Nubi, dicono sia morto, ed ora ho saputo che nel sottosuolo è stata fatta esplodere una bomba a fusione. Per finire tu spunti da un tombino e cominci a dar fuori di matto. Te lo ripeto, che succede?.”.
Sarah abbassò lentamente la katana, chinò il capo e sussurrò:” Pickett è morto, Un golem che mi inseguiva lo ha ucciso. Devo uccidere il bastardo che lo ha mandato.”.
Per un lungo istante sembrò che il viso di Selene si fosse tramutato in una maschera di pietra, poi rovesciò indietro il capo ed urlò un no prolungato che si trasformò in un agghiacciante ruggito.
Il suo corpo parve colare come cera fusa, i capelli lo ricoprirono diventando una folta pelliccia; ora una possente tigre pareva sul punto di balzare addosso alla ragazza mentre con voce profonda ed inumana diceva:”Maledetta, è colpa tua se è morto. Lo sapevo fin da quel dannato giorno in cui ti ha raccolta che tu avresti portato solo dei guai.”.
“Sorellina, lascia stare il mio fidanzato”, la calda e roca voce fece girare di scatto Sarah.
Una giovane donna con lunghi capelli biondi, striati di nero, e luminosi occhi color dell’ oro, la stava guardando, tenendo le braccia incrociate sul petto, con un sorriso sardonico sul bel viso.
Doveva essere entrata nel vicolo senza fare alcun rumore, solo così si spiegava la sorpresa della diurna, che ora indietreggiò lentamente verso il muro, per coprirsi le spalle.
“Ciao Selene.” rispose Sarah con voce carica di tensione “Dovevo immaginare che in realtà c’eri tu al comando. Così sei riuscita a diventare capobranco, pur essendo una femmina, certo che Alejandro è proprio fortunato ad avere una fidanzata così ambiziosa. Sicuramente lo aiuterai tutti i giorni a decidere cosa è meglio per il branco.”. La pantera ruggì con rabbia e fece per lanciarsi in avanti ma un gesto della ragazza dagli occhi dorati lo fermò e lo fece indietreggiare; il grande felino si sedette continuando ad emettere un cupo brontolio.
Selene si avvicinò alla cacciatrice muovendosi con la grazia di una ballerina, quando le fu di fronte le disse con voce calma ma un po’ malinconica: “Cosa ti succede sorellina? Provochi il mio compagno e dai tuoi occhi vedo che sei pronta ad ucciderci entrambi. Sapevo che le droghe ed il siero ti stavano facendo impazzire ma non credevo fino a questo punto. Non ti stiamo impedendo il passaggio, vogliamo solo sapere cosa sta succedendo. C’è stata una grande esplosione nel grattacielo di Nubi, dicono sia morto, ed ora ho saputo che nel sottosuolo è stata fatta esplodere una bomba a fusione. Per finire tu spunti da un tombino e cominci a dar fuori di matto. Te lo ripeto, che succede?.”.
Sarah abbassò lentamente la katana, chinò il capo e sussurrò:” Pickett è morto, Un golem che mi inseguiva lo ha ucciso. Devo uccidere il bastardo che lo ha mandato.”.
Per un lungo istante sembrò che il viso di Selene si fosse tramutato in una maschera di pietra, poi rovesciò indietro il capo ed urlò un no prolungato che si trasformò in un agghiacciante ruggito.
Il suo corpo parve colare come cera fusa, i capelli lo ricoprirono diventando una folta pelliccia; ora una possente tigre pareva sul punto di balzare addosso alla ragazza mentre con voce profonda ed inumana diceva:”Maledetta, è colpa tua se è morto. Lo sapevo fin da quel dannato giorno in cui ti ha raccolta che tu avresti portato solo dei guai.”.
La prima volta che Sarah aveva incontrato Selene era il giorno in cui Pickett l’aveva presa con sé. Quando erano giunti alla tribù lui l’aveva portata davanti al capo, che gli aveva permesso di avere una seconda allieva. La prima era una ragazzina dai lunghi ed arruffati capelli color nero-oro, la figlia del vecchio capobranco dei mutaforma. Era ormai un anno che era stata inviata dal ghoul, avrebbe già dovuto far ritorno al branco ma i suoi genitori erano stati uccisi in una delle frequenti lotte per il dominio. Ora nessuno sapeva bene cosa fare di lei ed alla fine era stata “dimenticata”, una fortuna, in fin dei conti, a volte i nuovi capi uccidevano anche le figlie dei loro predecessori.
Quando la giovane mutaforma capì che avrebbe diviso la sua stanza con quella orribile bambina si risentì e parlò chiaro: “Io non ho nessuna intenzione di dormire con una sporca diurna. Sono una discendente dell’antica stirpe dei Maharabatti, non voglio la vicinanza di questo aborto della natura.”. Detto questo incrociò le braccia sul petto e fissò la piccola Sarah con la sua espressione più feroce, preparandosi allo scontro. E rimase assai sorpresa dalla pacata risposta della piccola: “Lo so, sono un mostro, mi dispiace di darti fastidio. Credo che sia meglio se me ne vado.”.
“Non dite stupidaggini” intervenne Pickett “Ora siete mie allieve e dovrete seguire le mie regole. Selene te le spiegherà, piccola dampyr, e la prossima volta che sentirò la parola mostro sarai punita. Questi sono termini che usano solo gli umani, ricordatevelo.”.
All’ inizio la convivenza non fu facile, la mutaforma si mise in testa che Sarah dovesse servirla ed accollarsi i compiti più umili. Naturalmente il ghoul la punì severamente quando se ne accorse ma questo accrebbe solo la sua arroganza.
Quella mocciosa non le piaceva, si esercitava con quella strana spada tutti i giorni e diceva che con essa aveva ucciso dei vampiri, figurarsi,
Ma quello che veramente non riusciva a sopportare erano gli sguardi che ogni tanto le rivolgeva dopo aver saputo la sua storia, nessuno doveva permettersi di compatirla. Lei sarebbe diventata la prima capobranco femmina dopo centinaia di anni, e quella stupida diurna osava provare compassione per lei.
Così cominciò a trattarla con sufficienza, deridendola ogniqualvolta Pickett si assentava, e sfruttando l’indole remissiva della bambina.
“Vai a prendere l’acqua, stupida dampyr. Non sai nemmeno tradurre una semplice pagina di sanscrito, del resto si sa che i bastardi sono stupidi. Se mi servirai bene un giorno forse ti porterò con me come sguattera”, e queste erano le frasi più amichevoli che le rivolgeva.
Poi, un giorno, arrivò la crisi, e Selene giunse ad un passo dalla morte.
Le due allieve si trovavano sull’ orlo del baratro, una profonda voragine che si apriva al centro di una vecchia stazione della metropolitana. Un fiume sotterraneo aveva scavato la terra fino a provocare un crollo ed ora lo si sentiva scorrere nelle profonde caverne sottostanti.
Pickett le aveva inviate lì perchè copiassero alcuni vecchi murales del passato ed ora, nel silenzio della vecchia stazione, stavano sedute fianco a fianco, intente a disegnare sui loro album.
Improvvisamente uno strano stridio riecheggiò e Sarah si rialzò, spaventata, ma così facendo urtò il braccio di Selene facendole tracciare una lunga riga attraverso il foglio.
“Guarda cosa hai fatto, stupida!” le gridò la mutaforma.
“Mi dispiace, scusa, credevo fosse il grido di un vampiro.” fu l’esitante risposta.
Selene decise che le scuse non bastavano, avrebbe usato quel nuovo insulto imparato da poco e poi le avrebbe dato una lezione.
“Sei una stupida puttana” disse velenosamente “ come lo era tua madre!.”.
Sarah sbiancò di colpo e le saltò addosso ringhiando:” Tu non insulti mia madre!.”
La mutaforma fu colta alla sprovvista e cadde mentre la dampyr la colpiva sul viso con una furia spaventosa. Riuscì comunque a tramutarsi in tigre ma con sua sorpresa la ragazza continuava ad avere la meglio, era decisamente più forte di lei. Si spaventò e cercò di sottrarsi, senza risultato; temette che la dampyr stesse per strapparle gli occhi poi, di colpo,si trovò libera.
Sarah aveva fatto qualche passo indietro e la guardava con occhi stralunati, ansando e balbettando: “Tu, tu, non devi. Non devi più insultare mia madre. Mia madre mi voleva bene, non mi avrebbe mandata dai ghoul. Tu non devi insultare mia madre!,”
Selene era terrorizzata, arretrò, e precipitò nella voragine.
Rimbalzò su un pezzo di pavimento sporgente ed atterrò su un terrazzo di roccia, rotolando verso il bordo e riuscendo ad aggrapparsi ad esso con gli artigli delle zampe anteriori.
Ma stava perdendo la presa e capì che stava per morire. Sentì un tonfo, alzò lo sguardo e vide Sarah che con un mano le afferrò una zampa mentre con l’altra si ancorava ad un pezzo di tubo che sporgeva dalla parete di terra.
“Sei troppo pesante” le disse la diurna “non riesco a tirarti su, devi trasformarti.”.
“Non ci riesco” balbettò Selene stravolta dal terrore “ho troppa paura non riesco a concentrarmi. Lasciami Sarah, per me è finita.”.
“Allora cadremo tutte due.” fu la calma risposta.
L’assoluta determinazione nella voce della dampyr contrastò il terrore della mutaforma, che con uno sforzo disperato riuscì a ritrovare la sua forma umana e si ritrovò seduta sul terrazzo.
Guardò la diurna con incredulità e con la voce ancora incrinata dalla paura le disse:”Perchè? Hai rischiato la tua vita per me , perchè?”.
“Sei l’unica amica che ho.” le rispose Sarah, sorridendo.
Selene scoppiò a piangere e la piccola dampyr l’abbracciò stretta aspettando che i singhiozzi cessassero.
Dopo alcune ore Pickett le trovò, insospettito dal loro ritardo; quando le issarono oltre l’orlo della voragine si accorse che tra loro qualcosa era cambiato. Ma non fece domande, accontentandosi della loro versione di un incidente dovuto alla curiosità.
Più tardi, nell’oscurità della loro stanza, mentre erano sdraiate nei loro letti al termine di quell’intensa giornata, Selene parlò:” Oggi mi hai salvata, non lo dimenticherò Sarah, mi vergogno della mia paura. E mi dispiace tanto di avere insultato tua madre, credo che se fosse viva sarebbe orgogliosa di te. Io invece non sono degna dei miei genitori.”.
“Essere coraggiosi vuol dire saper vincere la paura” le sussurrò in risposta la diurna “Non ho paura di morire, per me è stato facile. Io, non potevo lasciarti cadere, non avevo scelta. Alla fine comunque ti sei trasformata, hai trovato il coraggio.”.
Stettero in silenzio per alcuni minuti poi Selene continuò: “Noi mutaforma , una volta nella vita, possiamo scegliere un fratello o una sorella di sangue diverso. Solo pochi lo fanno perchè occorre pronunciare un giuramento che li legherà per sempre e non potrà mai essere infranto, pena la vita.
Vuoi pronunciarlo assieme a me?”.
La risposta di Sarah non si fece attendere. “Sì”.
Quando la giovane mutaforma capì che avrebbe diviso la sua stanza con quella orribile bambina si risentì e parlò chiaro: “Io non ho nessuna intenzione di dormire con una sporca diurna. Sono una discendente dell’antica stirpe dei Maharabatti, non voglio la vicinanza di questo aborto della natura.”. Detto questo incrociò le braccia sul petto e fissò la piccola Sarah con la sua espressione più feroce, preparandosi allo scontro. E rimase assai sorpresa dalla pacata risposta della piccola: “Lo so, sono un mostro, mi dispiace di darti fastidio. Credo che sia meglio se me ne vado.”.
“Non dite stupidaggini” intervenne Pickett “Ora siete mie allieve e dovrete seguire le mie regole. Selene te le spiegherà, piccola dampyr, e la prossima volta che sentirò la parola mostro sarai punita. Questi sono termini che usano solo gli umani, ricordatevelo.”.
All’ inizio la convivenza non fu facile, la mutaforma si mise in testa che Sarah dovesse servirla ed accollarsi i compiti più umili. Naturalmente il ghoul la punì severamente quando se ne accorse ma questo accrebbe solo la sua arroganza.
Quella mocciosa non le piaceva, si esercitava con quella strana spada tutti i giorni e diceva che con essa aveva ucciso dei vampiri, figurarsi,
Ma quello che veramente non riusciva a sopportare erano gli sguardi che ogni tanto le rivolgeva dopo aver saputo la sua storia, nessuno doveva permettersi di compatirla. Lei sarebbe diventata la prima capobranco femmina dopo centinaia di anni, e quella stupida diurna osava provare compassione per lei.
Così cominciò a trattarla con sufficienza, deridendola ogniqualvolta Pickett si assentava, e sfruttando l’indole remissiva della bambina.
“Vai a prendere l’acqua, stupida dampyr. Non sai nemmeno tradurre una semplice pagina di sanscrito, del resto si sa che i bastardi sono stupidi. Se mi servirai bene un giorno forse ti porterò con me come sguattera”, e queste erano le frasi più amichevoli che le rivolgeva.
Poi, un giorno, arrivò la crisi, e Selene giunse ad un passo dalla morte.
Le due allieve si trovavano sull’ orlo del baratro, una profonda voragine che si apriva al centro di una vecchia stazione della metropolitana. Un fiume sotterraneo aveva scavato la terra fino a provocare un crollo ed ora lo si sentiva scorrere nelle profonde caverne sottostanti.
Pickett le aveva inviate lì perchè copiassero alcuni vecchi murales del passato ed ora, nel silenzio della vecchia stazione, stavano sedute fianco a fianco, intente a disegnare sui loro album.
Improvvisamente uno strano stridio riecheggiò e Sarah si rialzò, spaventata, ma così facendo urtò il braccio di Selene facendole tracciare una lunga riga attraverso il foglio.
“Guarda cosa hai fatto, stupida!” le gridò la mutaforma.
“Mi dispiace, scusa, credevo fosse il grido di un vampiro.” fu l’esitante risposta.
Selene decise che le scuse non bastavano, avrebbe usato quel nuovo insulto imparato da poco e poi le avrebbe dato una lezione.
“Sei una stupida puttana” disse velenosamente “ come lo era tua madre!.”.
Sarah sbiancò di colpo e le saltò addosso ringhiando:” Tu non insulti mia madre!.”
La mutaforma fu colta alla sprovvista e cadde mentre la dampyr la colpiva sul viso con una furia spaventosa. Riuscì comunque a tramutarsi in tigre ma con sua sorpresa la ragazza continuava ad avere la meglio, era decisamente più forte di lei. Si spaventò e cercò di sottrarsi, senza risultato; temette che la dampyr stesse per strapparle gli occhi poi, di colpo,si trovò libera.
Sarah aveva fatto qualche passo indietro e la guardava con occhi stralunati, ansando e balbettando: “Tu, tu, non devi. Non devi più insultare mia madre. Mia madre mi voleva bene, non mi avrebbe mandata dai ghoul. Tu non devi insultare mia madre!,”
Selene era terrorizzata, arretrò, e precipitò nella voragine.
Rimbalzò su un pezzo di pavimento sporgente ed atterrò su un terrazzo di roccia, rotolando verso il bordo e riuscendo ad aggrapparsi ad esso con gli artigli delle zampe anteriori.
Ma stava perdendo la presa e capì che stava per morire. Sentì un tonfo, alzò lo sguardo e vide Sarah che con un mano le afferrò una zampa mentre con l’altra si ancorava ad un pezzo di tubo che sporgeva dalla parete di terra.
“Sei troppo pesante” le disse la diurna “non riesco a tirarti su, devi trasformarti.”.
“Non ci riesco” balbettò Selene stravolta dal terrore “ho troppa paura non riesco a concentrarmi. Lasciami Sarah, per me è finita.”.
“Allora cadremo tutte due.” fu la calma risposta.
L’assoluta determinazione nella voce della dampyr contrastò il terrore della mutaforma, che con uno sforzo disperato riuscì a ritrovare la sua forma umana e si ritrovò seduta sul terrazzo.
Guardò la diurna con incredulità e con la voce ancora incrinata dalla paura le disse:”Perchè? Hai rischiato la tua vita per me , perchè?”.
“Sei l’unica amica che ho.” le rispose Sarah, sorridendo.
Selene scoppiò a piangere e la piccola dampyr l’abbracciò stretta aspettando che i singhiozzi cessassero.
Dopo alcune ore Pickett le trovò, insospettito dal loro ritardo; quando le issarono oltre l’orlo della voragine si accorse che tra loro qualcosa era cambiato. Ma non fece domande, accontentandosi della loro versione di un incidente dovuto alla curiosità.
Più tardi, nell’oscurità della loro stanza, mentre erano sdraiate nei loro letti al termine di quell’intensa giornata, Selene parlò:” Oggi mi hai salvata, non lo dimenticherò Sarah, mi vergogno della mia paura. E mi dispiace tanto di avere insultato tua madre, credo che se fosse viva sarebbe orgogliosa di te. Io invece non sono degna dei miei genitori.”.
“Essere coraggiosi vuol dire saper vincere la paura” le sussurrò in risposta la diurna “Non ho paura di morire, per me è stato facile. Io, non potevo lasciarti cadere, non avevo scelta. Alla fine comunque ti sei trasformata, hai trovato il coraggio.”.
Stettero in silenzio per alcuni minuti poi Selene continuò: “Noi mutaforma , una volta nella vita, possiamo scegliere un fratello o una sorella di sangue diverso. Solo pochi lo fanno perchè occorre pronunciare un giuramento che li legherà per sempre e non potrà mai essere infranto, pena la vita.
Vuoi pronunciarlo assieme a me?”.
La risposta di Sarah non si fece attendere. “Sì”.
La cacciatrice continuò a tenere la spada abbassata, dopo un momento il corpo della trigre fu scosso da un brivido e si tramutò nuovamente.
“Ma cosa ci sta succedendo” mormorò Selene, poi con voce più forte continuò “Ricordi il giuramento sorella?”.
La diurna rialzò la testa e fissò la giovane negli occhi: “Sì”.
“Bene” continuò la mutaforma “Alejandro lasciaci sole per favore.”.
“Non dovresti darmi ordini” protestò debolmente la pantera “Almeno non davanti ad estranei.”.
“Lei non è un’estranea, è la mia sorellina” fu la secca risposta “Ed ora vattene, io e lei dobbiamo decidere la nostra vendetta.”.
“Ma cosa ci sta succedendo” mormorò Selene, poi con voce più forte continuò “Ricordi il giuramento sorella?”.
La diurna rialzò la testa e fissò la giovane negli occhi: “Sì”.
“Bene” continuò la mutaforma “Alejandro lasciaci sole per favore.”.
“Non dovresti darmi ordini” protestò debolmente la pantera “Almeno non davanti ad estranei.”.
“Lei non è un’estranea, è la mia sorellina” fu la secca risposta “Ed ora vattene, io e lei dobbiamo decidere la nostra vendetta.”.

Articoli
Complimenti Val, veramente un bel pezzo. Quando ho tempo scriverò il mio seguito. ^^
X-Bye
15 aprile 2008 @ 15:32
mhh carino..devo leggere la prima parte xò..;)
allora ho comprato la moto nuova e visto ke le altre due mi lasciavano indecisa ho comprato 1 gioiellino..una ducati monster!!!
cabo
15 aprile 2008 @ 16:03
Imp: grazie, fai con comodo
Cabo: bella moto, hai preso la 696 ?
15 aprile 2008 @ 18:02
non sto nemmeno a commentare, tanto mi ripeterei
P.S. sabato mi son decisa e ho inviato una mail alla redazione di WMI, e oggi mi hanno risposto cosi’:
“Buongiorno.
I racconti sono in lettura, crediamo di poter dare i nomi dei vincitori entro un mese. Lo comunicheremo comunque sul sito della WMI e a tutti i partecipanti al premio.
Saluti,
redazione WMI”
Quindi, ancora un mese e sapremo chi ha vinto
15 aprile 2008 @ 20:02
quoto viola.. non c’è niente da dire a parte ripetersi… qui non c’è nemmeno gusto nel leggere i tuoi racconti, mai che si trovi qualcosa di abominevole da disprezzare… UFFA!…
15 aprile 2008 @ 20:11
val:oui oui a me piace come guida e velocita..cosa ne pensi tu?
cabo
15 aprile 2008 @ 20:13
Già speravo che ci fosse come guest star… SELEN!!!!
Lo so, sto diventando noioso.
Ma è l’anzianità.
Dico sempre le stesse cose.
Una di queste è
VOTATEMI!!!
15 aprile 2008 @ 20:16
ViolaDK: l’importante è leggere e criticare quando sarà il caso
Riguardo al concorso mi sa che diranno chi sono i vincitori solo quando saranno a corto di racconti da pubblicare sulla rivista. Comunque non preoccuparti hai vintu tu ed a me è toccato il premio speciale della giuria, ovvero 50 kg di gelato artigianale al cioccolatro
Thirrin: un giorno copierò una pagina da un libro di Moccia……
Fab: mitica Selen…chissà che fine a fatto….:P
Cabo: abbastanza adatta a certe strade de la Haute-Savoie ed alla guida dei motard francesi…mi sa che ti divertirai se passi da quelle parti
15 aprile 2008 @ 20:57
no scusa, io un misero primo premio, e te 50 kg di gelato al cioccolato??? non è giusto! facciamo a cambio?
15 aprile 2008 @ 21:20
ViolaDK: ehm…temo non sia più possibile…mi ero già fatto mandare un assaggio del premio….
15 aprile 2008 @ 21:27