che un libro è bello se è piacevole, ovvero se la sua lettura aumenta il  benessere. Del resto più o meno la stessa cosa si può dire di una donna, di una  canzone, ecc…
Naturalmente la bellezza è una qualità, ma un libro puo averne anche altre, siete d’accordo?
Un tempo bello era sinonimo di vero, così pensavano Aristotele e Platone. Poi ci furono altri filosofi, tra i quali un certo Kant. Egli disse che il bello non è intrinseco all’ oggetto che esaminiamo, ma siamo noi che attribuiamo tale qualità attraverso un giudizio estetico.
Io però mi e vi domando: è possibile che un libro sia bello, ovvero piacevole, ed allo stesso tempo falso?
Se la realtà è sinonimo di verità, è possibile che un libro “vero” sia sgradevole?
Se bello è sinonimo di piacevole è lecito dire che vero è sinonimo di sgradevole?
Forse qualcuno ricorda un post in cui mi domandavo se era possibile comunicare con un alieno.
Supponiamo di potergli causare dolore. Credete  sia possibile insegnargli che una cosa è vera, è reale, se gli causa dolore?
E finisco lo sproloquio con un’ ultima domanda: l’arte può rappresentare  la realtà e  raggiungere il sublime rivelando  la sofferenza dell’essere ?