un mio intervento ad una assemblea sindacale in cui si votava per i delegati al congresso,
L’ho trascritto usando la registrazione fatta con uno smartphone, infatti non preparo mai i miei discorsi, preferisco parlare “a braccio”.
Non so quale sia il grado di bellezza, so comunque di non aver mentito.
Però quanta “realtà” c’era nelle mie parole?
Molto poca, il discorso era costruito per incitare i presenti e per invogliarli a votare in un modo ben preciso.
E’ “etico” quanto ho fatto? E’ giusto “manipolare”, seppur senza inganni, le persone?
Non lo so. Ma sono convinto che il mio fine “ammetta” e giustifichi questo mezzo.
Ora torno un attimo alla “realtà”, al vero.
Posso fare un discorso simile a dei soldati che comanderò in una zona di guerra. Ma lo posso fare solo se non hanno ancora conosciuto il combattimento.
Se avessero già visto e conosciuto la “realtà” mi riderebbero in faccia o mi commisererebbero.
Quando si inizia a combattere le parole diventano “scelte di vita o di morte”.
Allora c’è un modo per farsi rispettare e ubbidire: garantire le maggiori possibilità di sopravvivenza.
Non è l’unico modo.

http://www.youtube.com/watch?v=xHDnlvg9t_c