è stato uno dei primi libri che ho letto. Mi piacque moltissimo e ancora oggi lo rileggo almeno una volta al mese. In seguito ho letto i due romanzi che completano la trilogia e anch’essi sono oggetto di periodica rilettura. Anni fa mi sono poi felicemente imbattuto in Arturo Pérez Reverte e mi sono “innamorato” del capitano Alatriste.
A ben pensarci non poteva essere altrimenti visto che il soldato spagnolo assomiglia, per certi versi, a d’Artagnan. Naturalmente non al giovane cadetto del primo libro, ma al disincantato moschettiere dei libri successivi. Chi mi ricorda invece il ragazzo guascone è il secondo protagonista e io narrante: Inigo.
Ecco, forse è il vedere un giovane d’Artagnan agire assieme all’ uomo che diverrà ciò che più mi affascina nell’opera di Reverte.
Però c’è un’altro personaggio che da solo mi spingerebbe a leggere le opere di questo scrittore: Francisco de Quevedo y Villegas.
De Quevedo è realmente esistito ed è, a mio avviso, uno dei più grandi artisti che la letteratura può esibire. Ricordo i versi di una sua poesia d’amore, la sua consapevolezza che alla fine morirà, e diverrà certamente terra, ma sarà terra innamorata.
Mi ha fatto piacere che Reverte lo abbia fatto rivivere e devo dire che è esattamente come l’avevo immaginato. Rissoso, ferocemente fiero, pronto ad estrarre la spada e a battersi con chiunque, in special modo con chi abbia l’avventura di lodare il suo acerrimo rivale, lo scrittore Luis de Gòngora.
Bene, dopo questa piccola premessa vi informo che stanotte leggerò un nuovo capitolo delle avventure del Capitano Alatriste.
L’avevo tenuto da parte come si fa con un buon vino, in attesa di poterlo assaporare con tranquillità. Pensavo di leggerlo tempo fa, ma poi sono “arrivati” libri che mi hanno particolarmente “preso”, ora però è giunto il momento.
Quindi stanotte dalle tre alle cinque non disturbatemi…altrimenti “¡No queda sino batirnos!”


Articoli
Francisco de Quevedo y Villegas
ehy non sarà mica parente di don Sebastiano Cohimbra de la Corunilla y Azevedo???
ahah scusa m’è scappata un’altra citazione, mooolto colta!
11 marzo 2010 @ 19:25
Naeel: umm…e chi sarebbe ‘sto Sebastiano Cohimbra?
11 marzo 2010 @ 20:30
al canile ci hanno portato 4 pastori a pelo lungo sequestrati per maltrattamento. Ho deciso di dar loro i nomi dei moschettieri
11 marzo 2010 @ 21:18
Ovviamente il mio commento di prima non ha alcun legame sensato col post, ma oggi vado OT in quasi tutti blog, non potevo esimermi dal farlo nel tuo!
11 marzo 2010 @ 21:20
se non conosci i cugini Cohimbra vuol dire che non t’intendi di cinema di alto livello! ;-D
11 marzo 2010 @ 21:24
Giulia: eccerto, altrimenti che blog delirante sarebbe
Naeel: ah…coll’aiutino ci sono arrivato… Bud Spencer e Terence Hill
11 marzo 2010 @ 21:41
confesso: i film di Bud Spencer e Terence Hill sono la mia debolezza, ok, una delle mie debolezze.
detto ciò nessuno prenderà più sul serio le mie critiche cinematografiche, ammesso e non concesso che qualcuno lo facesse ;-D
12 marzo 2010 @ 00:16
@Naeel: grande!!!! GRANDE!!!!!
@Val: quella faccenda della terra innamorata mi interessa assai. Mi puoi erudire in merito? Mi è piaciuto talmente tanto l’assaggio che penso di volerci lavorare su.
E ti regalo anche un’altra perla citata liberamente da una cosa che ho letto oggi:
“Voglio piantare un albero perché così il sole mi potrà vedere, perché potrò dirgli ‘io sono quella accanto all’albero!’ e mi riconoscerà in mezzo a tutta questa confusione che c’è.”
12 marzo 2010 @ 16:05
Naeel: ma anche a me piacciono assai i film di Bud e Terence
Lyp: ecco lapoesia “incriminata”
Gli occhi miei potrà chiudere l’estrema
ombra che a me verrà col bianco giorno;
e l’anima slegar dal suo soggiorno
un’ora, dei miei affanni più sollecita,
ma non da questa parte della sponda
lascerà la memoria dove ardeva:
nuotar sa la mia fiamma in gelida onda
e andar contro la legge più severa.
Un’anima che ha avuto un dio per carcere,
vene che a tanto fuoco han dato umore,
midollo che è gloriosamente arso,
il corpo lasceranno, non l’ardore;
anche in cenere, avranno un sentimento;
saran terra, ma terra innamorata.”
12 marzo 2010 @ 22:17