di Sandrone, ed è un buon libro.
La sua scrittura è, come sempre, veloce, nervosa. Le frasi sono corte, ma mai sincopate o eccessivamente frante.
E’ evidente che il ragazzo sa scrivere, ha mestiere e testa. Anche la trama, così come si conviene per un “noir”, è ottimamente costruita. L’ intreccio tra presente e passato risulta perfettamente logico e cronologico, senza ricorrere agli ormai “di moda” flashback. La struttura del………….
Ok, potrei continuare su questo tono, e non capirete mai perchè il libro mi è soggettivamente piaciuto. Riuscirei solo a dimostrare che Sandrone è un ottimo artigiano, ma non vi direi nulla della bellezza di quest’opera.
Forse dovrei parlarvi della sottile malinconia che pervade tutto il racconto, il malcelato rimpianto per un passato amato e odiato.
O della compassione del protagonista verso il mondo dei deboli e dei diversi, un mondo a cui sa di essere sfuggito per un fortunato caso, un mondo verso il quale si sente debitore.
Forse dovrei semplicemente consigliarvi di comprare il libro.
Un libro in cui il Gorilla è cambiato, si è sposato e ha un lavoro quasi decente. Potrebbe vivere una serena vita borghese, rientrare in una casa accogliente, amare una donna ed essere da lei riamato. Potrebbe chiudersi in un universo privato, e anche il Socio troverebbe una sua collocazione. Potrebbe fregarsene.
Invece si lascia ancora una volta trascinare dalla realtà, abbandona il mare calmo dell’indifferenza e si tuffa nelle nere acque della violenza e della sofferenza.
Verrà trascinato da una corrente impetuosa e stavolta il prezzo che dovrà pagare sarà molto alto.
Volevo terminare qui il post ma voglio dirvi ancora una cosa.
C’è un personaggio nel libro che mi ha ricordato questa ragazza. A dire il vero non so se lei cita Brecht, ma so per certo che sa riconoscere una citazione di Shakespeare in lingua originale.