Vi faccio vedere un dipinto e voi mi dite che cosa vi “ha colpito”, in seguito, per non influenzarvi, vi dirò cosa ho pensato la prima volta che l’ho visto.
Sentitevi liberi di esprimere un vostro parere, non ho nessuna intenzione di rivelarvi poi chissà quale verità o illuminata interpretazione, e nemmeno di fare paragoni tra opinioni. Potete dire se vi piace, se è bello, brutto…quello che vi pare.
Anche se non dite nulla va bene lo stesso, alla fine dovrete comunque sorbirvi la mia “pensata”.
Ecco qua:


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La figura che noto per prima appena osservo il dipinto è il cavallo. Osservando poi attentamente noto una figura mooolto inquietante sullo sfondo in alto a destra, non so cosa sia ma fa abbastanza paura XD Osservarla mi crea dentro una specie di contrasto: caldo, perchè tutti i colori del dipinto o quasi sono colori caldi, specialmente il panneggio rosso in basso, ma anche di freddo perchè l’immagine sembra comunicare qualcosa di spiacevole, di brutto e di statico. Oltretutto è molto buia, l’oscurità mi dice freddezza, ma la luce che viene da destra da un violento colpo di calore.
In sostanza, non so che scena raffiguri, ma questa immagine mi mette depressione XD devo dire che non è sicuramente una delle più belle che abbia mai visto
22 febbraio 2010 @ 21:43
L’ombra, come in tutte le opere di Caravaggio.
22 febbraio 2010 @ 22:06
Già è vero, c’è un fortissimo contrasto di luce ed ombra, che appunto come dicevo sopra mi da una sensazione di caldo e freddo.
22 febbraio 2010 @ 22:24
Tre figure in un piccolo spazio vitale, di cui davvero imponente che è quella del cavallo. Mi dà un senso di clausura e costrizione. E’ buia, come molte delle opere del caravaggio, ma i corpi del cavallo e di quel poveretto steso sotto che suppongo debba provvedere a ferrare gli zoccoli sono illuminati.
A me fa venire un senso di soffocamento. Bella e inquietante.
23 febbraio 2010 @ 07:26
Che dire? Per dar significato alla cecità di Paolo , Caravaggio lo fa investire dalla luce , il che è un po’ un controsenso.Eppure tutto appare bilanciato nonostante il retro del cavallo così fuori schema (neanche fosse lui il protagonista), tutto il quadro scombinato, come la vita di Saulo che si ribalta e si scombina appunto, invaso dal fascio di luce eppure cieco.Bizzarramente sembra che nulla faccia quello che deve fare (Il cavallo non mostra la sua parte migliore, Paolo che dovrebbe star sopra il cavallo e invece sta sotto, fragile, alla sua mercè.Credo che tutti i canoni siano capovolti, d’altronde Caravaggio faceva un po’ quel che gli piaceva.Magari voleva rappresentare effettivamente quello che non ci si aspetta da un santo o dalla chiamata alla conversione, costringendo chi guarda a chiedersi “ma cosa accidenti c’entra il fianco del cavallo?”per poi far guidare l’attenzione dalla luce, verso il reale protagonista che la accoglie con le braccia a conca ma non ne è tanto cosciente con i sensi quanto con il movimento inconsulto dello smarrimento.
Ma si è capito quel che volevo dire?
23 febbraio 2010 @ 11:16
Decisamente le ombre e i colori.
23 febbraio 2010 @ 13:51
Lo so che suona quasi blafemo, ma la prima cosa che mi è venuta in mente, d’istinto, è stata: Elizabeth Bathory.
23 febbraio 2010 @ 14:51
la pezzatura del cavallo è a dir poco bizzarra e le zampe posteriori sembrano troppo alte e a dirla tutta la parte alta della coscia è troppo dritta. anche il taglio della luce sembra avere qualcosa che non va, ma a Caravaggio tutto si può contestare tranne l’uso che fa della luce.
per quanto concerne la scena (non conosco la storia del dipinto) concordo con chi dice che è claustrofobica, ma non penso sia statica, tutt’altro.
dette le mie cavolate me ne vo a rifare le valigie per Dusseldorf.
23 febbraio 2010 @ 18:12
Ouch! quella caduta deve aver fatto male. Oltretutto era senza casco. Mi chiedo cosa dica il codice stradale dalle parti di Damasco. Secondo me quando arrivano a prenderlo con l’ambulanza gli fanno pure la multa.
Almeno, questo è quello che ho pensato vedendo l’immagine. Forse è un bene che io non abbia provato la carriera di critico d’arte.
23 febbraio 2010 @ 18:54
le braccia tese
23 febbraio 2010 @ 22:55