e le compagne presenti.
Ho ascoltato i delegati che mi hanno preceduto e non mi dilungherò su problemi e strategie già ampiamente discussi.
Siamo tutti consapevoli dell’attacco che viene portato dal governo e dalla politica al settore della conoscenza…ai lavoratori della conoscenza.
Sorge dunque spontanea una domanda…una domanda ricorrente…una domanda alla quale dobbiamo dare una risposta: che fare?
La risposta è scontata: lottare…contrastare le politiche che perseguono lo smantellamento dell’università, della ricerca e della scuola.
Ma la lotta deve essere sostenuta da strategie puntuali e soprattutto tempestive.
Dobbiamo agire in anticipo, dando per scontato lo scenario peggiore…non discutendo di possibilità riguardo all’azione del governo…ma assumendo come certezza ogni intervento anche solo suggerito.
Diamo dunque per scontati ulteriori tagli e la cancellazione delle rsu.
E prepariamoci.. compagni e compagne … perchè in futuro ovunque andremo non ci saranno tavoli di trattiva…ma ci attenderanno campi di battaglia.
E qui concludo, non credo sia necessario aggiungere altro, vi dico solo che io credo…sono convinto…che il nostro sindacato…noi…siamo in grado di combattere queste battaglie…e vincere”.
Questo è stato il mio breve intervento al congresso rtegionale della FLC-CGIL, in seguito sono stato eletto nel direttivo regionale.
Concludo qui la piccola serie di post che hanno riguardato la mia attività congressuale, da domani torno in mezzo ai lavoratori ed il blog “virerà” verso argomenti, e soprattutto sproloqui, squisitamente ludico-letterari.


Articoli
“Innanzitutto saluto i compagni
e le compagne presenti.”
….prima le compagne poi i compagni. anche se sono donne comuniste credono ancora nella cavalleria. diamine, la cavalleria è importante, soprattutto se stai per andare in guerra.
“Ho ascoltato i delegati che mi hanno preceduto…” BUGIARDO! stavi leggendo un fumetto. avanti, prova a nasconderlo.
scherzi a parte… gran bel discorso, un po’ vago forse. avrei preferito una cosuccia un po’ più concreta, tipo “se tagliano i fondi alla ricerca noi gli faremo un cubo così e siccome ho appena detto che dobbiamo agire in anticipo tenetevi pronti e al mio segnale scatenate l’inferno” e poi distribuivi a ogni compagna/o il set del piccolo Molotov.
16 marzo 2010 @ 23:52
Post antidepressivo. Grazie.
17 marzo 2010 @ 06:52
Ma qual’è la vostra alternativa? la vostra strategia? le vostre idee? Non mi sembra di aver sentito nessun programma.
Alla domanda che fare? hai detto lottare.
Sono capaci tutti di dire “lottiamo” ma con che mezzi?, chi coordina l’avanzata?
Sono 50 anni che il sindacato si riempie la bocca con la parola lotta ed è un grido paragonabile a quello della Lega “ce l’abbiamo duro”, uno slogan per aizzare il pubblico e nulla più, vuoto come il programma di partito che avete.
Quale futuro proponi? Alla fine della lotta cosa avremo?
Questo ti avrei chiesto dalla platea e ne avrei avuto tutto il diritto pagando la tessera annuale del sindacato.
Un saluto
17 marzo 2010 @ 09:20
Naeel: in verità ho nominato prima le compagne
Riguardo al fatto se ho davvero sentito gli altri interventi….no comment.
G.L.: siamo in pochi ma qualcuno che ha voglia di lottare c’è ancora.
Però sono stanco…dovrò diventare “pescatore di uomini”, e di donne.
Ci servono dei giovani e dovrò trovarli.
LeCadavreExquis: parlavo ad un gruppo ristretto di funzionari e delegati, ovvio che se lo facevo ai lavoratori un discorso simile era pura demagogia

In realtà il sindacato ha una strategia e delle idee ben precise, che io condivido solo in parte.
Se tu non le conosci è una nostra mancanza, molto grave.
E stesso discorso è da fare sulle conquiste sindacali, a partire 50 anni fa dai “cafoni” e dall’ opera di Di Vittorio.
Credo comunque che di qualche conquista sindacale del passato dovresti essere al corrente anche tu. Negli anni 60 non erano tutte rose e fiori per i lavoratori.
Comunque è proprio l’informazione dei lavoratori e la presenza in mezzo a loro una delle cose che vorrei cambiare, proponendo strategie diverse.
p.s.: ah, dimenticavo, noi NON siamo un partito.
17 marzo 2010 @ 10:01
Il sindacato è strettamente legato ad una fascia di partiti ben precisi e lo si capisce dalla serie di scioperi politici attuati in questi anni.
Scioperi che non hanno niente a che fare con l’interesse del lavoratore ma che giovano ai vertici di uno schieramento politico i quali a loro volta decidono chi deve andare ad occupare posti alti all’intero del sindacato.
Io credo che il sindacato debba avere il compito di vigilare sulle condizioni di lavoro e tutelare i diritti dei lavoratori ma a mio avviso non lo fa nella maniera corretta.
17 marzo 2010 @ 10:51
Cadavre: e dove sta la notizia? un sindacato lavora per migliorare la condizione dei lavoratore, è ovvio che cerchi una sponda politica (perchè è di politica che i sindacati si sono sempre occupati, visto che è nella politica che si costruiscono le leggi che poi vanno a ricadere sui lavoratori) che abbia idee affini. Se a determinate compagini politiche dei lavoratori interessa poco o nulla…
17 marzo 2010 @ 11:17
LeCadavreExquis: come ha già detto G.L. è ovvio che si cerchi di intervenire su chi legifica…altro discorso è l’ essere prigionieri di logiche partitiche o addirittura supini ai partiti.
Il mio intervento era una critica a certi scioperi fatti a posteriori…e ti assicuro che so che non sempre facciamo bene il nostro lavoro.
Io sono alla continua ricerca di giovani incazzati ed arrabbiati con il sindacato…che abbiano la voglia e la forza di costituire il sindacato futuro, che certamente deve essere migliore di quello attuale che, ribadisco, non mi piace e mi vede in contrasto e opposizione con la maggioranza.
Vedi a me non piace un atteggiamento di “gestione” dei tagli e delle sottrazioni di diritti.
Io non accetto la logica del “ormai è andata così, c’è la legge, ci sono i tagli, cerchiamo di gestirli nel migliore dei modi”.
Io sono per la lotta, che non ha bisogno di grandi numeri, bastano poche persone determinate e organizzate.
Ovvio poi che occorrono strategie ben precise.
17 marzo 2010 @ 12:23
bravi bravi discutete ché mi piace leggervi.
Lecadavre mi sembra il posto e il momento giusto per proporre la tua alternativa a una questione che tu stesso hai messo sotto i riflettori dicendo: “Io credo che il sindacato debba avere il compito di vigilare sulle condizioni di lavoro e tutelare i diritti dei lavoratori ma a mio avviso non lo fa nella maniera corretta.”
quindi se lottare è vago, tu cosa proponi? qual è la maniera corretta?
17 marzo 2010 @ 13:49
G.L….La notizia sta proprio nel fatto che questa tutela dei diritti non sta avendo successo, quindi, o sbagliano appoggio politico o se sono convinti che sia quello giusto hanno entrambi idee sbagliate su come risolvere la questione. E’ un’analisi puramente oggettiva la mia.
Come è oggettivo dire che in molte fabbriche il sindacato sta perdendo iscritti, come è oggettivo dire che in Emilia Romagna la lega sta al 9% e in Piemonte al 10%.
E poi non si può dire “noi siamo il partito dei lavoratori” agli altri non interessa nulla (cosa non vera) e pretendere che la gente sia dalla vostra parte in base ad un diritto divino che sta dentro una baniera rossa.
Io la vedo così.
Valberici…neanche a me piacciono i tagli, non mi piacciono come gli sprechi.
Le critiche ci stanno, è giusto criticare perchè si può fare sempre meglio ma se prendiamo ad esempio la scuola è un pozzo senza fondo.
Abbiamo il maggior numero di corsi di laurea in Europa, tanti anche con 1 iscritto, abbiamo soldi che finiscono in progetti privati dei professori, abbiamo migliaia di collaboratori scolastici (bidelli) che non fanno una mazza da mattina e sera e appaltando come si deve il servizio si risparmierebbe molto, abbiamo migliaia di professori in esubero e anche se comprendo la loro difficoltà a trovare lavoro (ho un esempio in casa) cosa dobbiamo fare?
Potrei parlare di sanità, poste, ecc.. ecc.. ci sono tanti tagli, ma quanti sprechi ci sono stati in questi anni?
17 marzo 2010 @ 13:59
Neel…per prima cosa i lavoratori si devono mettere in una posizione di forza diventando inattaccabili sulla capacità e sulla qualità lavorativa, tagliando i rami secchi e non ditemi che non ci sono che tutti sono bravi e belli.
Gli operai devono saper fare tutto nel proprio campo, sono stanco di vedere persone che per 35 anni hanno lavorato ad una postazione e sanno fare solo quello.
Lavoro a squadre per incentivare la produttività con conseguenti premi, adesso chi si ferma per fare un’ora di straordinario diventa il lecca culo del padrone, però quando hanno bisogno di soldi pretendono di lavorare anche se non hanno mai fatto un cazzo.
Accettare di svolgere mansioni che non fanno parte dei compiti standard (molti non lo fanno).
Detto questo passiamo alla lotta:
Tutelare il lavoratore non significa inculacare nella testa della gente che il padrone è l’aguzzino da combattere con scioperi, deve spiegare quali sono realmente le cose che può fare e che non può fare, deve essere quello che spiega la sicurezza sul lavoro, deve essere quello che spiega come si legge una busta paga, deve essere quello che gi spiega lo statuto dei lavoratori, deve essere quello che rende autonomo il dipendente.
A mio avviso è questo che si deve fare e non salire su un banchetto con il maglioncini in cashmere (molti lo fanno) e dire lottiamo, così alla cazzo in culo.
17 marzo 2010 @ 14:25
LeCadavreExsquis: “Gli operai devono saper fare tutto nel proprio campo, sono stanco di vedere persone che per 35 anni hanno lavorato ad una postazione e sanno fare solo quello”
Questa è un’utopia, non esistono persone che sanno fare tutto e non credo che tu vuoi veramente escludere dal lavoro chi non ha un determinato QI o una particolare abilità manuale.
Anche perchè il passo successivo sarebbe l’individuazione di un presunto ubermensch e l’eliminazione di chi non è “all’altezza”.
Hai anche generalizzato parecchio, in molte scuole primarie i “bidelli” si fanno un mazzo incredibile per assistere bambini e disabili” e anche la storia degli appalti “economici” non regge, per fare le stesse cose e mantenere i livelli di assistenza attuali si spenderebbe di più.
Nessuno poi pensa al padrone come ad un aguzzino, ma certamente deve rispondere alle logiche capitalistiche, ovvero metterà sempre la sua “fabbrica” prima degli operai.
Abbiamo già avuto esempi di illuminati “padroni” di sinistra che alla fine hanno spostato la produzione e licenziato (Indesit).
Comunque la cosa è normalissima, ognuno ha il suo ruolo, in una società capitalista.
Comunque mi fermo qui, il discorso è troppo vasto, ed è uno dei motivi per cui non ho un blog “politico”.
Normalmente, come ho già detto, sono contento quando incontro un giovane arrabbiato che dice più o meno quello che dici tu, e, non voglio sminuirti ma faccio solo una constatazione, quasi tutti dicono le stesse cose.
Allora li invito a venire con me al sindacato e gli mostro cos’è in realtà…e credimi che per prima cosa gli faccio vedere tutte le cose sbagliate…e cene sono tante, troppe.
Poi gli chiedo se vuole ritornare e se vuole darmi una mano a cambiare le cose.
Allora si accorgerà che c’è davvero molto da fare e che non tutto è semplice e a volte non è nemmeno logico.
Mettere 150.000 lavoratori in mezzo ad una strada fa paura anche alla borghesia, credimi.
Per vendere bisogna che ci sia qualcuno che compra.
Tutelare il lavoratore significa innanzitutto garantirgli iun posto di lavoro e se tu avessi ragione, se nella scuola si dovessero davvero licenziare la metà degli addetti, allora prima di farlo dovresti garantirgli una possibilità di salario.
Altrimenti arriva la Marcegaglia e ti chiede se sei impazzito.
La prima cosa che deve fare un sindacalista è fare in modo, o almeno tentare con tutte le sue forze, che queste parole contengano almeno un fondo di verità.
“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”
17 marzo 2010 @ 15:01
Non essendo un blog politico non sto qui a rispondere a tutto.
Non è per sminuirti ma le cose he ho scritto si basano sugli schemi lavorativi delle maggiori potenze economiche, le stesse nazioni che molti di noi Italiani (soprattutto di sinistra) usano come termine di paragone per evidenziare le nostre pecche.
Poi abbiamo idee diverse e ci sta ma proprio non riesco a capire come una persona come te si definisca marxista-leninista ignorando che i paesi dove sono passati quei personaggi non garantivano tutti questi diritti ai lavoratori.
E’ che proprio non riesco a vedere un nesso logico tra comunismo e diritti dei lavoratori.
Ti lascio un saluto e buona giornata.
17 marzo 2010 @ 15:22
LeCadavreExsquis: non conosco nessun paese in cui si siano attuati i principi del marxismo-leninismo.
Conosco paesi in cui si è/era instaurato un capitalismo di stato (ad es. l’unione sovietica) o peggio.
Poi, perdona la mia ignoranza, ma quali sono i paesi in cui i lavoratori sanno “fare tutto nel proprio campo”?
Comunque ti stupirebbe cosa accettano di fare i lavoratori pur di non finire licenziati o in cassa integrazione.
E quando si contratta ti assicuro che si tenta l’impossibile per salvare i posti di lavoro…e non è questione di lavori a squadra o premi di produzione.
Ma forse tu ti riferisci ai lavoratori del pubblico impiego, in questo caso molto ci sarebbe da fare e da dire, naturalmente senza generalizzare e criminalizzare.
Riguardo al comunismo e ai diritti dei lavoratori hai ragione, non c’è nessun nesso.
Infatti se si attuasse il comunismo non ci sarebbero capitalisti e padroni, e non avrebbe senso parlare di diritti.
17 marzo 2010 @ 15:57
“il discorso è troppo vasto, ed è uno dei motivi per cui non ho un blog politico.” parole tue e non ho voglia di farlo diventare.
Passa una buona giornata
17 marzo 2010 @ 16:18
LeCadavreExsquis:ok
Ma se passi dalle mie parti mi farebbe piacere discutere un po’ di politica e sindacato
17 marzo 2010 @ 18:02
Due cose, ma senza polemica.
Sui tagli gelmineschi: “Non è moralmente tollerabile oltre che giuridicamente illegittimo – recita una recente sentenza del Tar Lazio a favore di due famiglie sarde – che per il perseguimento di obiettivi di riduzione di spesa, gli uffici periferici del ministero della Pubblica istruzione provvedano a effettuare tagli indiscriminati agli organici degli insegnanti di sostegno degli alunni disabili gravi”.
E una modesta proposta: creare il reato di “terrorismo economico”, far fallire un’azienda con 200 lavoratori, per quel che mi riguarda, ha lo stesso impatto di una bomba in un treno. Penso che certi “manager” ci penserebbero due volte prima di fare certe porcherie.
17 marzo 2010 @ 18:46
G.L.: nel “privato” ci pensano già due volte (non tutti ovviamente) perchè arrivano pressioni da tutto il territorio, l’impatto è davvero quello di una bomba.
E le trattative sui piani industriali ci sono tutt’ora e i sindacati sono “ascoltati”, anche se io non sono soddisfatto del come e del quanto.
Per questo mi piacerebbe che i giovani vedessero una trattativa FIOM, capirebbero subito cosa è il mondo del lavoro.
Invece quando si parla di scuola e pubblico impiego non gliene frega niente a nessuno, a volte rimango allibito.
Pensa solo alla risonanza mediatica che ha (giustamente) Termini Imerese…e pensa che di 150.000 licenziamenti nellascuola non frega niente a nessuno.
C’è molto da fare e ho un disperato bisogno di giovani che vogliano fare.
17 marzo 2010 @ 19:12