percepire la realtà nella sua interezza.
La mente umana, essendo fortemente limitata, deve ricorrere al concetto di tempo e operare una tricotomia: passato, presente e futuro.
Così facendo il caos assume una parvenza di forma, ma ad esso subentra l’indeterminazione.
Tuttavia la nostra intelligenza cerca di fornirci comunque una ragionevole immagine della realtà che, per quanto distorta, ci illude di poter operare scelte significative.
Un artista osserva la realtà e la riduce in piccoli pezzi, la sua intelligenza isola il presente così come fa la nostra.
Anch’egli si illude di scegliere e vive la sua vita così come la vivono gli uomini.
Cosa dunque lo contraddistingue e lo rende “diverso”?
Un artista può ricostruire una parte della realtà nella sua interezza e imporla a chi fruisce della sua opera.
Un’ opera d’arte è in grado di mostrarci una parte del tutto, un infinito di ordine inferiore, ma pur sempre un infinito.
Se due persone, che comprendono appieno il primo livello, leggono un libro ed esprimono pareri diversi, allora il libro non è un’ opera d’arte.
L’arte ci offre la realtà svincolata dal passato e dal futuro.
Ci offre la più grande tentazione del demonio: un istante infinito.


Articoli
Questo concetto di tempo mi ricorda ogni volta “Mattatoio n°5″ e i suoi alieni che vedono il tempo come noi vediamo la distanza
20 febbraio 2010 @ 09:10
Continuo a pensare che molto dipende dal lettore. Se prendiamo un cosiddetto “lettore ideale”, ovvero uno che sia in grado di cogliere tutti i livelli che un’opera d’arte ti mette davanti, a parte il fatto che non esiste, credo che in questo modo si contravverrebbe all’idea che un’opera d’arte, se è tale, è universale e chiunque può comprenderne (anche senza capirlo a livello consapevole) che ha davanti qualcosa di grandioso.
Però se penso a due persone qualsiasi messe davanti a un capolavoro già rivivo commenti già uditi e vissuti… “madò che porcaio questo tizio qua…” “Ma chi, Dalì?”.
Etc.
20 febbraio 2010 @ 13:45
Tanabrus: ecco, lo sapevo…sono un alieno e nessuno ha il coraggio di dirmelo
Lyp: ci sono persone che rifiutano aprioristicamente qualunque opera d’arte che non sia del tipo culinario
20 febbraio 2010 @ 21:16