eeePC ho scritto la mia seconda parte del blogracconto che vede due storie per ora parallele, la mia e quella di Imp . Ho fatto qualche lovecraftiana citazione e devo dire che mi diverte mischiare caratteri "marvelliani" a personaggi del sommo autore di Providence. 
Doveva fare in fretta, sicuramente Stakes era già venuto a conoscenza del suo coinvolgimento ed avrebbe cercato di fermarla. Non si faceva illusioni, il nuovo padrone della città era un vampiro potente e difficilmente sarebbe riuscita a sopraffarlo in uno scontro diretto, però aveva in mente un paio di idee per sfruttare le sue debolezze, comuni a tutti i vampiri.
Notò che il percorso scelto da MoM le avrebbe fatto attraversare il territorio dei ghoul, pensò di fare una deviazione, ma dopotutto lei era in buoni rapporti con quegli esseri antropofagi.
Meglio comunque non presentarsi con un arma in mano, così agganciò la doppietta sulla schiena accanto alla katana e rallentò l’andatura in modo che le sentinelle potessero identificarla senza problemi.
L’oscurità del tunnel che stava percorrendo cominciò a tingersi del bagliore rossastro del fuoco delle torce, la diurna sapeva che i “divoratori di morte”, pur avendo una vista molto sensibile, non potevano eguagliare i vampiri e necessitavano di un’illuminazione.
Ripensò a quando ne aveva visto uno per la prima volta, le era sembrato una specie di gigantesco canguro: i quarti posteriori enormemente sviluppati, la testa vagamente umana, una doppia fila di zanne sormontata da due grandi occhi luminosi ed un paio di orecchie appuntite. Le zampe anteriori terminavano con due mani dalle dita lunghe, provviste di robusti artigli, che gli servivano per smembrare i cadaveri di cui si cibava.
Ma questi erano particolari che aveva notato successivamente, prima aveva dovuto occuparsi dei vampiri che inseguivano il mostro. Erano in due, armati con lunghe picche, e lei aveva capito che per loro era un passatempo cacciare quelle creature, ma forse quella volta avevano fatto male i conti perchè erano entrambi rabbiosi. La preda gli aveva inferto numerose ferite e solo la loro natura di non morti gli aveva permesso di continuare l’ inseguimento e raggiungere il ghoul, ora con le spalle al muro di quel tunnel cieco.
Però lei aveva già la sua katana ed era scattata in avanti, uscendo dalla nicchia in cui si nascondeva, decapitando uno dei due inseguitori; l’altro si girò con furia ma la sua testa scomparve in un paio di fauci che si chiusero di scatto producendo un orribile scricchiolio.
Lei ed il mostro si erano fronteggiati in silenzio fino a quando lui le disse con voce profonda:”Chi sei bambina? E cosa fai quaggiù tra noi esseri che aborriamo la luce?.”.
“Sono un mostro anch’io” aveva risposto con fierezza “forse il peggiore di tutti. Per questo i vampiri vogliono uccidermi, ma io e la mia katana non abbiamo paura sai, li decapiterò tutti, tutti quanti. Hanno ucciso la mia mamma ed adesso io gliela farò pagare.”.
Poi la stanchezza e la fame presero il sopravvento e con grande vergogna cominciò a piangere, abbassando la spada, il piccolo corpo scosso dai singhiozzi.
Ricordava ancora le parole del ghoul: ”Sei fortunata che un tempo io sia stato un umano ed abitassi a Boston. Qui a New York non si conoscono le buone maniere e saresti già stata divorata, comunque visto che abbiamo dei nemici in comune potresti venire a stare un po’ di tempo nella mia tribù. Io mi chiamo Pickett.”.
“Io sono Sarah” gli aveva risposto asciugandosi le lacrime sul viso sporco, lasciandosi sollevare da quelle grinfie spaventose e sorridendo, felice di aver trovato un amico.
Lei sollevò la visiera del casco e disse: “Da quando non lasciate passare gli amici? Dovreste avermi riconosciuta, ho fretta, fatevi da parte ho ancora molta strada da fare ed il tempo è poco.”.
“Si ti riconosciamo, amica dei ghoul.” rispose il più anziano “Ma abbiamo avuto ordine, da colui che è capo di noi tutti, di non lasciar passare nessuno e, se fossi arrivata, di fermarti e di accompagnarti da lui. Grandi eventi succedono in superficie, i maledetti vampiri lottano tra di loro e noi dobbiamo essere prudenti.”.
Lei sorrise e disse:”Va bene, ma non serve che mi accompagnate, conosco la strada ed avete la mia parola che andrò da lui.”.
“Si sterminatrice,” fu la risposta “ ci aveva detto che avresti voluto andare da sola. La tua parola ci basta.” e detto questo si fecero da parte lasciandola passare.
Sarah avanzò a passo deciso e si inoltrò nei tunnel illuminati dalle torce, contrariata per il tempo che doveva perdere, sperava comunque di avere qualche informazione sulla lotta di potere che avveniva in superficie.
Quasi tutti i ghoul che incontrava si ritraevano spaventati ma alcuni, più anziani, la salutavano con rispetto e lei rispondeva nella loro lingua gutturale.
Improvvisamente la voce di MoM risuonò dicendo: “Sarah, c’è un problema, una squadra di vampiri pesantemente armati si sta dirigendo verso il tuo attuale rifugio. Credo siano uomini di Stakes, alcuni portano dei perforatori ad energia molecolare.”.
La diurna rispose con calma continuando a camminare: “Ha fatto dannatamente in fretta a scoprirmi, troppo, quel bastardo saccente di Nubi doveva avere qualche serpe in seno.”.
“C’è dell’altro" riprese il suo computer “i miei sensori percepiscono un’altra presenza che non riesco ad identificare. Qualcosa di estremamente antico e potente, devi fare molta attenzione.”.
“Procedo alla trasmissione dati” rispose la morbida voce, rimase per un lungo momento in silenzio e poi riprese “Quando ci sarà l’esplosione io morirò Sarah?”.
La diurna rimase stupita dalla domanda ma replicò tranquillamente:”Non può morire ciò che non è vivo, comunque sarà solo una interruzione momentanea, il tempo che si attivi il tuo gemello che avrà tutti i tuoi ricordi.”.
“Va bene” accondiscese il computer “allora mi serve il codice di sblocco per l’attivazione”.
Lei glielo diede e poi chiuse la comunicazione, era arrivata alla città dei ghoul, davanti a lei il tunnel terminava in un’immensa caverna che un tempo era stata una grande stazione centrale della metro.
Una guardia le venne incontro e le disse: ”Ti sta aspettando, seguimi.”.
Sarah lo seguì mentre si incamminava con la caratteristica andatura saltellante e le faceva attraversare quella che sembrava la via principale. Attorno ad essa strane case di pietra, con i tetti sostenuti da doriche colonne, le davano l’impressione di trovarsi in un maestoso cimitero monumentale. Via via che procedevano le costruzioni aumentavano in altezza e le decorazioni si facevano più elaborate.
Sapeva che la loro costruzione non era opera dei ghoul ma risaliva al tempo in cui i vampiri abitavano esclusivamente il sottosuolo. Infine arrivarono ad una piccola piazza rettangolare al fondo della quale si ergeva un palazzo che probabilmente era appartenuto alla famiglia di vampiri dominanti. La guardia aspettò fuori mentre lei spingeva i battenti di un’immensa porta che le diede accesso ad un ampio cortile, al centro del quale un gigantesco ghoul la stava aspettando, accovacciato sulle zampe posteriori. Lei gli andò incontro e lo salutò allegramente: “Ciao Pickett, mi stai facendo perdere tempo sai ? Spero che tu abbia un buon motivo.”.
L’essere scosse la testa poi la sua voce rimbombò : “Quanti stimolanti hai preso Sarah? Ma guardati, sei strafatta e più magra del solito. Non hai nemmeno vent’anni ed uccidi i vampiri che odi ingaggiata dalla loro stessa progenie. Vivi da sola con quel computer a cui hai dato la voce della tua mamma e ti imbottisci di siero, quanto credi di poter durare?.”.
Fu interrotta dal lontano rombo di un’esplosione e dal leggero tremito del terreno.
Pickett la guardò con un’espressione che, per un ghoul, era molto vicina alla compassione: “Ce l’avevi una famiglia Sarah, potevi restare con noi. Esistono cose peggiori che cibarsi di cadaveri e vivere nell’ombra. Comunque cercherò di aiutarti, anche se quello che ti ha mandato Stakes non potrà essere facilmente fermato.”.“Bah,” rispose lei sprezzante “qualunque cosa sia non credo sia sopravvissuta all’esplosione di 10 kg. di vibranio.”.
In quel momento il suo auricolare si attivò e la voce di MoM la raggiunse: ”Ciao Sarah, avevi ragione, è come se la mia vita non si fosse fermata. L’esplosione ha ucciso tutti i vampiri, però c’è un sopravvissuto anche se non so se possa definirsi vivo o non-morto, credo che stia venendo da te.”.

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