a creare storie “allo scopo di divertire e appassionare il lettore attraverso strumenti come la suspense, l’umorismo, il sentimento amoroso, la paura, il sesso, la speculazione”. Eppure riuscire ad appassionare e divertire è cosa buona e giusta, dovrebbe anche essere sufficiente.
Invece no, ci sono persone che vogliono inserire nelle loro opere  la loro etica e financo la loro ideologia.
Capita che questi scrittori espongano le loro idee su un blog e che queste si dimostrino quantomeno controverse, a volte suscitando reazioni violente: “I ‘suoi’ commenti sono sovversivi e profondamente offensivi, oltre a dimostrare l’ignoranza relativa agli argomenti che porta a sostegno dei suoi pregiudizi”.
Anche le loro idee religiose e politiche sono oggetto di grande discussione e per alcuni i libri di tali autori non dovrebbero essere pubblicati.
Si giunge anche al punto in cui le stesse case editrici rifiutano la pubblicazione.
Io sono contrario alla “non-pubblicazione”. Voglio ripetervi per l’ennesima volta una citazione: “Non condivido le tue idee, ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa esprimerle”.
Quindi vi consiglio la lettura di uno di questi scrittori, sul quale, forse, si sono spese poche parole sul web italiano.